Approvata anche la misura che impone l’aumento delle metrature minime degli appartamenti. Anziani e giovani coppie i beneficiari del provvedimento comunale

Case a prezzo «agevolato»

02/03/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Nei giorni scor­si le con­fed­er­azioni sin­da­cali Cgil, Cisl e Uil ave­vano dif­fu­so un volan­ti­no per richia­mare l’at­ten­zione sul nodo del­l’e­mer­gen­za casa a Salò. «Com­per­arne una o trovar­la in affit­to — scrive­vano — è diven­ta­to impos­si­bile per lavo­ra­tori e pen­sion­ati, a causa degli ele­vatis­si­mi prezzi di mer­ca­to. Sono nec­es­sari inter­ven­ti di polit­i­ca edilizia per abitazioni alla por­ta­ta dei red­di­ti delle gio­vani cop­pie e degli anziani, molti dei quali vivono con 427 euro al mese o poco più. Invi­ti­amo l’am­min­is­trazione comu­nale a far­si cari­co del prob­le­ma, provve­den­do pri­or­i­tari­a­mente a dar cor­so con sol­leci­tu­dine a un piano di edilizia pub­bli­ca per aumentare il pat­ri­mo­nio disponi­bile e a uno di edilizia con­ven­zion­a­ta, a ver­i­fi­care conc­re­ta­mente la pos­si­bil­ità di costru­ire allog­gi pro­tet­ti per anziani auto­suf­fi­ci­en­ti, ad affit­to sociale». Il Con­siglio comu­nale salo­di­ano ha dato una pri­ma rispos­ta, approvan­do in via defin­i­ti­va alcu­ni ritoc­chi alle norme tec­niche di attuazione del Piano rego­la­tore. La mag­gio­ran­za, sulle posizioni del­la Casa delle lib­ertà, ha espres­so voto favorev­ole; la mino­ran­za si è invece astenu­ta, con­te­s­tando la legit­tim­ità del­la pro­ce­du­ra segui­ta. Nei casi di ristrut­turazione (esclusi quel­li di manuten­zione stra­or­di­nar­ia, di restau­ro e risana­men­to con­ser­v­a­ti­vo) o di nuovi inter­ven­ti di entità supe­ri­ore a 1.000 metri qua­drati res­i­den­ziale o 1.500 mq. di super­fi­cie totale, bisogn­erà sem­pre dare luo­go a speci­fi­ca con­ven­zione, per fis­sare la quo­ta (pari almeno al 20%) des­ti­na­ta alla locazione o alla ces­sione a prezzi con­ven­zionati. «Che — ha aggiun­to il sin­da­co — in base a cal­coli effet­tuati, non dovreb­bero mai super­are la cifra di 1.500 euro al mq. Forse sarà pos­si­bile scen­dere fino a 1.300/1.400». L’am­min­is­trazione comu­nale provved­erà a pre­de­ter­minare e aggiornare peri­odica­mente para­metri e cri­teri per la deter­mi­nazione degli impor­ti e dei canoni, che non potran­no comunque essere infe­ri­ori al cos­to di costruzione e di urban­iz­zazione, val­ore del­l’area, oneri fis­cali e finanziari, per­centuale di utile d’im­pre­sa vari­abile in fun­zione del­la zona in cui viene real­iz­za­to l’in­ter­ven­to. Respin­ta la richi­es­ta di alcu­ni pro­fes­sion­isti locali di con­cedere una franchi­gia fino a 1.500 mq. res­i­den­ziali, di appli­care la nor­ma solo alle nuove costruzioni o di rin­viar­la fino alla approvazione del Piano di ges­tione del ter­ri­to­rio. Un architet­to ha insin­u­a­to il dub­bio di pos­si­bili «inci­ampi di ille­git­tim­ità buro­crat­i­ca», las­cian­do trasparire l’in­ten­zione di ricor­rere al Tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo regionale. L’al­tra inter­es­sante novità riguar­da la dimen­sione degli appar­ta­men­ti: una quo­ta non infe­ri­ore al 60% del numero delle unità abi­ta­tive di ogni futuro inter­ven­to dovrà avere una super­fi­cie utile uguale o supe­ri­ore a 75 metri qua­drati, con almeno una cam­era da let­to per due per­sone nel­la misura. Da anni, sul , ven­gono real­iz­za­ti mini-allog­gi da 30–40 mq., uti­liz­za­ti per le vacanze estive o i fine set­ti­mana. Benchè con­for­mi alla nor­ma­ti­va igien­i­co-san­i­taria, non han­no una dimen­sione adegua­ta per favorire una per­ma­nen­za sta­bile dei nuclei famigliari, in par­ti­co­lare delle gio­vani cop­pie. L’o­bi­et­ti­vo com­pren­si­bile è di inver­tire ten­den­za. Il dis­cor­so riguar­da ogni inter­ven­to ten­dente al recu­pero, alla ristrut­turazione, all’am­pli­a­men­to o alla costruzione di nuovi edi­fi­ci, con des­ti­nazione anche parzial­mente res­i­den­ziale, in qual­si­asi zona pre­vista dal Piano rego­la­tore gen­erale, a esclu­sione del cen­tro stori­co, dove sono appli­cate norme par­ti­co­lari. Da un lato, quin­di, l’ob­bli­go di vendere o cedere in affit­to il 20 per cen­to degli appar­ta­men­ti a prezzi con­ven­zionati; dal­l’al­tro il dis­cor­so del­la super­fi­cie min­i­ma. Con la sper­an­za che le gio­vani cop­pie non deb­bano con­tin­uare ad andarsene nei pae­si vici­ni: Roè Vol­ciano, Gavar­do, Mus­co­l­ine o nelle local­ità del­la Valtenesi.