Saranno una cinquantina le famiglie che, martedì 29 febbraio, dovranno sgomberare da Barbarano di Salò, per l'operazione "sperone roccioso".

Barbarano, 50 famiglie in allarme

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Saran­no una cinquan­ti­na le famiglie che, mart­edì 29 feb­braio, dovran­no sgomber­are da Bar­bara­no di Salò, per l’op­er­azione “sper­one roc­cioso”. Il Genio civile ha stanzi­a­to i quat­tri­ni nec­es­sari a bonifi­care la parete di via Seri­o­la, elim­i­nan­do il peri­co­lo che gra­va sul­la tes­ta dei pas­san­ti. Così la gente lascerà le pro­prie abitazioni per l’in­tera gior­na­ta, rien­tran­do in serata.Le (pom­pieri, vig­ili urbani, polizia stradale, , cor­po fore­stale, vo-lon­tari, ) han­no tenu­to una riu­nione di servizio, per sta­bilire le modal­ità orga­niz­za­tive. Gli abi­tan­ti sono sta­ti infor­mati del­l’or­di­nan­za del sin­da­co “di evac­uazione tem­po­ranea”. Mart­edì, alle 7.30 del mat­ti­no, un’ auto­mo­bile con l’al­topar­lante per­cor­rerà la stra­da per avver­tire del­l’inizio-oper­azione.: Alcune pat­tuglie entr­eran­no, poi, nelle case per accer­tar­si che nes­suno sia rimas­to. L’u­ni­ca dero­ga ver­rà con­ces­sa a un paio di dis­abili e alcu­ni infer­mi. Dopodiché gli esper­ti col­locher­an­no le cariche di esplo­si­vo. E provved­er­an­no a far saltare lo sper­one. Orario pre­vis­to per il com­ple­ta­men­to del lavoro: le 19. In caso di neces­sità, si pros­eguirà di notte.Pasquale Mag­gi, il con­sigliere del­e­ga­to alla logis­ti­ca, ha preno­ta­to un alber­go. Quel­li del Genio si sono ris­er­vati di pros­eguire anche 1’8 e il 17 mar­zo. L’area, infat­ti, non è molto sta­bile, e potrebbe richiedere un suc­ces­si­vo intervento.Via Seri­o­la, a fian­co del tor­rente, è sta­ta chiusa al tran­si­to dei veicoli e dei pedoni lo scor­so 27 otto­bre, “al fine di sal­va­guardare la sicurez­za dei cit­ta­di­ni dal­l’im­mi­nente peri­co­lo di frana”. Il geol­o­go Michele Con­ti ave­va redat­to un per­izia, sol­lecitan­do il taglio del­la veg­e­tazione, la demolizione del­la roc­cia con cariche micro ritar­date e la posa di reti metal­liche antiero­sive. La con­cede­va il finanzi­a­men­to e dava il via libera.Adesso l’ing. Mario Gerol­di, diri­gente del comune di Salò, ha fir­ma­to un’or­di­nan­za per invitare le 50 famiglie di Bar­bara­no ad adottare tut­ti gli accorg­i­men­ti all’in­ter­no delle abitazioni, in modo da sal­va­guardare le sup­pel­let­tili, minac­ciate dagli sposta­men­ti d’aria. Lo sparo delle mine ver­rà seg­nala­to con due squil­li di trom­ba; il ces­sato peri­co­lo con uno. Le per­sone che non pos­sono essere spostate per motivi di deam­bu­lazione, malat­tia o altro van­no sis­te­m­ate in stanze nel­la parte posteriore.Bisogna tenere aperte (ma con per­siane chiuse) le finestre di fronte alla parete roc­ciosa; oppure tut­to chiu­so. Indis­pens­abile speg­nere i cel­lu­lari. I pun­ti di acces­so (quat­tro) saran­no sorveg­liati dalle forze del­l’or­dine. Il traf­fi­co sul­la 45 bis che, in lin­ea d’aria dista 200 metri, non ne risen­tirà, e scor­rerà regolarmente.“L’alveo del tor­rente è abban­do­na­to — ave­vano scrit­to gli abi­tan­ti di Bar­bara­no in una petizione -. Esiste un grave sta­to di peri­co­lo per tut­ta l’area, sogget­ta a ris­chio idro­ge­o­logi­co. Occorre effet­tuare una manuten­zione costante. Nel ’95 venne infor­ma­ta la Procu­ra del­la Repub­bli­ca. Ma, in pas­sato, nonos­tante i diss­es­ti, le ammin­is­trazioni comu­nali non han­no mai ese­gui­to inter­ven­ti rad­i­cali e indis­pens­abili per la defin­i­ti­va sistemazione”.Dopo l’al­lu­vione del­lo set­tem­bre ’98 si sono spe­si un centi­naio di mil­ioni per le opere urgen­ti, tali da garan­tire i servizi essen­ziali: via­bil­ità, acque­dot­to, gas, mis­ure di sal­va­guardia. Poi, da parte del Genio civile, una set­tan­ti­na per lo sva­so del­la foce e la scogliera adi­a­cente a un grup­po di vec­chie barac­che. Oltre a 150 mil­ioni per la ris­ago­matu­ra del­l’alveo e le sottomurazioni.In aprile, nel­l’am­bito del­la gior­na­ta del verde puli­to, i volon­tari ave­vano taglia­to i tronchi che ostru­iv­ano il deflus­so delle acque. Ma la ques­tione-tor­rente è risolvi­bile solo col­lo­can­do briglie (costose).L’operazione “sper­one roc­cioso” servirà a miglio­rare la sicurez­za. Ma c’è chi pro­pone (gius­ta­mente) di recu­per­are anche il sen­tiero che por­ta in Banale, da tem­po per­cor­ribi-le solo in parte, a causa delle frane, acqui­s­tan­do mag­a­ri la vec­chia fuci­na, pro­pri­età di una sig­no­ra di Gar­done Val­trompia. Lì, in pas­sato, lavo­ra­vano mug­nai, fab­bri e faleg­na­mi.