domenica, Luglio 21, 2024
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Sopralluogo della Giunta al cinquecentesco edificio avuto in eredità Ma solo in Consiglio si conoscerà l’esatto ammontare del lascito

Un palazzo che vale miliardi

Adesso l’eredità è del Comune. Manca solo l’atto formale d’accettazione da parte del Consiglio comunale, ma quale può essere mai il consigliere che rifiuta un lascito miliardario? Concluso l’inventario dei beni, l’Amministrazione civica di Garda ha ricevuto le chiavi del cinquecentesco palazzo Pincini-Pompei-Carlotti, la villa che Liliana Pincini, spentasi sul finire dello scorso anno all’età di settantasei anni, ha voluto lasciare al Comune. E noi abbiamo potuto fare un sopralluogo dell’edificio insieme con l’intera Giunta municipale. Passato il piccolo giardino, entriamo nel miniappartamento al pian terreno: non c’è nulla di ragguardevole, ma le stanze sono abitabili. Torniamo fuori. La facciata è sobriamente elegante. Qui e là qualche stemma in pietra. Si sale l’elegante scalinata in marmo e si entra nella parte padronale dell’edificio, un bell’appartamento di cinque stanze al piano rialzato. Di sopra ci sono altre due unità immobiliari. Mobili e quadri di pregio non ne vediamo e i libri accatastati non sono granché, ma la struttura vale comunque un capitale: il palazzo è in pieno centro storico, a due passi dal municipio e dal lungolago. In più c’è da considerare che l’eredità Pincini cede al Comune anche tre negozi, nonché denaro e titoli per un valore ancora imprecisato. «L’inventario dei beni è stato depositato. Adesso dovremo passare in Consiglio, e in questa sede sarà reso pubblico l’esatto ammontare dell’eredità» dice l’assessore Beniamino Zermini. Dell’eventualità di un lascito miliardario al Comune di Garda, si parlava da anni. «In effetti – ci ha detto il sindaco Giorgio Comencini durante la visita all’edificio – la decisione della signora Liliana risale ad oltre vent’anni fa, ai tempi cioè dell’amministrazione Pimazzoni». Insieme a Comencini e Zermini, come s’è detto, al primo sopralluogo alla villa hanno preso parte anche gli altri membri della Giunta: il vicesindaco Fabio Gaggia e gli assessori Pierlorenzo Vantini e Franco Lavarini. Palazzo Pincini-Pompei-Carlotti è fra via Manzoni e via Verdi, proprio alle spalle del bell’edificio della Losa, che un tempo costituiva la darsena a lago. Venne costruito nel Cinquecento lungo il perimetro orientale delle antiche mura di cinta del paese, accanto alla torre merlata della porta orientale. A far costruire la villa furono i nobili Carlotti, che hanno avuto proprietà a Garda dal 1168 sino al 1920. La loro prima dimora era stato il palazzo dei capitani, che s’affaccia sulla piazza del porto. Il palazzo fuori della porta orientale fu fatto invece costruire quando la famiglia ebbe bisogno di maggiori spazi. Quando accadde? «Certamente prima della fine del 1500, almeno per quanto riguarda la parte più antica» scrive Massimo Ragnolini. E fu attorno alla metà del Settecento che, con la morte di Andrea Carlotti, la villa passò ai Pompei. Il palazzo padronale venne poi acquistato dai Bozza agli inizi dell’Ottocento, quando cioè i Pompei vendettero le loro proprietà gardesane. Dai Bozza passò quindi ai Merlo e da questi ai Pincini, per giungere ora al Comune.

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