Parla il presidente della società aeroportuale e dell’ente camerale che entro Natale affronterà l’assemblea per lo scalo e il rinnovo della Camera

«Catullo, ecco il piano di sviluppo»

26/11/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Bor­to­lazzi con­vo­ca i soci per l’aumento di cap­i­tale. «La Cam­era di com­mer­cio? Pos­so fare un pas­so indietro»Le let­tere di con­vo­cazione stan­no par­tendo in questi giorni: il pres­i­dente dell’aeroporto Cat­ul­lo Fabio Bor­to­lazzi chia­ma a rac­col­ta i soci in assem­blea stra­or­di­nar­ia entro Natale per lan­cia­re un aumen­to di cap­i­tale da 40 mil­ioni di euro in quat­tro anni, 10 l’anno. Come antic­i­pa­to nei giorni scor­si su queste pagine, il sis­tema degli aero­por­ti del Gar­da ha bisog­no di risorse che con­sen­tano di avere una leva finanziaria per sostenere inves­ti­men­ti pesan­ti da qui al 2012. Ma la con­giun­tu­ra eco­nom­i­ca-finanziaria non è tra le più favorevoli.«Ci sono già soci, però, che han­no dato la disponi­bil­ità a ver­sare la pro­pria quo­ta, come Provin­cia e Comune di Verona», riv­ela Bor­to­lazzi, «men­tre altri come la stes­sa Cam­era di com­mer­cio e la Provin­cia di Tren­to sono dis­posti anche a sot­to­scri­vere l’eventuale inop­ta­to. Non dovreb­bero esser­ci problemi».La chiusura di bilan­cio, già neg­a­ti­va per il 2007 (-2 mil­ioni), dovrebbe essere in perdi­ta per cir­ca 5 mil­ioni di euro, «ma almeno 4 sono dovu­ti a perdite su cred­i­ti e 2 di questi sono di Alitalia».I PROBLEMI NEL 2007. Pri­ma la crisi lega­ta al cos­to dei car­bu­ran­ti alle stelle, poi la crisi finanziaria mon­di­ale han­no por­ta­to il mer­ca­to dei voli in una fase di enorme tur­bolen­za: nel mon­do sono fal­lite 73 com­pag­nie su 230. Ma i prob­le­mi del Cat­ul­lo-Mon­tichiari non sono tut­ti qui. Bor­to­lazzi lo sa bene e lo riconosce.«La sen­sazione che nel­la soci­età Cat­ul­lo ci fos­sero dei prob­le­mi l’avevamo già avu­ta a metà 2007, e sul­la spin­ta dei soci ho pre­so in mano l’azienda, ma ho dato la disponi­bil­ità per un peri­o­do lim­i­ta­to, nec­es­sario per ripo­sizionare l’azienda e inten­do rispettare questo impegno».PASSO INDIETRO. La sen­sazione che Bor­to­lazzi las­cia trasparire è che il Cat­ul­lo è solo una delle par­tite che la Cam­era di com­mer­cio assieme agli altri soci sta ges­ten­do, poi ci sono anche la Fiera, le infra­strut­ture, l’Authority agroal­i­menta­re («abbi­amo il min­istro Zaia all’Agricoltura e il sot­toseg­re­tario Mar­ti­ni alla San­ità: dob­bi­amo por­tar­la a casa, c’è già il prog­et­to per la sede vici­no a Veron­amer­ca­to») e così via. «Quel­la del Cat­ul­lo è una delle sfide, ma dietro c’è sem­pre la Cam­era di com­mer­cio che spinge per lo svilup­po. Ma mica devo fare tut­to io», sospi­ra il presidente.Già, entro Natale si decide anche il des­ti­no del rin­no­vo del­la Cam­era di com­mer­cio. «A me inter­es­sa che vengano con­se­gui­ti gli obi­et­tivi, che i prog­et­ti vadano avan­ti, che la squadra lavori; se tut­to questo è garan­ti­to può andare avan­ti anche con gambe pro­prie e io pos­so fare anche un pas­so indi­etro. Non è obbli­ga­to­rio avere sedie…».SOCIETÀ DA RIORGANIZZARE. Ma tor­ni­amo al Cat­ul­lo. «Il 2007 quin­di si è chiu­so con una perdi­ta di 2 mil­ioni nonos­tante una cresci­ta dei traf­fi­ci del 17%. Questo era la con­fer­ma che c’erano prob­le­mi azien­dali, man­ca­va una orga­niz­zazione, non c’era una con­tabil­ità di tipo indus­tri­ale, non c’era mon­i­tor­ag­gio sui cen­tri di cos­to, dal pun­to di vista del­la ges­tione era una soci­età fuori con­trol­lo. Del resto il mer­ca­to cresce­va da solo e facil­mente, c’era soltan­to da rego­lare la fila dei cli­en­ti che vol­e­vano entrare al Catullo».Le crisi, si sa, ser­vono anche per met­tere ordine in casa, togliere il super­fluo, non sono con­sen­ti­ti lus­si, tut­to deve fun­zionare al meglio. «Quan­do sono diven­ta­to pres­i­dente chiesi subito risorse per 35 mil­ioni, ora sono diven­tati 40. Ma abbi­amo com­in­ci­a­to azioni pesan­tis­sime. Intan­to, abbi­amo por­ta­to a casa la con­ces­sione per 40 anni per Cat­ul­lo e Mon­tichiari, e questo è un pun­to fer­mo; abbi­amo imposta­to una nuo­va orga­niz­zazione con due Unit busi­ness, una per sca­lo, e una hold­ing