Mentre rimangono i dubbi sull’ampliamento del porto vecchio. Mezzo milione di euro la spesa, cantieri in autunno

Bogliaco cambia la piazza

26/02/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Bogli­a­co: la piaz­za ed il por­to vec­chio oscil­lano tra certezze e inter­rog­a­tivi. Slit­ter­an­no, infat­ti, all’au­tun­no i lavori per la sis­temazione del­la piaz­za Nazario Sauro. Le opere (dura­ta dei lavori cir­ca tre mesi) richieder­an­no un inves­ti­men­to di 520.000 euro, spe­sa cop­er­ta per un ter­zo dal Comune (con un mutuo di 20 anni) men­tre, per la parte restante, inter­ver­rà la Comu­nità mon­tana per fare da tramite nel­l’asseg­nazione di 355.000 euro in base alla Legge Regionale 36 del 1988. Per il rifaci­men­to del­la piaz­za era sta­to indet­to un con­cor­so di idee. Quin­di, nel­l’au­tun­no scor­so, il prog­et­to è sta­to pre­sen­ta­to alla popo­lazione dal sin­da­co Mar­cel­lo Fes­ta e dal geome­tra del­la Comu­nità Mon­tana, Diego Ardigò, che è anche sin­da­co a Tremo­sine. Si trat­ta di un inter­ven­to sig­ni­fica­ti­vo per la pic­co­la frazione tur­is­ti­ca di Gargnano. I lavori con­sis­ter­an­no soprat­tut­to nel­la nuo­va pavi­men­tazione con cubet­ti in por­fi­do, che andran­no a sos­ti­tuire l’as­fal­to. L’aiuo­la di fronte al lago ver­rà allarga­ta sul ver­sante del­la stra­da e sarà attor­ni­a­ta da las­tre in pietra, che potran­no essere soll­e­vate per rimuo­vere innalza­men­ti del ter­reno causati dal­la spin­ta delle radi­ci dei pini marit­ti­mi. Sparirà la pic­co­la aiuo­la cen­trale, e vi tro­ver­an­no pos­to alcune pan­chine. L’aspet­to più impor­tante è rel­a­ti­vo al rifaci­men­to degli impianti tec­no­logi­ci (tuba­ture e cavi) sot­to la piaz­za: i prob­le­mi per lo scari­co delle acque mete­o­ro­logiche infat­ti non man­cano e, spes­so, han­no la loro orig­ine addirit­tura nel­la vic­i­na frazione di Villavetro. Il prog­et­to con­tem­pla la sos­ti­tuzione degli attuali lam­pi­oni, con altri più idonei ad una local­ità tur­is­ti­ca. Se, per quan­to con­cerne la sis­temazione del­la piaz­za, le prospet­tive appaiono def­i­nite (i lavori ven­gono dif­fer­i­ti per non vedere le ruspe all’­opera durante la sta­gione tur­is­ti­ca), gli inter­rog­a­tivi cir­colano attorno all’ipote­si del­l’am­pli­a­men­to del por­to vec­chio di fronte alla piaz­za stes­sa. E qui l’argomento diven­ta con­tro­ver­so, e di non facile soluzione. Una dozzi­na di anni orsono, a Bogli­a­co, venne costru­ito un nuo­vo por­to, a poca dis­tan­za dal vec­chio: un’­op­er­azione che sollevò polemiche e che ebbe strasci­chi giudiziari civili e penali. L’am­pli­a­men­to del vec­chio por­to di cui si par­la oggi non rap­p­re­sen­ta, però, una certez­za, come invece è il rifaci­men­to del­la piaz­za. Il Comune ha, infat­ti, pre­dis­pos­to un prog­et­to che prevede un nuo­vo molo, ester­no all’at­tuale, con strut­ture mobili: un pon­tile non anco­ra­to al fon­do, rap­p­re­sen­ta­to da una strut­tura gal­leg­giante. Il nuo­vo molo si allungherebbe quin­di fino a Reben­ga, dove adesso sono sit­uati i giochi per i bam­bi­ni, che ver­reb­bero spo­sta­ti dal­l’al­tra parte del­la piaz­za, tra l’ap­pro­do ed il ris­torante Scoglio. Da questo inter­ven­to matur­ereb­bero 70–80 posti per imbar­cazioni. «La volon­tà è quel­la di sod­dis­fare la neces­sità di posti bar­ca per i res­i­den­ti e di real­iz­zare attrac­chi tem­po­ranei di carat­tere tur­is­ti­co. Il tut­to ges­ten­do un piano eco­nom­i­co dis­tribuito su ven­ti anni» spie­ga il sin­da­co Mar­cel­lo Fes­ta. Il prog­et­to del Comune è però vin­co­la­to e sub­or­di­na­to all’ac­ces­so al cosid­det­to Obi­et­ti­vo 2, ovvero gli aiu­ti ottenu­ti gra­zie agli stanzi­a­men­ti dell’Unione euro­pea. Per l’accesso a questo impor­tante canale di finanzi­a­men­to è sta­ta pre­sen­ta­ta la rel­a­ti­va doman­da alla nel dicem­bre dell’anno scor­so. Se non si rien­tra nel­l’O­bi­et­ti­vo, non se ne f a nul­la, con­fer­ma il sin­da­co. La spe­sa pre­vista ammon­terebbe a 5 mil­ioni e mez­zo di euro (poco meno di 11 mil­iar­di di vec­chie lire), il 60% dei quali dovrebbe accol­larseli il Comune. Un deb­ito da resti­tuire in 20 anni, sen­za inter­es­si. In prat­i­ca, stan­do così le cifre, il rim­bor­so sarebbe di cir­ca 160.000 euro all’an­no. Come farvi fronte? «Il piano finanziario prevede che il por­to si aut­o­fi­nanzi gra­zie alla sua ges­tione, che è com­p­lessa e prevede altre mod­i­fiche di carat­tere urban­is­ti­co: ad esem­pio, il rad­doppio del parcheg­gio di fronte al nuo­vo por­to Bogli­a­co 2000. Si ipo­tizzerebbe, inoltre, la cor­rezione del­l’en­tra­ta in Bogli­a­co, che avver­rebbe all’al­tez­za del parcheg­gio del por­to nuo­vo. Gli introiti per fare fronte all’im­peg­no sareb­bero rap­p­re­sen­tati dal­la ges­tione dei posti bar­ca e — nel­la sta­gione inver­nale- dal rimes­sag­gio». Il com­p­lesso inter­ven­to prevede, infat­ti, anche la richi­es­ta in con­ces­sione del por­to, svin­colan­do­lo dalle regole ges­tion­ali region­ali.

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