La dolce confessione di Antonella Elia «Ora mi piacerebbe avere due o tre figli

Cantalago dietro le quinte

Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Uno sguar­do a momen­ti pen­e­trante a volte assente. Due occhi vispi a rin­forzare con­cetti espres­si a parole ma anche pron­ti ad alzare con un bat­ti­to di ciglia una corti­na pro­tet­ti­va sul­la sua vita, i suoi amori. Antonel­la Elia, splen­di­da pro­tag­o­nista a Sirmione del spet­ta­co­lo itin­er­ante del­l’es­tate garde­sana, si camuf­fa dietro l’e­spres­sione che pas­sa rap­i­da­mente da quel­la di una ragazz­i­na svampi­ta ai pan­ni di don­na matu­ra. Non ha e non mette fret­ta. A notte qua­si fon­da cul­la­ta dal­la onde del Gar­da che sbat­tono sul­la riva a due pas­si dalle famose ha voglia e tem­po di par­lare di sé. Sen­za però mai abbas­sare la guardia. Cia­r­liera di fronte alle solite domande e curiosità diven­ta d’incanto ermet­i­ca appe­na il dis­cor­so por­ta alla sua vita pri­va­ta, al suo cuore che bat­te per … « Las­ci­amo stare per car­ità. Di cer­to io che sono rimas­ta orfana desidero tan­to far­mi una famiglia. Mi piac­erebbe avere due-tre figli e per loro sarei dis­pos­ta a mol­lare per un po’ il lavoro». Sicu­ra? « Cer­to o almeno per i pri­mi mesi, poi mag­a­ri tro­verei una soluzione per con­tin­uare la car­ri­era. Il lavoro oggi mi assorbe com­ple­ta­mente, tut­ta la mia vita ruo­ta attorno allo spet­ta­co­lo. Ovvio, cer­co sem­pre di miglio­rar­mi e non per nul­la stu­dio ormai da una vita dan­za e can­to». Lei che ha inizia­to la car­ri­era artis­ti­ca come model­la sta ora giran­do i teatri del Sud Italia con «Il Mer­cante e la schi­a­va con­te­sa». «Inter­pre­to la schi­a­va in una com­me­dia trat­ta dal Mer­ca­tor di Plau­to per la regia Liv­io Galas­si. Sare­mo in tournée per tut­to il mese di agos­to con tappe a Ori­o­lo Cal­abro, Agri­gen­to nel­la Valle dei Tem­pli, Calatafi­mi ed Era­clea. No, le mie rem­i­nis­cen­ze sul­l’au­tore lati­no era­no ferme ai tem­pi del­la scuo­la. L’an­no scor­so mi sono invece cimen­ta­ta sem­pre al teatro con un testo di Nic­colò Machi­avel­li, « La Man­drago­la» . Niente tele­vi­sione? «Purtrop­po nes­suno più mi chia­ma. Adesso che avrei voglia di tornare in video non ho alcu­na offer­ta di lavoro», riv­ela con can­dore la trentaset­tenne show­girl. «Sono rimas­ta fuori dal giro che con­ta ed ora è dif­fi­cile rien­trare in bal­lo». Cosa le piac­erebbe fare? «Non so, un vari­età o un pro­gram­ma come Gente e Viag­gi che va in onda su Rete­quat­tro alla domeni­ca sera». A chi deve riconoscen­za? «Per il lavoro sen­za dub­bio a Cor­ra­do. Dal 1990 al ’93 sono sta­ta al suo fian­co nel­la Cor­ri­da». Il suo per­son­ag­gio tele­vi­si­vo prefer­i­to? «Anco­ra una vol­ta devo dire Cor­ra­do e poi Rai­mon­do Vianel­lo (mem­o­ra­bili i duet­ti a «Press­ing», ndr) e Mike Bon­giorno con il quale ho lavo­ra­to alla «Ruo­ta del­la For­tu­na.» Delle donne tro­vo fan­tas­ti­ca Raf­fael­la Car­rà. L’in­ver­no scor­so mi ha invi­ta­to a Car­ram­ba ed è sta­ta molto cari­na e oltremo­do gen­erosa nei com­pli­men­ti. Quan­do mi vede m’in­cor­ag­gia sem­pre a pros­eguire in questo mon­do». Super­stiziosa? «No asso­lu­ta­mente. Nes­sun rito o amule­to pri­ma di andare in sce­na». Un pre­gio di Antonel­la Elia? «Dico sem­pre quel­lo che pen­so. Sono fat­ta così e non pen­so per questo di aver pregiu­di­ca­to la mia car­ri­era» ammette con un bat­ti­to di ciglia. Un difet­to? «Sono aggressiva».