domenica, Giugno 16, 2024
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Sono una ventina gli alberghi aperti, ma molti gruppi hanno disdetto e i «passanti», per ora, girano alla larga dal lago Soddisfatti, però, gli hotel che hanno lanciato offerte «di nicchia»

Turismo di fine anno: andamento fiacco

Turismo di fine anno sul Garda? Sì. Ma psicologicamente opposto a quello della cosiddetta «alta stagione». Se da Pasqua a settembre è il lago a riempire le sue strutture e a far vivere di luce riflessa le località circostanti, a Natale e a Capodanno – viceversa – è il Garda a sperare che la montagna innevata e le città d’arte, magari per saturazione, regalino al pigrissimo andazzo grigio dell’inverno benacense interessanti «rimasugli» di turisti controcorrente. Sono ormai parecchi anni che una ventina di alberghi sparpagliati tra Riva, Torbole e Arco, tentano l’avventura dell’apertura di fine dicembre: come è andata nel 2003?I pareri che abbiamo raccolto in giro, dai principali operatori alberghieri di Riva e dintorni, sono abbastanza discordanti (dal pessimismo nero ad un cauto ottimismo), ma su un fatto sono tutti d’accordo. La concorrenza internazionale è così agguerrita (girano offerte da 299 euro per una settimana all inclusive in strutture alberghiere di paesi a bassissimi costi di manodopera), il mercato tedesco è così inchiodato nella sua crisi economica, che negli anni a venire, per salvaguardare la sua «ministagione natalizia» il Garda trentino dovrà per forza inventarsi qualcosa di nuovo.Il grido di dolore più netto arriva da piazza Tre Novembre, tradizionale salotto turistico di Riva. «Non c’è in giro un cane – dice sconsolato Federico Venturini del Centrale – Quest’anno prevedo un calo del 50%. La colpa? Credo che sia la recessione economica generalizzata e i prezzi concorrenziali di certe località straniere. Al Centrale le nostre offerte sono ferme da tre anni, ma altrove, dove i costi sono irrisori, riescono a scendere sotto. Beati loro! Non posso invece lamentarmi per il Palace di Arco: qui la situazione è decisamente migliore».Musica analoga nel dirimpettaio Hotel Sole dove l’annullamento improvviso di qualche prenotazione di gruppo, costringerà la ricezione a sperare nel cosiddetto «passaggio» di fine anno. «Eppure – dicono – la nostra settimana, cenone compreso, a 350 euro, non ci sembra proprio da buttare…»Problemi di disdette anche all’hotel Liberty, dove l’apertura di fine dicembre è una tradizione ultraventennale. «E’ un anno decisamente balordo e di svolta – dice il direttore Dario Segala – Mai viste così tante cancellazioni. Tedeschi zero, inglesi fiacchi. Speriamo negli arrivi disorganizzati, ma è evidente che dovremo studiare qualcosa per il futuro..»La fiacca è stata avvertita anche nei tre alberghi di Paolo Tonelli, a Riva il Savoy e il Garda, a Nago il Continental. «Però non possiamo lamentarci – dice il gestore – Credo che alla fine saremo sui livelli di sempre». Ancora più ottimisti al Luise di Bertolini, dove – ci spiegano – il Capodanno si annuncia normale, mentre invece, a sorpresa, potrebbe esserci qualche lieta sorpresa sulla Befana.Addirittura soddisfatti, invece, all’Astoria, che dopo i restauri di prestigio è alla seconda esperienza di apertura dicembrina. «Siamo in crescita – spiega Paolo Miorelli – ma devo dire che siamo andati a cercarci, faticosamente, delle nicchie particolari. Abbiamo organizzato, ad esempio, un grande torneo di scacchi e da qui a fine anno avremo in hotel un’ottantina di giocatori. Forse è vero che il turismo che «casca addosso» automaticamente è un po’ in crisi, ma lavorando in particolari segmenti siamo continti che il Natale e il Capodanno gardesano possano ancora dare ottime soddisfazioni».Le nicchie: che sia questa la nuova frontiera?

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