domenica, Febbraio 25, 2024
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Miguel Campos è il ritratto della felicità: «E’ stato difficile vincere - dice il pilota portoghese -. Questa è stata la gara più ricca di emozioni della mia vita.

«Vittoria emozionante: ho superato tutti i guai»

Miguel Campos è il ritratto della felicità: «E' stato difficile vincere – dice il pilota portoghese -. Questa è stata la gara più ricca di emozioni della mia vita. Sono stato favorito dal ritiro di Thiry, ma io la gara me l'ero complicata già al via alla prova-spettacolo per un'incomprensione con un commissario di percorso. Tuttavia sono fatalista e mi sono detto: domani è un altro giorno. La stessa cosa ho dovuto pensare dopo la picchiata all'inizio della seconda giornata. Alla fine la fortuna mi ha aiutato, ma che fatica». Luca Pedersoli ha accettato la sentenza con molta signorilità: «E' un sogno – afferma il pilota bresciano – questo secondo posto mi rende tanto felice, perchè consideravo già un evento straordinario salire sul podio, invece improvvisamente mi sono trovato al primo posto già nella prima tappa e l'ho difeso fino alla penultima ps. E' stata un'emozione grandissima, ma non mi sono mai illuso. Sapevo che Campos poteva prendermi, tuttavia devo ammettere che quando il portoghese ha picchiato un pensierino al successo l'ho fatto, ma non mi sono lasciato condizionare. Ho continuato a correre, aiutato da un grande Daniele Vernuccio, tenendomi un pizzico di margine, tanto è vero che credo di essere stato l'unico dei primi a non incorrere in picchiate, pizzicate o altri inconvenienti». Giandomenico Basso si lascia scappare una lacrima di gioia mentre tutti lo applaudono e si complimentano con lui, ma modestamente ammette di essersi trovato la vittoria nella classifica del campionato italiano servita su un piatto d'argento: «Sinceramente non ho mai pensato al successo – afferma sincero -. Solo nell'ultima ps ho veramente intravisto la possibilità del colpaccio e non me lo sono lasciato scappare, optando per gomme Pirelli, cui devo il 99 per cento della vittoria. Già il primo posto al rally del Ciocco era stato rocambolesco, ma questo non ha proprio paragoni. Nella prima tappa non ero a mio agio per problemi d'assetto della macchina, ma nella seconda tutto si è risolto e ho badato a viaggiare di buon passo senza rischiare nulla, il resto l'hanno fatto gli avversari». Piero Longhi è amareggiato: «E' stata colpa mia. Ho commesso due errori, che mi hanno fatto buttare al vento la vittoria. Sulla Cavallino una scodata, poi alla Marmentino un taglio giù dall'asfalto mi ha fatto impattare con una pietra. E' stata una leggerezza, mi sono fatto ingolosire dalle tracce lasciate da altri e così l'ho pagata cara. Per il sorpasso finale, invece, non ho nulla da recriminare perchè con la mia macchina a quel punto non potevo competere. Tuttavia proprio la mia vettura mi fa guardare il futuro con ottimismo. Sulla terra è nettamente superiore, sull'asfalto bagnato anche e sull'asciutto si difende molto più di prima». Il viso di Renato Travaglia è la rappresentazione di un funerale. Il pilota trentino stenta a scendere dalla macchina e quando lo fa accampa scuse: «Avrei potuto vincere se non fossi incappato in quella foratura. E pensare che stavo proprio attento a quello, invece inspiegabilmente senza toccare nulla, senza colpire un sasso, la gomma si afflosciata e addio sogni di gloria». Andre Dallavilla si era presentato a Nave ben prima degli avversari, dopo il ritiro, con un'espressione ormai rasserenata: «Purtroppo il motore si è fuso per mancanza d'acqua, perciò mi è sfuggita una vittoria che stavo già assaporando. La delusione è stata tanta, ma ora ho la consolazione di avere ritrovato competitività con la mia macchina, perciò sono ansioso di proseguire il campionato nel tentativo di vincerlo».

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