E’ uno dei due ospedali del Nord

Allergici al lattice operazioni sicure solo a Desenzano

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Di Luca Delpozzo

Ne è col­pi­to qua­si il 13 per cen­to del­la popo­lazione, ma l’al­ler­gia di cui sof­frono è riconosci­bile spesse volte solo nel momen­to in cui il sogget­to dovesse entrare in una sala oper­a­to­ria per sot­to­por­si anche al più banale degli inter­ven­ti chirur­gi­ci. Sti­amo par­lan­do del­l’al­ler­gia al lat­tice, cioè al com­po­nente base di decine di apparec­cha­i­ture, stru­men­ti e guan­ti di cui sono dotate tutte le sale oper­a­to­rie d’ospedale. A Desen­zano, come già noto, esiste uno dei pochissi­mi cen­tri ital­iani e l’u­ni­co, per ora, nel­la nos­tra provin­cia in gra­do di garan­tire inter­ven­ti sen­za alcun peri­co­lo o dis­a­gio per il paziente affet­to dal­l’al­ler­gia al lat­tice. Il dot­tor Nico­la Petruc­ci è il ref­er­ente del prog­et­to «Lat­tex-free». «L’idea di real­iz­zare un’as­sis­ten­za ai pazi­en­ti col­pi­ti da ques­ta aller­gia ci venne nel 2002 quan­do una don­na di Maner­bio era segui­ta dal­l’ospedale di Ancona, il cen­tro più attrez­za­to in Italia. Ma quan­do la sig­no­ra bres­ciana rimase inc­in­ta, fu rifi­u­ta­ta dal­l’Ospedale Civile di Bres­cia e costret­ta a fare la spo­la tra Maner­bio e Ancona. «Così — pros­egue il dot­tor Petruc­ci — abbi­amo pen­sato di dotar­ci di un sis­tema chge potesse assis­tere le per­sone con tale aller­gia. E nel­l’ot­to­bre 2002 la sig­no­ra di Maner­bio ha par­tori­to nel nos­tro ospedale». Questo tipo di assis­ten­za, ril­e­va anco­ra Petruc­ci, viene garan­ti­to nel­l’I­talia set­ten­tri­onale solo da Desen­zano e dal­l’ospedale Buzzi di : ci sono da rispettare rig­orosi pro­to­col­li clin­i­ci e orga­niz­za­tivi. Infat­ti, sono sta­ti effet­tuati fino­ra molti inter­ven­ti in chirur­gia, otori­no­laringoia­tria, oculis­ti­ca, oste­tri­cia ed orto­pe­dia su pazi­en­ti aller­gi­ci al lat­tice che, in prece­den­ti occa­sioni, ave­vano ripor­ta­to gravi reazioni durante l’in­ter­ven­to, finoi all’ar­resto car­dia­co e al coma. Ma il van­tag­gio mag­giore l’han­no ottenu­to le donne in atte­sa di un bam­bi­no per­ché avreb­bero dovu­to sob­bar­car­si cos­tose e fati­cose trasferte fino ad Ancona o a Milano, con il ris­chio anche di non trovare un pos­to let­to libero. Non solo, ma tutte le anal­isi diag­nos­tiche e di lab­o­ra­to­rio pos­sono essere ese­gui­te nei locali del­l’ospedale garde­sano, gra­zie a una speci­fi­ca orga­niz­zazione, evi­tan­do qual­si­asi dis­a­gio alla futu­ra madre. Nel­la strut­tura del­l’ospedale Mon­te­croce gli inter­ven­ti ven­gono ese­gui­ti nel bloc­co oper­a­to­rio che è aller­ta­to almeno 48 ore pri­ma del­l’ar­ri­vo del paziente.

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