Il ministro della Difesa ha accolto le richieste della Commissione per un ulteriore tentativo di localizzare gli ordigni sganciati nel Garda nel 1999

Bombe Nato, nuove ricerche nel lago

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Di Luca Delpozzo
M.T.

Il lago di Gar­da sarà inter­es­sato nuo­va­mente da ricerche per recu­per­are le famiger­ate sei bombe lan­ci­ate in acqua da un F15 del­la Nato durante la guer­ra del Kosovo.E’ quan­to ha annun­ci­a­to l’altro giorno il min­istro del­la Dife­sa, Parisi, alla com­mis­sione d’inchiesta sull’uranio impov­er­i­to, rifer­en­dosi all’episodio avvenu­to al largo di Mader­no il 16 aprile 1999. Parisi ha dunque accolto le rac­co­man­dazioni espresse tem­po fa dal pres­i­dente del­la stes­sa com­mis­sione, Lidia Menapace.L’ipotesi che vi pos­sa essere dell’uranio impov­er­i­to negli ordig­ni inabis­satisi nel lago non è affat­to da scartare. Pro­prio per questo sia la com­mis­sione che il min­istro han­no deciso di ved­er­ci chiaro, dispo­nen­do ulte­ri­ori e par­ti­co­lareg­giate indagini.A riportare alla rib­al­ta il fat­to era sta­to, nel­la pri­mav­era 2006, il sen­a­tore trenti­no del­la Lega Nord, Ser­gio Div­ina. Il par­la­mentare ave­va ottenu­to l’inserimento del pun­to tra gli obi­et­tivi del­la com­mis­sione d’inchiesta sug­li effet­ti dell’uranio impov­er­i­to. «La com­mis­sione ha gli stes­si poteri dell’autorità giudiziaria, e può ottenere tut­ti quegli ele­men­ti conosc­i­tivi cir­ca la peri­colosità delle bombe scar­i­cate nel Gar­da», scrisse Divina.In effet­ti, nes­suno ha saputo o volu­to comu­ni­care la com­po­sizione reale degli ordig­ni in dotazione agli F15 del­la Nato nel 1999. Si seppe soltan­to che il jet mil­itare era arma­to da 4 mis­sili Aam tipo Aim 7E2 o Am 7 F Spar­row e da due mis­sili Aim 9L. In segui­to, negli anni si sono occu­pati a più riprese il min­is­tero del­la Dife­sa e del­la Mari­na mil­itare per effet­tuare le ricerche nelle acque del Gar­da. Tutte finite sen­za esi­to. Sono state dis­poste ordi­nanze di sospen­sione del­la dagli allo­ra ispet­torati di por­to di Desen­zano e Verona con inter­dizione del­la pesca sub­ac­quea e pro­fes­sion­ale in alcu­ni trat­ti. Le ricerche inoltre sono costate moltissi­mo alle casse del­lo Stato.Forse con stru­men­ti più sofisti­cati gli ordig­ni potran­no essere local­iz­za­ti. Per­ché l’opinione pub­bli­ca ha dirit­to di conoscere la verità.

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