Dopo due giorni di lezioni l’atleta ha dedicato tempo a svelare agli aspiranti sub i segreti di questo sport ai limiti delle capacità umane. Gianluca Genoni è sceso in apnea a 141 metri di profondità

A scuola dal campione del mondo

31/10/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Suc­ces­so del cor­so di apnea in asset­to costante e vari­abile con il pluri­cam­pi­one del mon­do Gian­lu­ca Genoni. Si è con­clu­so con le immer­sioni di domeni­ca e con il lan­cio dei para­cadutisti di Lazise il week­end ded­i­ca­to ai sub­ac­quei, orga­niz­za­to da «La Scuo­la di Mare 2» di Verona assieme al Cen­tro sporti­vo Cemen­tirossi di Fumane, in col­lab­o­razione con Tor­ri. La ses­ta edi­zione del cor­so di apnea, che ha vis­to sub­ac­quei immerg­er­si in un cam­po appronta­to sul lun­go­la­go tra il por­to e la chiesa par­roc­chiale, ha avu­to per pro­tag­o­nista asso­lu­to il 13 volte cam­pi­one del mon­do Gian­lu­ca Genoni. Lo sporti­vo ha tenu­to lezioni teoriche e pratiche ad aspi­ran­ti sub­ac­quei prove­ni­en­ti da Vene­to, Toscana, Emil­ia Romagna, Lom­bar­dia e anche a una deci­na di istruttori.«Per Tor­ri è sta­ta una ghiot­ta occa­sione quel­la di avere uno sporti­vo di questo cal­i­bro, pro­prio all’indomani del suo tredices­i­mo record mon­di­ale», com­men­ta il con­sigliere comu­nale Ste­fano Nico­tra che, con il col­le­ga Fabio Raguzzi, ha col­lab­o­ra­to a orga­niz­zare l’iniziativa. Il 5 otto­bre, il tren­tot­tenne cam­pi­one del mon­do di Bus­to Arsizio (Varese), ha stac­ca­to il taglian­do del suo ulti­mo record mon­di­ale a Sharm El Sheik rag­giun­gen­do i 141 metri di pro­fon­dità in asset­to vari­abile e con questo risul­ta­to ha deciso di chi­ud­ere la car­ri­era agonistica.A pochi giorni di dis­tan­za Genoni com­men­ta: «Mi spi­ace soltan­to di non avere con­quis­ta­to questo record in Italia. I fon­dali del mare dell’Egitto sono cal­di e lumi­nosi, ide­ali per le immer­sioni in apnea. Ho deciso di smet­tere per­ché, a 38 anni, è ora di las­cia­re spazio ai gio­vani e di non cor­rere più i rischi che queste pro­fon­dità com­por­tano». Il 2006 è l’anno in cui ricorre il dec­i­mo anniver­sario del pri­mo record mon­di­ale di Genoni, a Sir­a­cusa il 17 agos­to del 1996. «Quel­lo», ricor­da, «è sta­to il mio più bel momen­to. Scen­dere a 106 metri di pro­fon­dità in asset­to vari­abile ha richiesto oltre due anni di preparazione. Quel record mi ha dato la spin­ta per con­tin­uare a miglio­rar­mi di allena­men­to in allena­men­to e di anno in anno». «In col­lab­o­razione con il Cen­tro nazionale ricerche di e con l’ di Varese», riv­ela Genoni, «abbi­amo real­iz­za­to stu­di per ver­i­fi­care l’adattamento del cor­po umano a situ­azioni lim­ite». Tra queste, due las­ciano davvero sen­za parole. «Una vol­ta», riprende il pluri­cam­pi­one Genoni, «con un pre con­dizion­a­men­to fat­to res­pi­ran­do ossigeno puro e non solo la mis­cela pre­sente nell’aria, sono rius­ci­to a rimanere in apnea per 15 minu­ti con­sec­u­tivi». Un altro record al lim­ite delle pos­si­bil­ità umane, con­sid­er­a­to da Genoni forse il più bel­lo, «è sta­to l’esperimento, fat­to nel 2003, di un’immersione in quo­ta, a cinquemi­la metri, in un lago che si tro­va sull’Everest, cer­ta­mente il più fred­do del mondo».Infine, il record di pro­fon­dità: il sub­ac­queo è anda­to, sem­pre in apnea, a 150 metri sot­to il liv­el­lo del mare, gra­zie a un par­ti­co­lare pro­gram­ma di disce­sa con zavor­ra di 50 kili e poi di risali­ta medi­ante un pal­lone auto­gon­fi­a­bile. Un meto­do diver­so da quel­lo uti­liz­za­to per cal­co­lare il record del mon­do. Ma cosa si pro­va a queste pro­fon­dità, da soli nell’abisso? Dopo uno sguar­do tra il pen­sieroso e il per­p­lesso, un lam­po di iro­nia attra­ver­sa gli occhi del cam­pi­one, che allarga un sor­riso. «Ci si sente nel­la pace asso­lu­ta e, se non è molto buio, si scru­tano final­mente in san­ta pace i fon­dali. Là sot­to, a quelle pro­fon­dità, non c’è mai nes­suno, non si fan­no code e…non si sentono nep­pure squil­lare i telefonini!».Soddisfattissimo del­la rius­ci­ta del week­end Fran­co Gal­vani, pres­i­dente del­la Scuo­la di Mare 2 di Verona. «Con Genoni», dice, «abbi­amo una col­lab­o­razione di anni e la nos­tra scuo­la, un’associazione no-prof­it, ospi­ta chi­unque voglia avvic­i­nar­si all’apnea e alla sub­ac­quea con bom­bole. Ogni mer­coledì sera, alle piscine Don Cal­abria, a Verona, fac­ciamo prove gratis per tut­ti. Con Tor­ri abbi­amo un feel­ing par­ti­co­lare e veni­amo a fare le immer­sioni tut­to l’anno. Per la rius­ci­ta di ques­ta ses­ta edi­zione vogliamo ringraziare i con­siglieri Fabio Raguzzi e Ste­fano Nico­tra, oltre alla ambi­en­tale di Verona». Chi volesse pren­dere con­tat­ti con La Scuo­la di Mare 2 può riv­ol­ger­si al numero 347. 788.2780.