mercoledì, Giugno 12, 2024
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Il convegno del circolo Terre del Garda. Gli ambientalisti: «Turismo di massa non più sostenibile»

«Troppi campeggie pochi lungolago»

Una serie di cartografie che illustrano lo sviluppo urbanistico del territorio di Lazise negli ultimi 50 anni; l’utilizzo, in particolare, della fascia lacuale da parte dei campeggi e più recentemente dell’entroterra nelle costruzioni di seconde case e la lettura di questi dati alla luce della sostenibilità ambientale ed economica del fenomeno: di questo si è parlato nel convegno «Governo del territorio per un turismo sostenibile» organizzato da Terre del Garda, circolo gardesano di Legambiente, in una Dogana veneta particolarmente affollata.A presentare il lavoro di ricerca sono stati Andrea Manzati, presidente del circolo, ed Edoardo Nolo. Insieme a loro sono intervenuti Michele Bertucco, presidente provinciale di Legambiente, Gianni Fontana, l’europarlamentare Donata Gottardi e gli onorevoli Antonio Borghesi e Giampaolo Fogliardi.Presente in apertura del convegno anche il sindaco Renzo Franceschini. «Non posso restare per precedenti impegni», ha detto nel suo saluto agli intervenuti, «sono lieto che il territorio venga studiato e valutato da diverse angolature, anche politiche; sono comunque certo che le amministrazioni precedenti, così come quella da me guidata, hanno sempre agito in modo corretto, nel più assoluto rispetto per questo territorio, per il suo ambiente e per chi qui vive».«Ci ha spinti a questa ricerca, durata un paio di anni, la convinzione che se non si sa dove si sta andando; occorre fermarsi e guardare da dove si è venuti. Abbiamo scelto Lazise», ha detto Manzati, «non solo per la sua precisa realtà, ma come esempio di una politica di sviluppo attuata un po’ ovunque nell’area gardesana e nel suo entroterra, che non è detto possa essere ancora supportata dal sistema ambientale di questo territorio».Quindi Nolo ha evidenziato la successione di eventi che dagli anni ’50 hanno portato all’attuale geografia di Lazise, in particolare quella della fascia lacuale, su cui si affacciano le grandi strutture ricettive dei campeggi. «Contano per l’85 per cento del movimento turistico locale e quindi si può parlare di turismo di massa. Occorre capire se è ancora sostenibile pensare di ospitare i flussi movimentati da camping, grandi parchi e le seconde case, che sono due volte e mezzo quelle dei residenti».In particolare è stato criticato lo sviluppo dei campeggi, «che di fatto utilizzano la fascia a lago che invece deve essere pubblica. Non a caso Lazise è l’unico paese di questa parte di Garda a non avere una vera passeggiata a lago. L’analisi delle legislazioni vigenti dimostra che sino al 1999 a queste strutture sono state date autorizzazioni non congrue. Solo nel 2004 l’amministrazione si è preoccupata di rivedere la situazione e dare la giusta collocazione a queste strutture. Ma a fronte di quanto è stato dato, restano aperti gli interrogativi sulle opere di urbanizzazione secondaria che i campeggi avrebbero dovuto realizzare a favore della collettività».Dopo i relatori, Michele Bertucco ha sottolineato la necessità di tutelare il Garda «perché scelto da milioni di turisti proprio per la naturalità che ancora offre, nonostante le devastazioni subite» e ha richiamato gli enti pubblici a riprendere i loro ruoli di controllo e di partecipazione alle scelte per il territorio.Dai politici presenti l’impegno a dare un seguito concreto alle proposte e alle situazioni presentate anche alla luce di una politica europea che, ha precisato Donata Gottardi, «sta riflettendo sul fatto che il proprio modello di sviluppo è basato soprattutto sui servizi e il turismo è uno di questi. Un turismo che necessita di sostenibilità per il territorio, attuata attraverso la tutela dei suoi ambiti sociale, ambientale ed economico».

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