Il primo aprile riaprirà la stazione estiva che verrà rinforzata da tre militari-interpreti. Conferita la cittadinanza onoraria al maresciallo Battaglia e al maggiore Petriello

Carabinieri pronti a parlare in tedesco Sì al progetto per la nuova ca

28/02/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Per la pri­ma vol­ta dal dopo guer­ra Lazise ha con­fer­i­to la cit­tad­i­nan­za ono­raria a per­sone ben­e­merite. Ed a ricev­er­la, con il con­sen­so unanime di tut­to il con­siglio comu­nale, sono sta­ti pro­prio due uomi­ni del­la «Ben­e­meri­ta», due rap­p­re­sen­tan­ti dell’Arma dei : il mag­giore Ernesto Petriel­lo, coman­dante del­la com­pag­nia di Peschiera del Gar­da e il coman­dante del­la stazione tem­po­ranea di Lazise, il mares­cial­lo capo Gian Luca Battaglia. Di fronte al con­siglio comu­nale al com­ple­to e a un folto pub­bli­co, il sin­da­co Luca Sebas­tiano ha pre­sen­ta­to le moti­vazioni per le quali l’Amministrazione ha volu­to dare cor­so alla delib­er­azione con­sigliare per la cit­tad­i­nan­za ono­raria ai due mil­i­tari dell’Arma. Nel­la sostan­za è il riconosci­men­to del­la ammin­is­trazione civi­ca e del­la intera cit­tad­i­nan­za per l’impegno pro­fu­so da tut­ti gli uomi­ni dell’Arma per l’attività di sal­va­guardia del­la inco­lu­mità dei cit­ta­di­ni, dei tur­isti, del pat­ri­mo­nio, delle strut­ture pub­bliche e pri­vate, iden­ti­f­i­can­done la riconoscen­za del­la cit­tà ver­so i respon­s­abili delle strut­ture ter­ri­to­ri­ali di Lazise e di Peschiera. Han­no ader­i­to alla pro­pos­ta del sin­da­co anche le mino­ranze pre­sen­ti in con­siglio plau­den­do alla inizia­ti­va del pri­mo cit­tadi­no con un inter­ven­to a sosteg­no del­la pro­pos­ta da parte del con­sigliere Gia­comi­no Scien­za. E pro­prio per sostenere i cara­binieri a Lazise, le fun­zioni impor­tan­ti del­la caser­ma nel ter­ri­to­rio, recen­te­mente la com­mis­sione edilizia comu­nale ha approva­to un prog­et­to di mas­si­ma per la real­iz­zazione di una caser­ma polifun­zionale da des­tinare ai cara­binieri nel­la zona di local­ità Casara, in fre­gio alla provin­ciale Verona-Lago, sul­la sin­is­tra del­la stes­sa arte­ria per chi proviene da Verona, a pochissi­mi metri dal­la nuo­va roton­da che immette sul­la statale Garde­sana ori­en­tale. Intan­to, il pri­mo aprile prossi­mo, ver­rà ria­per­ta la caser­ma tem­po­ranea alle scuole ele­men­tari di viale Roma, vici­no al campeg­gio comu­nale. La stazione resterà aper­ta fino a tut­to otto­bre prossi­mo. A coman­dar­la sarà un sottuf­fi­ciale, coa­d­i­u­va­to da un altro pari gra­do, con sei uomi­ni di sup­por­to. A par­tire dal mese di giug­no si aggiunger­an­no agli otto uomi­ni pre­sen­ti, altri tre cara­binieri, prove­ni­en­ti dal­la provin­cia di Bolzano, di madrelin­gua tedesca, quali inter­preti, in appog­gio alle attiv­ità dell’Arma ver­so gli stranieri. Va con­sid­er­a­to che nel peri­o­do esti­vo la cit­tad­i­na lacus­tre pas­sa dai seim­i­la res­i­den­ti ai cir­ca 50 mila tur­isti. Un impeg­no impor­tante e defati­gante per l’ordine pub­bli­co e per la tutela del ter­ri­to­rio, gesti­to dai cara­binieri in stret­ta