Al lago piacciono le bici: in bicicletta alla scoperta di Desenzano e dell’entroterra

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Di Redazione

Si è con­clu­so l’allestimento degli itin­er­ari cicla­bili di inter­esse tur­is­ti­co, che sos­ti­tu­is­cono, aggior­nan­doli, i prece­den­ti per­cor­si risalen­ti alla fine degli anni ‘90.

Il prog­et­to pre­dis­pos­to dall’arch. desen­zanese Mau­r­izio Zaglio, real­iz­za­to gra­zie ad un con­trib­u­to di Regione Lom­bar­dia, ha vis­to la trac­ciatu­ra dei nuovi itin­er­ari con la posa di seg­nalet­i­ca ded­i­ca­ta e la col­lo­cazione di otto pen­si­line di sos­ta in cor-ten, un mate­ri­ale fer­roso esente da manuten­zione.

In ogni pen­sili­na è pre­sente un pan­nel­lo esplica­ti­vo dei per­cor­si con testi in ital­iano e in inglese. I con­tenu­ti tur­is­ti­ci sono ripresi ed ampliati in una carti­na bilingue dif­fusa in 10.000 copie.

Per la con­clu­sione del prog­et­to, che unisce gli aspet­ti tec­ni­ci a quel­li di pro­mozione del ter­ri­to­rio, han­no col­lab­o­ra­to l’assessore ai Lavori Pub­bli­ci Gio­van­ni Pao­lo Maio­lo e l’assessore al Tur­is­mo Francesca Ceri­ni ed i rel­a­tivi uffi­ci.

IL PROGETTO

Il nome del prog­et­to, “Lake likes bikes”, non è solo uno slo­gan ma una realtà da pren­dere alla let­tera. “Al lago piac­ciono le bici­clette”; al lago di Gar­da piace essere avvi­c­i­na­to sen­za fret­ta e sen­za lo stress del traf­fi­co auto­mo­bilis­ti­co. L’amore è ricam­bi­a­to e anche alle bici­clette piace il nos­tro lago, come tes­ti­mo­ni­ano le migli­a­ia di appas­sion­ati che lo scel­go­no come loro meta.

Il ter­ri­to­rio di Desen­zano sem­bra fat­to su misura per la bici­clet­ta. Lo ren­dono tale la rete via­bilis­ti­ca sec­on­daria poco traf­fi­ca­ta, la vari­età e la dol­cez­za del pae­sag­gio ed i luoghi di inter­esse stori­co, cul­tur­ale ed eno-gas­tro­nom­i­co. Non da ulti­mo, le dis­tanze e i dis­liv­el­li con­tenu­ti lo met­tono alla por­ta­ta del ciclista occa­sion­ale, mag­a­ri in sel­la ad una e‑bike, men­tre per i più allenati non man­cano le pos­si­bil­ità per con­catenare anel­li impeg­na­tivi.

Servi­ta com’è da col­lega­men­ti fer­roviari e di nav­igazione attrez­za­ti per il trasporto cicli, Desen­zano è il pun­to di parten­za ide­ale per esplo­rare al rit­mo di una bici­clet­ta la fas­cia a lago e l’entroterra delle colline moreniche.

I per­cor­si “Desen­zano bike” rispon­dono per­ciò a due domande emer­gen­ti, quel­la di un tur­is­mo lento e con­sapev­ole, curioso e rispet­toso dei luoghi che attra­ver­sa, e quel­la di un’attività fisi­ca all’aria aper­ta, salutare e in gra­do di ridare benessere al cor­po e alla mente. E si prestano altret­tan­to bene per incen­ti­vare la mobil­ità ciclis­ti­ca come alter­na­ti­va all’automobile.

Dove pos­si­bile, i trac­ciati seguono una sede pro­tet­ta; altri­men­ti per­cor­rono strade vic­i­nali a bas­so traf­fi­co oppure promis­cue. Può essere uti­liz­za­to qual­si­asi tipo di bici­clet­ta per­ché il fon­do è asfal­ta­to, sal­vo bre­vi col­lega­men­ti.

I per­cor­si sono seg­nalati con indi­cazioni in tut­ti i pun­ti di svol­ta, evi­den­zian­do i pos­si­bili col­lega­men­ti. Non esiste un pun­to obbli­ga­to di parten­za né un ver­so pref­eren­ziale di per­cor­ren­za e cias­cuno potrà costru­ire il suo itin­er­ario a misura di tem­po, voglia e… gambe.

