Le barche sequestrate a Castelletto e Bardolino sono state portate a Lazise, a disposizione dei proprietari che sono stati multati. Entrano in azione i carabinieri della squadra nautica di Peschiera

Abusivi in porto, via alle rimozioni

02/10/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
r.v.

Tem­pi duri per gli abu­sivi dell’acqua. Sono infat­ti ripresi nei giorni scor­si i con­trol­li per accertare la rego­lar­ità di boe e ormeg­gi dis­lo­cati lun­go la spon­da veronese del . Il pri­mo blitz era sta­to com­pi­u­to a metà agos­to dal­la polizia, in col­lab­o­razione con l’Ispettorato di por­to. Sta­vol­ta è toc­ca­to ai del­la squadra nau­ti­ca di Peschiera scen­dere in acqua con le loro motovedette, di nuo­vo accom­pa­g­nati dagli ispet­tori. Nel miri­no un’ampia fet­ta di Bena­co tra Peschiera e Castel­let­to. Pro­prio a Castel­let­to è sta­to denun­ci­a­to in sta­to di lib­ertà un tedesco pro­pri­etario di una bar­ca di sette metri, ormeg­gia­ta abu­si­va­mente all’interno del por­to. A nul­la sono valse le gius­ti­fi­cazioni dell’uomo che ha rac­con­ta­to ai cara­binieri di aver­la ormeg­gia­ta in quel­la boa a causa del tem­po­rale che tre giorni pri­ma si era abbat­tuto sul Gar­da. I cara­binieri han­no scrit­to due ver­bali e la bar­ca è sta­ta rimossa da una dit­ta spe­cial­iz­za­ta. Si trat­ta di una novità non da poco. Per la pri­ma vol­ta dopo dieci anni, infat­ti, una dit­ta ha avu­to in appal­to il servizio rimozione. Durante tut­to questo peri­o­do di tem­po era impos­si­bile per le forze dell’ordine rimuo­vere i natan­ti. Dunque adesso occu­pare abu­si­va­mente un pos­to bar­ca può costare davvero caro. I respon­s­abili del­la vio­lazione del­la speci­fi­ca rego­la del codice del­la rischi­ano infat­ti denun­cia penale e una sanzione par­ti­co­lar­mente pesante, com­pre­sa tra due e dod­i­ci mil­ioni. Sem­pre a Castel­let­to i cara­binieri han­no anche rimosso un’altra bar­ca, il cui pro­pri­etario non è anco­ra sta­to rin­trac­cia­to. Si trat­ta di un vela di sei metri pri­va di motore. Tra le per­sone denun­ci­ate c’è anche un francese. Il suo moto­scafo di cinque metri era parcheg­gia­to nel canale di Peschiera. Anche in questo caso la gius­ti­fi­cazione («Non c’era nes­suno, così ho parcheg­gia­to la mia bar­ca») non è servi­ta a sal­var­lo dal­la mul­ta e dal­la denun­cia. Nei guai sono fini­ti anche un milanese e un veronese. Il pri­mo ave­va «parcheg­gia­to» la bar­ca a vela di 6 metri a ; il sec­on­do, sem­pre a Bar­dolino, ave­va attrac­ca­to la vela a una boa non sua. Tutte le barche seques­trate sono state por­tate a Lazise, a dis­po­sizione dei pro­pri­etari. La rimozione, infat­ti, serve per «lib­er­are» l’ormeggio e resti­tuir­lo al tito­lare. Il prob­le­ma, tut­tavia, non è così sem­plice come potrebbe sem­brare. Infat­ti, i posti bar­ca sono sem­pre più dif­fi­cili da trovare, non solo nei por­ti ma anche nelle boe sparse lun­go la riva. Le liste di atte­sa in alcune local­ità tur­is­tiche sono lunghissime e ci vogliono anni pri­ma di pot­er sper­are di ottenere una «fet­ta» d’acqua. È anche per questo che molti cer­cano di arran­gia­r­si come pos­sono, a volte in modo ille­gale. Ne è una tes­ti­mo­ni­an­za anche il pro­lif­er­are di boe abu­sive al di fuori dei por­ti, soprat­tut­to durante i mesi estivi. Una rispos­ta la stan­no dan­do alcu­ni comu­ni che han­no inizia­to una rior­ga­niz­zazione degli spazi bar­ca, tenen­do con­to delle mutate esi­gen­ze ma anche del­la neces­sità di sal­va­guardare la natu­ra e il paesaggio. (.)

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