col­lab­o­razione con i vig­ili urbani e con le altre Armi pre­sen­ti a Bar­dolino. (s.b.) Saran­no 11, di cui tre di madrelin­gua tedesca, i cara­binieri che da giug­no sorveg­lier­an­no un ter­ri­to­rio che arri­va ad ospitare fino a 50 mila tur­isti nel pieno del­la sta­gione. Un com­pi­to decisa­mente impeg­na­ti­vo e che ha sem­pre por­ta­to a buoni risul­tati per la sicurez­za dei cit­ta­di­ni e degli stranieri. In atte­sa di quel­la nuo­va, la caser­ma è ospi­ta­ta alle ex ele­men­tari di viale Roma. Leg­na­go. Si è fat­to fare da un arti­giano del leg­no il trono su misura, la sua misura, ovvero 130 chili di bon­tà e pas­sione per l’unico giorno dell’anno «pieno di magia», come definisce il Natale Mas­si­mo Ret­ton­di­ni, il piz­zaio­lo quar­an­taduenne di Por­to con­vin­to di essere Bab­bo Natale. E non c’è, prob­a­bil­mente, cosa migliore che credere in questo per­son­ag­gio, ma cred­er­ci davvero, sapen­do tut­to di lui, da dove è venu­to, cosa ha fat­to nel­la vita e come mai sia diven­ta­to colui che, come indi­ca la tradizione pagana entra­ta di peso in quel­la cris­tiana, dis­tribuisce doni ai bam­bi­ni. Mas­si­mo Ret­ton­di­ni è super infor­ma­to su Bab­bo Nalate e ci crede al pun­to che persi­no quan­do, lo scor­so anno, un bam­bi­no un po’ imper­ti­nente e curioso gli ha sfi­la­to il bar­bone bian­co lui non si è per­so d’animo e gli ha rispos­to: «Anche se vedi me sot­to questo vesti­to, ricor­dati che dal momen­to che io l’indosso è come se fos­si il san­to, San Nico­la». San Nico­la che nei Pae­si anglosas­soni è diven­ta­to San­ta Claus e quin­di Bab­bo Natale. Anche quest’anno il piz­zaio­lo sarà, vesti­to di tut­to pun­to con l’abito in pan­no rosso «orig­i­nale» di Bab­bo Natale che si è fat­to real­iz­zare lo scor­so anno, in via Frat­ti­ni, domeni­ca, e lì siederà sul suo maxi-trono davan­ti al quale spera si rag­grup­pino sci­a­mi di bam­bi­ni per la tradizionale ques­tua di doni. «La mia più grande gioia? Sen­tire i bam­bi­ni che dicono “ecco Bab­bo Natale”. Sa, sono papà anch’io…». Aggiu­di­car­si Bab­bo Natale Mas­si­mo dunque è una for­tu­na, per­ché lui si diverte come un mat­to a inter­pretare il vec­chi­et­to in rosso: in questi giorni passerà dalle scuole mater­ne di San Vito per far fes­ta con i bam­bi­ni del­la frazione. Domeni­ca sarà a Leg­na­go dalle 15, vici­no all’abete addob­ba­to ver­so Por­ta Fer­rara. Via Frat­ti­ni tut­ta sarà una lun­ga fes­ta: per il sec­on­do anno con­sec­u­ti­vo i com­mer­cianti e gli oper­a­tori del­la zona han­no deciso di dar­si da fare per preparare una fes­ta con i fioc­chi. Oltre a vedere Bab­bo Natale sarà pos­si­bile assag­gia­re i prodot­ti delle bot­teghe spe­cial­iz­zate in gas­trono­mia che si aprono sul­la via e musi­ca natal­izia e popo­lare. Infine tor­ni­amo a Mas­si­mo: per chi non lo ricor­dasse il sign­or Ret­ton­di­ni è sta­to il vinci­tore, e non la pri­ma vol­ta, del­la gara del risot­to che si è tenu­ta ad Iso­la del­la Scala quest’anno: «Sono rius­ci­to a man­gia­re poca cosa», dice riden­do, «tre chili e 100 gram­mi di risot­to».

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