In un convegno a Sirmione l’assessore regionale risponde alle critiche mosse da Ds e Margherita. I tanti milioni in meno? «Lo Stato pagherà quei soldi a lavori già avanzati»

Borsani: «Nessun taglio di fondi»

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Di Luca Delpozzo
Elisa Rocca

«Non abbi­amo alcu­na inten­zione di far­ci sfi­lare dalle tasche i sol­di che spet­tano alla san­ità del­la ». Chi­ude così ogni polem­i­ca l’asses­sore alla San­ità del­la Regione Lom­bar­dia Car­lo Bor­sani in rispos­ta alle osser­vazioni che l’op­po­sizione, e in par­ti­co­lare Ds e Margheri­ta, han­no soll­e­va­to nei giorni scor­si. L’asses­sore è inter­venu­to insieme ai rap­p­re­sen­tan­ti delle aziende ospedaliere locali in un con­veg­no orga­niz­za­to a Sirmione da Allean­za Nazionale sui nuovi mod­el­li di ospedale e di assis­ten­za a rete per il futuro del­la Regione Lom­bar­dia, tenu­tosi nel­la mat­ti­na­ta di saba­to al del­la cit­tad­i­na lacus­tre. Del­lo stes­so parere il Diret­tore gen­erale degli Spedali Civili di Bres­cia Lucio Mas­tro­mat­teo che ha defini­to una vera e pro­pria aggres­sione le dichiarazioni fat­te dai con­siglieri del­l’op­po­sizione. Il “man­ca­to finanzi­a­men­to” di 22 mil­ioni di euro al Civile tan­to temu­to sarebbe in realtà una pro­cras­ti­nazione degli stanzi­a­men­ti già pre­visti e approvati dal­la regione per la san­ità bres­ciana. A fronte del­la dif­fi­cile con­giun­tu­ra eco­nom­i­ca nazionale e inter­nazionale lo Sta­to ha infat­ti deciso di stanziare 380 mil­ioni di euro solo quan­do i lavori pre­visti dal­la Regione in questo set­tore saran­no già in sta­to avan­za­to. Per questo l’asses­sore Bor­sani ha assi­cu­ra­to che l’im­peg­no nel Bres­ciano non è des­ti­na­to a diminuire o ad essere ridi­men­sion­a­to, appun­to per non ved­er sot­trat­ti alla regione e alla provin­cia stanzi­a­men­ti che le era­no già sta­ti asseg­nati. Sec­on­do Bor­sani, però, i prob­le­mi del­la san­ità regionale e nazionale non si lim­i­tano solo alla nec­es­saria tem­po­riz­zazione degli inves­ti­men­ti volu­ta dal Gov­er­no. «E’ innega­bile che l’uten­za ten­da ad abit­u­ar­si alle migliori inno­vazioni tec­no­logiche che le ven­gono messe a dis­po­sizione — ha pros­e­gui­to l’asses­sore — sale per­ciò sem­pre più la richi­es­ta fat­ta alle strut­ture san­i­tarie di un costante e assai cos­toso rin­no­va­men­to dei macchi­nari», aggior­na­men­to che il set­tore pub­bli­co non sem­pre ha la facoltà eco­nom­i­ca di garan­tire. «Ecco per­ché sem­pre più spes­so si sper­i­men­tano nuove forme di col­lab­o­razione tra pub­bli­co e pri­va­to — ha pros­e­gui­to Bor­sani — Bisogna sem­pre spendere per i miglio­ra­men­ti in questo set­tore, ma in questo par­ti­co­lare momen­to trovare le risorse nec­es­sarie non è sem­plice. Sono tan­ti i ten­ta­tivi fat­ti in Lom­bar­dia nei quali l’u­so del pri­va­to ha per­me­s­so di aiutare il pub­bli­co ad ammod­ernare le strut­ture là dove non era pos­si­bile inter­venire con i fon­di pub­bli­ci». Il prin­ci­pale obi­et­ti­vo del piano socio-san­i­tario regionale è oggi quel­lo di razion­al­iz­zare il più pos­si­bile la rispos­ta san­i­taria: specie nel­lo spazio tem­po­rale del “dopo degen­za” il sis­tema sem­bra accusare più dif­fi­coltà. «Le famiglie che si trovano ad avere a pro­prio cari­co ammalati anziani o con patolo­gie gravi (Alzheimer, Parkin­son) devono affrontare molti prob­le­mi. Non è pos­si­bile che esse siano las­ci­ate sole, né che sim­ili malati siano sis­temati negli ospedali, con costi ele­vatis­si­mi per il sis­tema san­i­tario nazionale». La gius­ta rispos­ta per Bor­sani risiede nel­lo svilup­po sul ter­ri­to­rio di strut­ture di appog­gio, per l’ac­coglien­za e la riabil­i­tazione dei malati dopo che nel­l’ospedale siano state loro garan­tite le cure urgen­ti. In con­clu­sione l’asses­sore ritiene che i bres­ciani non pos­sano in realtà lamen­tar­si del­l’at­tiv­ità del­la giun­ta regionale, essendo la nos­tra provin­cia, a suo giudizio, man­i­fes­ta­mente al cen­tro del­la sua attenzione.

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