Il presidente del Canoa Club Verona, Ivaldi, ha lanciato l’idea. Il sindaco: «È buona, ora aspetto il progetto esecutivo». Un canale artificiale è ideale per allenamenti e gare di livello mondiale

Borghetto centro europeo della canoa

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Di Luca Delpozzo
Alberto Tonello

Borghet­to cap­i­tale euro­pea del­la canoa, con un cen­tro polisporti­vo all’avanguardia e un canale arti­fi­ciale in gra­do di ospitare prove di Cop­pa del Mon­do e pure un Mon­di­ale. Quel­lo che a pri­ma vista potrebbe apparire soltan­to un sog­no nel cas­set­to del pres­i­dente del Wind Tex Canoa Club Verona, Ettore Ival­di, potrebbe invece trasfor­mar­si in realtà e pure a breve ter­mine. Tut­to trae spun­to da un prog­et­to che il vul­cani­co pres­i­dente del club scaligero, (già vice­cam­pi­one del mon­do di K1 slalom e oggi uno dei tec­ni­ci più apprez­za­ti e tra i can­di­dati adi­ventare ct del­la nazionale ital­iana fem­minile), ha mes­so nero su bian­co qualche anno fa, con la «com­plic­ità» di un socio del club, un architet­to, che si era appas­sion­a­to alla causa del­la canoa: «A Borghet­to sul Min­cio», spie­ga Ival­di, «ci sono tutte le carat­ter­is­tiche nat­u­rali, strut­turali e geogra­fiche per dare vita ad un com­p­lesso uni­co nel suo genere in Europa. In quel­la zona infat­ti si immette nel fiume Min­cio un canale di derivazione dell’acqua di irrigazione dei campi, che nel trat­to finale pre­sen­ta due salti per un dis­liv­el­lo totale che si aggi­ra attorno agli otto metri. Sono più che suf­fi­ci­en­ti per ricavare la pen­den­za ide­ale per real­iz­zare un canale arti­fi­ciale da slalom che avrebbe il van­tag­gio innanz­i­tut­to di esser­ci già (una delle spese mag­giori infat­ti è real­iz­zare l’opera in cemen­to arma­to), di avere acqua non fred­da (in quan­to pesca­ta dal lago) per tut­to l’anno e di essere in una posizione molto bel­la, a due pas­si dal e da Verona. Il nuo­vo cen­tro potrebbe diventare un polo d’attrazione per tutte le nazion­ali europee e per i molti appas­sion­ati di canoa spar­si in tut­to il vec­chio con­ti­nente». A questo si aggiunge il fat­to che pro­prio dove potrebbe sorg­ere il canale arti­fi­ciale da slalom, c’è un ter­reno, attual­mente libero, dove si potreb­bero real­iz­zare le strut­ture ricettive, tra l’altro vici­no ad una pro­pri­età comu­nale dove già ci sono alcu­ni immo­bili, che potreb­bero essere imp­ie­gati come sup­por­to alla strut­tura, con­sen­ten­do così di ridurre l’impatto ambi­en­tale. Ival­di non ha per­so tem­po e ha con­tat­ta­to un ingeg­nere idrauli­co dell’ di Bres­cia, Alessan­dro Mura­ca, a cui ha sot­to­pos­to l’idea, per real­iz­zare il prog­et­to esec­u­ti­vo che tenesse anche con­to di tutte le por­tate d’acqua del canale. Ha poi inter­es­sato il pres­i­dente nazionale del­la fed­er­azione di canoa, Fran­co Con­for­ti, il quale ha dato la mas­si­ma disponi­bil­ità, anche finanziaria, del­la fed­er­azione. Infine ha ottenu­to un incon­tro con il sin­da­co di Valeg­gio, Faus­to Sac­chet­to, che si è dimostra­to più che disponi­bile a col­lab­o­rare al prog­et­to: «Al pres­i­dente Ival­di ho con­fer­ma­to che l’idea mi piace», ammette Sac­chet­to. «Il fat­to che Borghet­to pos­sa diventare un cen­tro europeo di allena­men­to delle nazion­ali di canoa e meta di appas­sion­ati, in par­ti­co­lare nel peri­o­do inver­nale, non può che far­mi piacere. È chiaro che il ritono di immag­ine tur­is­ti­ca ci inter­es­sa e siamo pure disponi­bili ad assumer­ci la nos­tra parte di oneri eco­nomi­ci. Ad Ival­di ho chiesto di preparare un prog­et­to il più pos­si­bile esec­u­ti­vo, quan­do sarà pron­to lo porter­e­mo in Con­siglio e decider­e­mo assieme la cifra da stanziare, al momen­to si trat­ta di una bel­la idea». Il pres­i­dente Ival­di, che conosce molto bene il mon­do canois­ti­co, non ha dub­bi sul suc­ces­so di una sim­i­le inizia­ti­va: «Il prob­le­ma per chi prat­i­ca lo sport del­la canoa, sia a liv­el­lo ago­nis­ti­co che ama­to­ri­ale, è quel­lo di trovare luoghi in Europa dove pot­er paga­iare d’inverno. Qui a Borghet­to non ci sareb­bero prob­le­mi d’acqua, la tem­per­atu­ra sarebbe ide­ale e sarem­mo a due pas­si da una cit­tà splen­di­da come Verona e dal lago di Garda».

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