I PERCORSI

LUNGOLAGO – Desen­zano e Riv­oltel­la

Il trac­cia­to di 8 km attra­ver­sa fronte lago l’intero ter­ri­to­rio comu­nale, dal con­fine con Lona­to a quel­lo con Sirmione, inter­se­can­do i col­lega­men­ti con i per­cor­si interni: dal­la “spi­ag­gia d’oro” alla stazione fer­roviaria e da Riv­oltel­la alla cam­pagna ret­rostante. Questo con­sente di chi­ud­ere l’itinerario rien­tran­do dall’anello rosso.

Anel­lo ROSSO – Cen­te­naro

L’anello si svilup­pa per 19 km e tran­si­ta pres­so le local­ità di Cen­te­naro e Mon­tonale bas­so e zone di inter­esse come il sito palafit­ti­co­lo del Lavagnone. Con­sente un facile col­lega­men­to con la zona di San Mar­ti­no del­la Battaglia.

SAN MARTINO – San Mar­ti­no del­la Battaglia

Il breve per­cor­so di 6 km cos­ti­tu­isce un rac­cor­do tra l’anello rosso, l’abitato di San Mar­ti­no e il com­p­lesso mon­u­men­tale del­la cele­bre torre risorg­i­men­tale, alter­nan­do luoghi di inter­esse stori­co a incan­tevoli colline colti­vate a vigne­to.

Anel­lo VERDE – Vac­caro­lo

Lun­go 15 km e leg­ger­mente ondu­la­to, si sovrap­pone in parte con l’anello rosso, per poi svilup­par­si a sud del ter­ri­to­rio comu­nale andan­do a lam­bire le local­ità di Vac­caro­lo, San Bernardi­no e Locus­tione, in un pae­sag­gio pun­teggia­to di cascine e campi colti­vati. 

PENSILINE E PUNTI DI SOSTA

In otto pun­ti d’interesse sono state col­lo­cate altret­tante pen­si­line di sos­ta. Sono strut­ture metal­liche cop­erte che per­me­t­tono di parcheg­gia­re la bici­clet­ta, seder­si all’ombra per dare un’occhiata alla carti­na o sem­plice­mente fer­mar­si un atti­mo a ripren­dere fia­to. Tutte le pen­si­line sono nei pres­si di parcheg­gi liberi o a paga­men­to (nel­la sta­gione esti­va) e cos­ti­tu­is­cono quin­di pos­si­bili pun­ti di parten­za e di arri­vo:

  1. Vo’ | 2. Desen­zani­no | 3. Spi­ag­gia d’oro | 4. Zat­tera | 5. San Mar­ti­no d/B | 6. San Mar­ti­no Torre | 7. Vac­caro­lo | 8. Mon­tonale bas­so

TRACCE NAVIGABILI E GPS

Dal­la pag­i­na www.comune.desenzano.brescia.it/italian/itinerari_bici.php, o inquad­ran­do il QR ripor­ta­to sui pan­nel­li e sul­la carti­na, sarà pos­si­bile scari­care la trac­cia degli itin­er­ari in for­ma­to GPX e nav­i­gar­la tramite il pro­prio smart­phone.

IL BELLO E IL BUONO DELLA BICICLETTA

La bici­clet­ta unisce il bel­lo e il buono, evo­ca il sen­so di lib­ertà e sa essere utile. Sui pan­nel­li sono ripor­tate alcune citazioni storiche e recen­ti ispi­rate alla bici­clet­ta:

Il piacere del­la bici­clet­ta è quel­lo stes­so del­la lib­ertà. Domani la car­rozzel­la auto­mo­bile ci per­me­t­terà viag­gi più rapi­di e più lunghi, ma non sare­mo più né così liberi né così soli: la car­rozzel­la non potrà iden­ti­fi­car­si con noi come la bici­clet­ta, non saran­no le nos­tre gambe che muovono gli stantuffi, non sarà il nos­tro sof­fio che la spinge nelle salite. [Alfre­do Ori­ani, “La bici­clet­ta”, 1902]

La bici­clet­ta è uno stru­men­to che crea soltan­to domande che è in gra­do di sod­dis­fare. Ogni incre­men­to di veloc­ità dei veicoli a motore deter­mi­na nuove esi­gen­ze di spazio e di tem­po: l’u­so del­la bici­clet­ta ha invece in sé i pro­pri lim­i­ti. [Ivan Illich, “Ener­gy and Equi­ty”, 1973]

Un Paese è svilup­pa­to non quan­do i poveri pos­seg­gono auto­mo­bili, ma quan­do i ric­chi usano mezzi pub­bli­ci e bici­clette. [Gus­ta­vo Petro, sin­da­co di Bogotà 2012–2015]

 

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