Antonio Rosmini: un prete controcorrente

30/06/2014 in Attualità
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Di Luigi Del Pozzo

L’associazione cul­tur­ale «Ami­ci del­la Litur­gia» di Rovere­to pro­pone a Riva del Gar­da un momen­to di rif­les­sione sul­la figu­ra del filoso­fo e sac­er­dote Anto­nio Ros­mi­ni (Rovere­to, 24 mar­zo 1797 – Stre­sa, pri­mo luglio 1855) in con­sid­er­azione degli stret­ti lega­mi dei Ros­mi­ni Ser­bati di Rovere­to con la famiglia dei con­ti For­men­ti di Biace­sa, res­i­den­ti a Riva del Gar­da. Gio­van­na Francesca dei Con­ti For­men­ti, infat­ti, sposerà Pier Modesto Ros­mi­ni, da cui nacque Anto­nio. Anco­ra oggi una lapi­de su casa ex For­men­ti, in via Gaz­zo­let­ti, ricor­da che «Anto­nio Ros­mi­ni ospite desider­atis­si­mo fre­quente­mente ono­ra­va ques­ta casa in cui nacque Francesca con­tes­sa For­men­ti sua madre»«Anto­nio Ros­mi­ni: un prete con­tro­cor­rente. Una rif­les­sione sul­la figu­ra del grande sac­er­dote e intel­let­tuale rovere­tano» si svolge nel­la sala del­la Comu­nità in via Ros­mi­ni saba­to 5 luglio a par­tire dalle ore 15.30, con Mes­sa solenne nel­la chiesa arcipretale di alle ore 18, pre­sente il coro litur­gi­co «Beato Anto­nio Ros­mi­ni».

Dopo un breve salu­to delle autorità, alle ore 16 si tiene una con­feren­za sul­l’im­por­tan­za e sul ruo­lo del­la famiglia For­men­ti nel­la cit­tà di Riva del Gar­da; a seguire don Enri­co Finot­ti svilup­pa il tema di «Ros­mi­ni, un prete con­tro­cor­rente«». Alle ore 18 nel­la chiesa arcipretale la Mes­sa solenne.

Chi fu Anto­nio Ros­mi­ni? Una per­son­al­ità dal­la cul­tura enci­clo­pe­di­ca, al pun­to che l’amico Alessan­dro Man­zoni lo definì «una delle sei o sette intel­li­gen­ze che più ono­ra­no l’u­man­ità». Spes­so ricorda­to per la filosofia del dirit­to, Ros­mi­ni sin­te­tiz­zò il pro­prio pen­siero nel­la cele­bre espres­sione «La per­sona è il dirit­to sus­sis­tente», che finì per influen­zare notevol­mente i padri del­la Cos­tituente nel­la stesura del­la nuo­va Car­ta Repub­bli­cana (1946–48).

Un prete con­tro­cor­rente? Anto­nio Ros­mi­ni fu soprat­tut­to un uomo di fede. Cele­bre è l’opera «Delle cinque piaghe del­la san­ta Chiesa», in cui antic­i­pa­va delle cor­ag­giose indi­cazioni per il rin­no­va­men­to del­la vita cris­tiana che ver­ran­no fat­ti pro­prie, cen­t’an­ni dopo, dal Con­cilio Vat­i­cano II. Ros­mi­ni fu quin­di un fau­tore del rin­no­va­men­to litur­gi­co, volto a riportare il popo­lo di Dio ver­so una più piena e con­sapev­ole parte­ci­pazione nel cul­to pub­bli­co del­la Chiesa.

Ma Ros­mi­ni con­tin­ua ad essere un prete sco­mo­do anche per noi oggi: le cel­e­brazioni a volte sono con­trasseg­nate da una cre­ativ­ità che non mira al mis­tero di Dio ma all’autoreferenzialità, e in cui i can­ti, dal sapore teo­logi­co piut­tosto vago, pre­sen­tano un val­ore com­pos­i­ti­vo pres­soché nul­lo. Occorre quin­di ritornare ad un aut­en­ti­co spir­i­to di pietà, di con­tem­plazione. È ques­ta la riv­o­luzione che il grande Rovere­tano oggi sug­gerirebbe con auda­cia. Don Gio­van­ni Bosco dirà di lui: «Non ricor­do di aver vis­to un prete dire la Mes­sa con tan­ta devozione e pietà come il Ros­mi­ni».

L’associazione culturale «Amici della Liturgia»

La sede è a Rovere­to, nel­la casa del beato Anto­nio Ros­mi­ni. È conosci­u­ta e opera soprat­tut­to nel­la zona del bas­so Trenti­no, in Val­la­ga­ri­na e nel Bas­so Sar­ca. Il suo scopo è la for­mazione litur­gi­ca ispi­ra­ta all’opera del filoso­fo e teol­o­go rovere­tano. Le inizia­tive dell’associazione riguardano soprat­tut­to la pub­bli­cazione di una riv­ista spe­cial­iz­za­ta dal tito­lo «Litur­gia ‘cul­men et fons’», trimes­trale che van­ta la col­lab­o­razione di alcu­ni acca­d­e­mi­ci di spic­co, tra cui padre Gio­van­ni Cav­al­coli, il mae­stro delle cel­e­brazioni pon­ti­f­i­cie mon­sign­or Gui­do Mari­ni, e il vesco­vo di Astana mon­sign­or Schnei­der; e una schola can­to­rum com­pos­ta da cir­ca cen­to ele­men­ti che cura e pro­pone il can­to litur­gi­co (www.liturgiaculmenetfons.it).

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