Portati dal Sarca in piena verso il Garda IL GIORNO DOPO Barche rovesciate alla Fraglia

Barriera per i detrit

22/09/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Il Sar­ca gon­fio di acqua col­or caf­fe­lat­te e le strade sporche di volu­mi­nosi ciuf­fi di aghi e foglie cadute dagli alberi ener­gi­ca­mente spaz­zo­lati dal ven­to, ieri mat­ti­na era­no i seg­ni più vis­tosi del pas­sag­gio del for­tu­nale che l’al­tra sera ha col­pi­to la nos­tra zona. Questo a Dro, Arco e Riva, per­ché a Tor­bole, di cui par­liamo ampia­mente sopra, i dan­ni, e ingen­ti, ci sono sta­ti per davvero.Il fiume mer­coledì notte si è ingrossato velo­ce­mente. Nel suo alveo è con­vogli­a­ta l’enorme quan­tità di piog­gia che si è scar­i­ca­ta in poche ore e che il ter­reno, aridis­si­mo a causa del­la pro­l­un­ga­ta sic­c­ità, non è rius­ci­to ad assor­bire con altret­tan­ta rapid­ità. Con la sua por­ta­ta eccezionale e por­ten­tosa, il Sar­ca ha rip­uli­to le sponde da ogni genere di rifi­u­to e mate­ri­ale che vi si era deposi­ta­to pri­ma e durante il nubifra­gio, por­tan­do­lo con sè ver­so il lago. Ques­ta vol­ta, però, la mas­sa di detri­ti non si è dis­per­sa nel Gar­da: i vig­ili del fuo­co di Riva e Tor­bole sono rius­ci­ti a bloc­car­la alle foci pri­ma che pren­desse il largo e mettesse a repen­taglio la sicurez­za dei natan­ti. Come sem­pre quan­do il Sar­ca va in piena, por­ta a valle anche grossi tronchi e rami di piante srad­i­cate o spez­zate, che gal­leg­gian­do a pelo d’ac­qua pos­sono anche non essere avvis­ta­ti in tem­po per evi­tar­li. Comunque questo peri­co­lo è scon­giu­ra­to. Una rete robus­ta nel­l’ansa del­la Baia Azzur­ra for­ma una sicu­ra bar­ri­era. Oggi i volon­tari si occu­per­an­no di toglier­li di mez­zo e di rip­ulire la foce, a scan­so di nuove ondate di maltempo.Tra le vit­time del ven­to ci sono due barche parcheg­giate in sec­ca alla Fraglia del­la Vela. Sia l’U­fo 22 del­l’ingeg­n­er Gian­ni Debi­asi sia il J24 di Pao­lo Mat­teot­ti era­no sul car­rel­lo e si sono rovesciate.Altri prob­le­mi il for­tu­nale di mer­coledì non ne ha dati. In Valle di Ledro, come del resto un po’ ovunque, si seg­nala qualche alberel­lo divel­to. Ad Arco qui e là sono cadute dai vec­chi tet­ti in disses­to tegole già in equi­lib­rio pre­cario, ma sen­za causare dan­ni a per­sone o cose. Negli orti, nei gia­r­di­ni, su ter­razze e bal­coni il ven­to ha cer­ta­mente las­ci­a­to il seg­no, rib­al­tan­do grat­ic­ci e vasi, ma rispet­to a ciò che ha com­bi­na­to in Fran­cia, Lom­bar­dia e Piemonte, non c’è pro­prio moti­vo di lamen­tar­si. Anche per quan­to riguar­da le con­seguen­ze nelle cam­pagne il Bas­so Sar­ca può riten­er­si for­tu­na­to. Le uniche colti­vazioni ad averne risen­ti­to in misura mod­es­ta (sem­pre con­sideran­do che altrove, come in Valle di Non, il mal­tem­po ha fat­to guai grossi) sono quelle di mele (ne par­liamo nel­l’ar­ti­co­lo a fian­co), men­tre nei vigneti, dove la sta ormai per con­clud­er­si, non si reg­is­tra nul­la di grave.

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