Remo D’Angella 3500 chilometri in mountain bike, da Trieste a Ventimiglia

16/05/2014 in Attualità
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Di Sergio Bazerla

Colà. Trem­i­lac­inque­cen­to chilometri in moun­tain bike par­tendo da Tri­este per giun­gere poi a Ven­timiglia. Tut­ti ped­a­lan­do, giran­do l’I­talia, da solo, uni­ca­mente con uno zainet­to da quindi­ci chilo­gram­mi sulle spalle. Una impre­sa che sta affasci­nan­do tut­ta Colà per­ché Remo D’An­gel­la, nato a Mer­a­no 63 anni fa, da padre di orig­ine pugliese, da molti anni risiede in via Tende a Colà. E’ uno sportivis­si­mo pen­sion­a­to, ex infer­miere pro­fes­sion­ale pres­so l’ospedale di Mer­a­no, che da molti anni ded­i­ca molto del suo tem­po al ciclis­mo. E non solo. E’ anche uno sci­a­tore provet­to ed un mar­ci­a­tore di tut­to rispet­to. Da buon alpino non può men­tire. E’ iscrit­to al grup­po di Colà orgogliosa­mente.

E’ par­ti­to saba­to 3 mag­gio da Tri­este, cit­tà giu­liana che ha rag­giun­to con il treno, e si è mes­so subito all’­opera. Ogni giorno, con ogni tem­po, maci­na medi­a­mente 140­140 chilometri con la sua bici. Parten­za alle sette del mat­ti­no, una maci­na­ta di chilometri, qualche bar­ret­ta di cioc­co­la­to, uno yogurt liq­ui­do, se ci sta un pani­no. Si fer­ma ver­so le 17. Cer­ca una cam­era in un alber­go o in qualche B&B e cena. Una sono­ra dor­mi­ta e pron­ti per l’in­do­mani per altre tappe. Prevede di rag­giun­gere Ven­timiglia ver­so la fine del mese di mag­gio. Poi rien­tra a Colà con il treno e la bici al segui­to.

Noi lo seguiamo con atten­zione su Face­book e con i con­tat­ti tele­foni­ci ­ spie­ga l’am­i­co Lui­gi Zeni­ per­ché non lo vogliamo las­cia­re solo anche se sap­pi­amo, io e Mario Varn­er, ami­ci per la pelle, che se la caverà egre­gia­mente. E’ un uomo tut­to di un pez­zo. Meti­coloso, prepara­to fisi­ca­mente, molto atten­to al codice del­la stra­da.

L’im­pre­sa l’ha volu­ta met­tere in atto pro­prio nel bel mez­zo del Giro d’I­talia. In soli­tu­dine per­ché vuole macinare chilometri e non perdere tem­po in chi­ac­chiere e tira e mol­la. Vuole goder­si l’I­talia in bici­clet­ta. “Era un sog­no che accarez­za­va da tem­po ­ sot­to­lin­ea anco­ra Lui­gi Zeni ­ e ques­ta vol­ta lo ha mes­so in atto. Seguono le sue peripezie anche la moglie ed i due figli che sono rimasti a casa ma sono sem­pre in con­tat­to con lui con i mezzi telem­ati­ci.”

Lo abbi­amo sen­ti­to al tele­fono sta­mat­ti­na.

Sono a Reg­gio Cal­abria -­ ha dichiara­to Remo D’An­gel­la -­ per­ché sono par­ti­to di buon’o­ra da Riace dove mi ero fer­ma­to per la cena e la notte. Con­to di risalire da Reg­gio sul­la litoranea del mar Tir­reno. La stra­da è buona ed il fisi­co anche. La metà che mi sono pre­fis­sato di rag­giun­gere è alla por­ta­ta.”

Non ave­vo dub­bi sul suo sta­to d’an­i­mo e fisi­co ­ con­tin­ua Zeni ­ per­ché è fat­to così. Non si perde mai d’an­i­mo. Giorni fa, in Basil­i­ca­ta ­ sog­giunge Zeni ­ si è per­so un pochi­no per le strade imper­vie. Ha sfo­ra­to di trenta chilometri. Ha trova­to un sig­nore gen­tile che lo ha ind­i­riz­za­to. Pen­si che le ha perfi­no offer­to il pran­zo. Dice sem­pre che il merid­ione è tut­to un altro mon­do. Giovi­al­ità, corte­sia, accoglien­za sono il loro mot­to. E Remo sicu­ra­mente in quelle zone si tro­va a casa per­ché è anche lui così.”

 

Mi sono stu­di­a­to per set­ti­mane le car­tine Google, mi sono “cre­ato” il mio per­cor­so ­ rib­adisce Remo D’An­gel­la al tele­fono ­ e non ho las­ci­a­to nul­la al caso. Per­cor­ren­do la nos­tra bel­lis­si­ma peniso­la mi sono accor­to che è davvero mer­av­igliosa e che la gente ti aiu­ta davvero. E’ una espe­rien­za che mi sta grat­i­f­i­can­do enorme­mente. Un sog­no che si avvera.”

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