Sabato 3 ottobre 2026, nella Sala dei Provveditori di Salò, si terrà il convegno di studi «Nuovi studi su Salò e la Magnifica Patria nel sesto centenario della dedizione a Venezia», organizzato dal Comune di Salò in collaborazione con le Università di Verona, Padova e Milano. L’appuntamento rappresenta uno dei momenti centrali del calendario di celebrazioni per il VI centenario della dedizione della Comunità della Riviera a Venezia, che ricorre nel 2026.
Il progetto del convegno
Il convegno nasce da un lavoro preparatorio avviato quasi due anni fa e si sviluppa attorno a due obiettivi principali: approfondire tematiche finora poco esplorate dalla ricerca storica, attraverso contributi originali e nuovi percorsi di studio; e dar spazio a giovani studiosi e ricercatori, valorizzando nuove energie e competenze nel campo della ricerca storica.
Una celebrazione ampia del territorio
L’iniziativa si inserisce in un più ampio programma di 13 manifestazioni storico-culturali organizzate dall’intera area della Magnifica Patria, coinvolgendo i comuni della Riviera e della Vallesabbia: Tremosine, Sabbio Chiese, Desenzano, Toscolano Maderno e Salò, insieme all’Ateneo di Salò, all’Associazione Storico Archeologica della Riviera, ai musei locali e alle università partner. L’obiettivo condiviso è coinvolgere l’intero comprensorio gardesano e valsabbino, corrispondente al territorio storicamente amministrato dalla Magnifica Patria della Riviera. Il calendario annuale comprende conferenze, presentazioni di spazi immersivi, ricerche storiche e iniziative di scoperta del patrimonio locale, con appuntamenti distribuiti lungo tutto il 2026. A Salò il percorso ha il suo centro nella mostra «Magnifica Patria 1426-2026» al MuSa, con una sala immersiva, mappe e documenti d’epoca: resta aperta fino al 4 ottobre, e il convegno cade quindi nel suo ultimo fine settimana.
Le origini della dedizione
La Magnifica Patria della Riviera, che nel 1426 fece atto di dedizione a Venezia, era una federazione composta da 36 comuni della sponda bresciana del Garda e della sponda sinistra del fiume Chiese in Vallesabbia. Nata negli anni a cavallo del XIV secolo, raggiunse la sua indipendenza nel 1337 sotto il protettorato veneziano, mantenendola sino al 1351, quando fu occupata dallo stato milanese, che le riconobbe ampi privilegi quale territorio di confine. La dedizione veneziana riconfermò l’autonomia politico-amministrativa dei comuni rivieraschi e concesse importanti privilegi economico-fiscali, trasformando la Riviera in una sorta di zona franca. Nel contesto strategico, la Riviera rappresentava una zona cruciale per la Repubblica di Venezia: una cerniera fra il Veneto e le province lombarde, situata in una strozzatura territoriale fra le terre arciducali a nord e il ducato di Mantova a sud.
L’economia della Riviera
La provincia veneziana era caratterizzata da una marcata vocazione mercantile, ospitando a Desenzano uno dei maggiori mercati granari della padania. Accanto a questa centralità commerciale, la Riviera sviluppò produzioni specializzate di elevato valore aggiunto: la carta di Toscolano e Maderno, i prodotti ferrosi delle valli montane, i panni e il cuoio della Vallesabbia, e soprattutto il pregiato filato salodiano di lino e refe, divenuto noto in tutta la penisola. Le produzioni agrarie differivano sensibilmente da quelle di altri territori veneziani: dominavano le colture arboricole di pregio, come l’olio e i vini eccellenti, e nelle aree settentrionali le coltivazioni agrumicole in serre coperte. A differenza di molte province dello Stato veneto, governate da un ristretto numero della «nobiltà di sangue», la leadership in Riviera era composta da un ceto dai caratteri borghesi, e il governo locale era caratterizzato dall’ampia partecipazione popolare, assimilato a quello dei cantoni svizzeri. Per l’insieme di queste ragioni, il benessere diffuso rimane un tratto distintivo della storia della Riviera.
Il programma della giornata
L’evento, con ingresso libero, si svolgerà dalle 10 alle 16 circa presso la Sala dei Provveditori. La mattina (10-12) aprirà con i saluti istituzionali del Comune di Salò e del Museo di Salò, seguiti da tre sessioni di studio. La prima affronterà le relazioni fra la Riviera e la città di Brescia sotto il profilo giuridico e amministrativo; la seconda, coordinata dal professor Gian Maria Varanini dell’Università di Verona, analizzerà l’autonomia istituzionale, i privilegi della dedizione e la retorica che accompagnò questo processo storico; la terza, a cura di Federica Paletti dell’Università di Brescia, si concentrerà sulla gestione della giustizia civile attraverso i ruoli del podestà e del vicario. Nel pomeriggio (14-16), altre sessioni copriranno le risorse economiche e ambientali della Riviera nel Tardo Medioevo, con focus su vino, mulini e sistemi di bilancia pubblica; la storia dell’arte figurativa del periodo, con attenzione all’opera del pittore Romanino; e infine la memoria documentaria conservata negli archivi veneziani e nelle delibere comunali dei comuni gardesani del XV secolo.


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