domenica, Giugno 16, 2024
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Caduto ieri il diaframma che divideva la galleria alternativa alla «Gardesana». Strada aperta a luglio. Cavalli: collaborazione vincente

Un boato: ora Riva è più vicina

Duilio Coazzi, direttore bresciano del cantiere della ditta Collini-Oberosler, ha girato la manopola ieri pomeriggio, poco dopo le 17. L’esplosione ha abbattuto l’ultimo diaframma che resisteva nella nuova galleria, che consentirà di raggiungere Limone provenendo da Riva del Garda. Accanto a lui un altro bresciano, Vittorio Ottelli, valtrumplino che ora abita a Botticino, direttore tecnico della stessa ditta che ha portato a termine i lavori a tempo di record entro ieri, la data prefissata. I quasi mille metri di tunnel (costo 22 miliardi) diverranno presto transitabili per le vetture, seppure provvisoriamente, in attesa delle finiture. L’ultima occhiata alla galleria è stata possibile grazie a Enrico Zambotti, della Provincia di Trento, assistente alla direzione dei lavori: opere in fase di realizzazione, raccolta e canalizzazione dell’acqua al di sotto del futuro manto stradale, l’illuminazione provvisoria, in parte già funzionante. Tutto lascia prevedere, insomma, che la data di apertura fissata dal contratto per il 27 luglio possa essere anticipata, anche se qualche scongiuro non manca. L’inaugurazione del nuovo tunnel (la cui conclusione è programmata per quest’inverno) potrebbe vedere la presenza del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, del quale è prevista una visita in Trentino. Il presidente, si lascia sfuggire qualche amministratore, potrebbe scendere a Limone con l’elicottero, e la data sarebbe quella dell’8 luglio. Manca, comunque, l’ufficialità della notizia. Paolo Nicolussi è il direttore dei lavori per la Provincia di Trento: «Non abbiamo trovato difficoltà particolari e siamo riusciti ad anticipare i tempi. Apertura anticipata rispetto al 28 luglio? Non saprei, ma non è da escludere». È stata scritta, così, la parola fine su questo primo capitolo – la costruzione della nuova galleria – che aveva sollevato perplessità e polemiche. D’altronde, la relazione di Eugenio Castelli, dell’Università di Trieste, non ammetteva repliche: «Quella parte di Gardesana è indifendibile», aveva scritto l’ingegnere, sollevando non poche polemiche. Castelli, ieri, osservava il viavai di maestranze e autorità presenti e commentava: «Il mio studio è stato valutato anche dai Politecnici di Milano e Torino, che mi hanno ragione e ciò è stato di conforto. Si è potuto, così, iniziare quest’opera che – oggettivamente – era l’unica soluzione possibile». Adesso la ragione gliela danno tutti. Il Commissario di Governo Alberto de Muro, Prefetto a Brescia fino a poco tempo fa: «È un ulteriore collegamento tra Trento e Brescia, realtà legate da motivi culturali, storici e oggi anche turistici. La festa è grande per tutti e i complimenti vanno alla ditta esecutrice». Stessi concetti sono ripetuti da Lorenzo Dellai, Presidente della Provincia di Trento: «L’opera consentirà di riallacciare le due provincie, che hanno molte cose in comune e tante questioni da affrontare insieme, con efficienza e tempestività». Alberto Cavalli, presidente della Provincia di Brescia: «Brescia e Trento confinano non soltanto in acqua, ma anche sulla terra e possono condurre progetti comuni, affrontando sfide nazionali ed europee. L’efficienza e la capacità di risposta dei trentini deve essere di stimolo. La loro disponibilità è, comunque, determinata anche da un bilancio molto superiore al nostro, ma c’è da dire che si sono fatti carico anche di problemi bresciani. «Non si tratta di un gesto di generosità – ha aggiunto Cavalli – ma di un’iniziativa convinta per rispondere ad una necessità. Sottolineo che Trento dimostra di avere risorse e qualità amministrative per risolvere in fretta i problemi mentre noi dobbiamo andare a Roma con il cappello in mano. Speriamo che, adesso, Parlamento e Governo siamo più disposti ad ascoltarci e ad interessarsi a noi». Inoltre «l’Anas, proprietaria della strada, deve impegnarsi a trovare i 300 miliardi necessari per il tratto fra Gargnano e il confine trentino, che da tempo sono richiesti dall’alto Garda. Questa è una speranza, ma c’è da ribadire il successo per la partecipazione al problema dei Comuni bresciani, trentini e anche della Provincia di Brescia che ha fatto valere le ragioni di utilità generale». Fabrizio Bontempi, assessore a Tignale: «Finalmente. I tempi sono stati rispettati e, anche se gli operatori economici si sono dovuti sobbarcare forti sacrifici, è senz’altro servito a qualcosa. Se mettiamo costi e guadagni sul piatto della bilancia, in prospettiva credo saremo soddisfatti». Chiude il sindaco di Limone, Battista Martinelli: «Ringraziamo Trento per il miracolo, quando ne avevamo parlato sembrava fantascienza e invece attendiamo una vicina apertura». Chiude anche lui con la parola che, ieri, era la più pronunciata: finalmente!

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