In questi trent’anni Expo Riva schuh è cresciuta tanto che ormai i clienti, titolari di grandi catene di distribuzione sparse in tutto il mondo, non riescono più a vagliare le offerte di tutti gli stand: lo afferma il signor Eichholz, fondatore e presidente emerito della manifestazione rivana che conclude: «La fiera è già troppo grande, con 800 espositori siamo arrivati al limite fisiologico».I motivi per lasciare in lista d’attesa un discreto numero di espositori, soprattutto asiatici, sono strutturali e congiunturali. Da una parte la Germania, che rappresenta il maggiore mercato europeo, sta conoscendo una crisi mai vista, una flessione nell’ordine del 10% delle vendite, preoccupazione per il posto di lavoro, contrazione degli acquisiti per prudenza e per minore disponibilità. In quest’ottica la fiera è diventata anche punto d’incontro in cui gli operatori confrontano le stretegie per superare le difficoltà del momento. Le accresciute difficoltà di mercato hanno costretto a moltiplicare l’offerta ed accelerare la produzione. Una volta a gennaio di raccoglievano gli ordini per l’autunno inverno successivo; adesso i produttori sono in grado di soddisfare richieste con consegna a febbraio-marzo: nessuno rischia più grossi acquisti sul lungo periodo per non intasare di merce invenduta (e pagata) i magazzini. Ne consegue che i rappresentanti rinnovano il catalogo anche quattro o sei volte nei dodici mesi: tanto occorre essere svegli e pronti a catturare disponibilità anche minimali del mercato per sopravvivere in un mercato dove la torta è sempre la stessa ma i commensali aumentano di numero e d’appetito. L’invasione di merce in esposizione è diventata così immensa che i clienti arrivano col precatalogo sul quale si sono segnati i prodotti più vicini alle rispettive esigenze: quelli guardano e tutto il resto è come non ci fosse. Riva, conclude Eichholz, deve solo migliorare i servizi, come città e come fiera, per tenersi la gallina dalle uova d’oro.
In flessione d'un 10% il mercato germanico della scarpa: in fiera per confrontare le strategie di mercato. Non servono più ampliamenti degli spazi, ma servizi migliori
Sull’Expo Schuh l’ombra della crisi
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