Il vecchio stadio è sempre in primo piano. Il Comitato ha depositato le firme in Municipio

Amadei in vendita? In 1268 dicono no

09/03/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
s.z.

«Abbi­amo pre­sen­ta­to in munici­pio 1.268 firme di per­sone con­trarie alla ces­sione del cam­po sporti­vo Amadei. Ora atten­di­amo le deci­sioni dell’Amministrazione comu­nale in mer­i­to all’­ef­fet­tuazione del ref­er­en­dum», affer­ma Ser­gio Tur­ri Zanoni, del Comi­ta­to che si è impeg­na­to nel­la rac­col­ta. A questo pun­to cosa può suc­cedere? «Lo statu­to di Salò prevede il ref­er­en­dum con­sul­ti­vo su ques­tioni di ril­e­van­za gen­erale, che inter­essi­no la col­let­tiv­ità. È esclu­so in mate­ria di bilan­cio e trib­u­ti, espro­pri­azione per pub­bli­ca util­ità, cos­ti­tuzione o parte­ci­pazione a con­sorzi, aziende spe­ciali, soci­età. Oltre a rac­cogliere le firme di un dec­i­mo dei cit­ta­di­ni iscrit­ti nelle liste elet­torali, bisogna ottenere il sì (a mag­gio­ran­za) del con­siglio comu­nale». Tut­to a pos­to, quin­di? Mac­chè. C’è un com­ma che dice: «Il rego­la­men­to dis­ci­plina le modal­ità per la rac­col­ta e l’autenticazione delle firme, per lo svol­gi­men­to delle oper­azioni di voto». E qui sta il busil­lis. A Salò il rego­la­men­to non esiste e le firme dei cit­ta­di­ni sono state aut­en­ti­cate da un con­sigliere comu­nale, sec­on­do le regole del­la pre­sen­tazione delle liste alle elezioni. Basterà? In atte­sa di una deci­sione le mino­ranze han­no pro­pos­to una serie di emen­da­men­ti, boc­ciati dal­la mag­gio­ran­za del Polo. Il più cor­poso riguar­da­va pro­prio lo sta­dio Amadei. «Vis­to che lo si intende cedere per ricavare quat­tro mil­iar­di, da inve­stire in opere pub­bliche — ha det­to Mau­ro Ven­tu­ra, indipen­dente — noi sug­ge­ri­amo di risparmi­are, can­cel­lan­do i seguen­ti quat­tro inter­ven­ti: il parcheg­gio al Carmine, con la creazione di 37 posti macchi­na, meno 12 già esisten­ti; il Palafrate di Bar­bara­no, che non è pri­or­i­tario e può essere inser­i­to nel piano di recu­pero del Rim­balzel­lo; lo stu­dio per il rias­set­to del­la zona sud e il poten­zi­a­men­to dell’illuminazione pub­bli­ca. Per­chè, ad esem­pio, spendere di nuo­vo sol­di in via But­turi­ni, dove l’impianto è sta­to appe­na rifat­to?». Per Rena­to Cobel­li, area Ppi, «bisogna trovare alter­na­tive alla ven­di­ta dei gioiel­li di famiglia». Sec­on­do il diessi­no Vin­cen­zo Zam­bel­li, «man­ca un piano di alien­azione con una ric­og­nizione del pat­ri­mo­nio e le pri­or­ità degli immo­bili e delle aree da cedere». Zam­bel­li ha annun­ci­a­to un ricor­so al Tar. L’assessore ai lavori pub­bli­ci, Bernar­do Berar­dinel­li, ha rispos­to che, per la piaz­za del Carmine, esiste un prog­et­to di val­oriz­zazione com­p­lessi­va, non lim­i­ta­to al parcheg­gio a raso; il Palazzet­to di Bar­bara­no era sta­to pre­vis­to anche dai prece­den­ti ammin­is­tra­tori; il piano di inquadra­men­to oper­a­ti­vo, da redi­gere, è più ampio del vec­chio Pio degli architet­ti Demetrio Costan­ti­no e Vit­to­ri­ano Viganò (non anal­iz­za solo la fas­cia a lago delle Rive, ma pure quel­la a monte, allun­gan­dosi fino al cimitero); e l’illuminazione pub­bli­ca è anco­ra car­ente. «Le alien­azioni pre­viste saran­no por­tate a ter­mine», ha garan­ti­to il sin­da­co , che a breve pro­muoverà un incon­tro pub­bli­co sul futuro del vec­chio sta­dio. Ulti­ma curiosità. Dai doc­u­men­ti dell’archivio è emer­so che il cam­po venne rego­lar­mente acquis­ta­to dal comune. Non fu insom­ma ogget­to di una don­azione. L’atto, com­pi­la­to dal notaio Gia­co­mo Frera il 21 mar­zo ’34 («anno XII dell’era fascista»), bol­la­to con marche da cinque e sette lire, riv­ela che il munici­pio pagò venden­do un’altra porzione di ter­reno. Ecco il testo: «Volen­do assec­on­dare i desideri reit­er­ata­mente e insis­ten­te­mente espres­si dal­la gioven­tù per avere un’area dove svol­gere lib­era­mente le pro­prie eserci­tazioni sportive, il comune di Salò, d’accordo con l’Opera nazionale Balil­la, e con l’aiuto del­la popo­lazione, che ha già sot­to­scrit­to una som­ma notev­ole, con­duce a ter­mine le trat­ta­tive per l’acquisto». In calce le firme del cav­a­lier Alessan­dro Bel­li; podestà, di Car­lo Amadei, tito­lare del­la «Cedral Tas­soni» e pres­i­dente del Comi­ta­to comu­nale dell’Opera nazionale Balil­la (al quale, anco­ra oggi, lo sta­dio è inti­to­la­to), e dal pri­va­to cit­tadi­no che cedette l’area. «A cor­rispet­ti­vo di con­trat­to — pros­egue il doc­u­men­to — è sta­bili­ta la som­ma di diec­im­i­la lire».

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