Allarme del presidente di Villa Spada che teme ripercussioni negative anche sulla casa di riposo. Funziona bene ma rette e contributi non sono sufficienti

Alzheimer, il centro è in deficit

07/12/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Il Cen­tro diurno demen­ze e malat­tie Alzheimer accoglie ora nove malati, per un totale di sette rette fisse, ma è in deficit e rischia di met­tere in crisi l’Istituto assis­ten­za anziani Vil­la Spa­da, che lo ospi­ta. A novem­bre la perdi­ta è sta­ta di 2.150 euro, da som­mare ai 31mila per­si a par­tire dal 19 aprile, giorno dell’inaugurazione, a otto­bre. Forne­do queste cifre, il pres­i­dente di Vil­la Spa­da, Piero Bre­sao­la, ha chiu­so il gremi­to con­veg­no orga­niz­za­to al Park Hotel Vil­la Car­i­o­la. C’erano l’assessore regionale alle politiche sociali Ste­fano Valdegam­beri, molti ammin­is­tra­tori del Bal­do Gar­da, lo staff del cen­tro, Maria Grazia Fer­rari pres­i­dente dell’associazione Alzheimer Italia Verona; rela­tori: Michele Bena­mati diret­tore dei dell’Ulss 22, Gabriele Bez­zan diret­tore del dis­tret­to 1, Lau­ra De Tog­ni neu­rol­o­go all’ospedale Sacro Cuore di Negrar, Sil­via Vet­tor psi­colo­ga dell’associazione Freia di Tre­vi­so; mod­er­a­tore: Carmine Capal­do respon­s­abile del set­tore res­i­den­zial­ità extraospedaliera Ulss 22. Pri­ma dell’appello di Bre­sao­la, però, si è par­la­to per oltre due ore di ques­ta «malat­tia des­o­la­ta, vuo­ta, ari­da come il deser­to, ladro di cuori e di ani­me e di men­ti»”, come l’ha defini­ta De Tog­ni (usan­do una frase di Nicholas Sparks Ogni giorno del­la mia vita, edi­zioni Frassinel­li). Una malat­tia ter­ri­bile che riduce fisi­ca­mente il cervel­lo del mala­to, ruban­do pezzi di memo­ria, com­pro­met­ten­do il pen­siero, il lin­guag­gio, il com­por­ta­men­to. «Nell’80 per cen­to dei casi il mala­to è segui­to dai famil­iari che diven­tano a loro vol­ta vit­time del­la malat­tia», spie­ga Bena­mati, «le isti­tuzioni offrono assis­ten­za domi­cil­iare, con­tribu­ti, inser­i­men­to in strut­ture. Fino a quest’anno, per esem­pio, la Regione ha pre­vis­to un con­trib­u­to di 516,46 euro a favore delle famiglie con red­di­to infe­ri­ore a 13.940 euro che assistono in casa per­sone affette da demen­ze tra cui l’Azheimer. Anche la strut­tura semi­res­i­den­ziale riceve un con­trib­u­to di 25,48 euro al giorno, altri 19,50 sono a cari­co dell’utente».Il cen­tro di Capri­no è aper­to dalle 8 alle 17 ed è autor­iz­za­to ad accogliere 10 ospi­ti per 47 set­ti­mane l’anno, è chiu­so due set­ti­mane a Natale e a Fer­ragos­to, una a Pasqua. Riprende Bre­sao­la: «Anche a novem­bre abbi­amo chiu­so in perdi­ta. Abbi­amo i costi del per­son­ale (infer­miere pro­fes­sion­ale, due oper­a­tori di cui uno part-time, fisioter­apista, ani­ma­tore, psi­colo­ga volon­taria); poi ci sono le spese per i servizi, infine l’Ulss ave­va offer­to di pagare il trasporto, che invece è a cari­co nos­tro e incide moltiss­mo. Il cos­to è di 105mila euro l’anno, chiedo ci siano pagate almeno 10 quote intere per arrivare a un totale di 104mila euro di entrate, equi­li­bran­do così le spese».Poi fa sapere: «Lo comu­nicherò anche alla Con­feren­za dei sin­daci dell’Ulss 22, che dovrà tenere con­to di questo fat­to pre­oc­cu­pante. Se sostenu­ti pos­si­amo costru­ire molto, altri­men­ti rischi­amo di com­pro­met­tere gli equi­lib­ri del­la casa di riposo». In sala cala il silen­zio. Si sente solo protestare la voci­na di un’anziana: «Eh no», ammonisce, «Vil­la Spa­da va tenu­ta su. Molto su. È il pos­to più bel­lo del mon­do». Così prepara il ter­reno a Fer­rari: «Va sen­si­bi­liz­za­ta la Con­feren­za dei sin­daci, ma ricor­do l’efficacia del volon­tari­a­to. È da ques­ta forza, uni­ta allo sfor­zo delle isti­tuzioni del ter­ri­to­rio, che è nato questo stes­so cen­tro, risul­ta­to di un’iniziativa par­ti­ta nel 2002».Così si è giun­ti anche al con­veg­no e all’Sos di Bre­sao­la a cui Bena­mati intan­to risponde: «L’Ulss dà al cen­tro i 25,48 euro che riceve dal­la Regione ed è legit­ti­ma­ta a spendere solo ques­ta cifra. In altre realtà del­la nos­tra provin­cia la com­parte­ci­pazione dell’utente è più alta di quel­la cor­rispos­ta a Capri­no. La Casa di riposo deve sta­bilire il cos­to del servizio, poi spet­terà alla Con­feren­za dei sin­daci pren­dere atto del prob­le­ma e ai comu­ni inter­venire per sostenere l’utente del cen­tro diurno». Che intan­to, come pre­cisa la psi­colo­ga volon­taria Olimpia Cas­cia, si sta affi­nan­do: «Come grup­po di lavoro siamo par­ti­ti da un’interpretazione psi­co-sociale dei dis­tur­bi com­por­ta­men­tali, che pos­sono essere let­ti come una dif­fi­coltà prove­niente dall’ambiente. In questi casi di forte stress è impor­tante che il cen­tro diven­ti un ambi­ente fisi­co e umano protesi­co, cioè molto flessibile nell’adattarsi alle esi­gen­ze che ven­gono dal­la per­sona».

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