unica».CAMPAGNA ACQUISTI. A dirigere la busi­ness Unit per Verona arriverà dal 2 gen­naio l’ingegner Mas­si­mo Sop­pani attuale diret­tore gen­erale del Mar­co Polo di Venezia, l’aeroporto che ha rag­giun­to i migliori risul­tati in Italia, un grande esem­pio di impren­di­to­ri­al­ità. Da aprile, in occa­sione di , vogliamo par­tire con un volo biset­ti­manale sul JFK di New York: 280 posti di cui una quar­an­ti­na in busi­ness class, mica low cost».Ma è l’obiettivo strate­gi­co la vera sfi­da: «Vogliamo creare un sis­tema aero­por­tuale uni­co con Berg­amo: una sola hold­ing e tre soci­età, una per ogni sca­lo, cias­cuno con il pro­prio ruo­lo: low cost ad Orio al Serio, car­go a Bres­cia e char­ter a Verona».UN TRIS CON BERGAMO.Impresa dura, ci sono di mez­zo le Regioni, la polit­i­ca… «Le relazioni sono a buon pun­to, las­ci­ate­ci lavo­rare». A Bres­cia però molti sono arrab­biati con il Cat­ul­lo che impedisce la cresci­ta di Mon­tichiari. «Bres­cia non si deve arrab­biare, noi vogliamo far crescere Mon­tichiari che da solo è uno sca­lo che non va da nes­suna parte. Dal­la log­i­ca ter­ri­to­ri­ale dob­bi­amo pas­sare a una log­i­ca di sis­tema e quin­di pun­ti­amo a creare una soci­età robus­ta, uni­ca, che sia vista in Europa come un uni­co aero­por­to da Berg­amo a Verona con tre piste disponi­bili. Poi a quel pun­to la soci­età potrà aprir­si a pri­vati con una quo­tazione in Bor­sa e gli enti pub­bli­ci potran­no riti­rar­si e recu­per­are gli inves­ti­men­ti fatti».CHARTER IN CRISI. Ma i tem­pi per tut­to questo? «Abbi­amo rimod­u­la­to il piano degli inves­ti­men­ti, che è diven­ta­to un piano anti­crisi per­ché nel 2009 il mer­ca­to char­ter è pre­vis­to in calo del 30–40 per cen­to. I passeg­geri sono già in calo, il char­ter è un bene volut­tuario, acces­so­rio, quin­di risente molto del­la crisi eco­nom­i­ca. Noi dob­bi­amo intan­to rior­ga­niz­zare la strut­tura, impostare le infra­strut­ture ed essere pron­ti nel 2010 quan­do l’economia ripar­tirà. E con i 40 mil­ioni potremo fare inves­ti­men­ti per 110 mil­ioni su Verona e 50 su Bres­cia, sec­on­do necessità».CASELLO E MOBILITÀ. Nel frat­tem­po l’A22 real­izzerà in tre o quat­tro anni il casel­lo autostradale ded­i­ca­to al Cat­ul­lo, svilup­per­e­mo i parcheg­gi con 20 mila posti e il sis­tema mobil­ità con il col­lega­men­to su Verona e la Fiera. Il Cat­ul­lo diven­terà la por­ta d’entrata di Verona, anche a servizio del­la Fiera. Se ver­rà real­iz­za­to questo piano l’aeroporto avrà uno svilup­po enorme e un val­ore ben diver­so da quel­lo attuale». E CANTINA. Bor­to­lazzi, ma deve fare tut­to lei? «Guar­di, il con­siglio cam­erale ha sem­pre lavo­ra­to all’unanimità, sa bene quel­lo che deve fare e ver­rà in buona parte ricon­fer­ma­to. Saprebbe andare avan­ti anche se io andas­si in vacan­za, le cifre sono già accan­to­nate. Ripeto, il prob­le­ma non sono io, pos­so fare pas­si indi­etro. Devo curare la nuo­va can­ti­na con mia moglie, sti­amo preparan­do le etichette per le bot­tiglie, un vino strepi­toso nato sui vigneti di Palaz­zo­lo di Sona». Chissà se almeno lui ci crede…Investimenti e con­ces­sione per 40 anni­Il Cat­ul­lo ha prob­le­mi infra­strut­turali che rischi­ano di con­dizionarne la cresci­ta. For­tu­nata­mente la trasfor­mazione da sca­lo mil­itare a sca­lo civile con­sente di dis­porre di nuove aree per ripen­sare l’aerostazione. Men­tre tut­ti i prin­ci­pali aero­por­ti sono su due piani (piano ter­ra per arrivi, pri­mo piano per le parten­ze con i fin­ger che col­legano agli aerei) il Cat­ul­lo ha un solo piano e gran­di dif­fi­coltà strut­turali per alzarsi, se non rin­forzan­do le fon­da­men­ta. L’investimento per la soprael­e­vazione su più liv­el­li è pre­vista tra gli inves­ti­men­ti da qui al 2012 per alcu­ni mil­ioni di euro. La ristrut­turazione del ter­mi­nal parten­ze costerà 8 mil­ioni, altri 3,5 per gli ampli­a­men­ti al pri­mo piano; 5,5 mil­ioni per riqual­i­fi­care la pista di rul­lag­gio; ben 23,4 mil­ioni per il nuo­vo piaz­za­le di sos­ta degli aero­mo­bili. È pre­vis­to un parcheg­gio auto mul­ti­p­i­ano da 15 milioni.Altri inves­ti­men­ti sono nel piano di svilup­po per Mon­tichiari in virtù del­la con­ces­sione in capo al Cat­ul­lo rilas­ci­a­ta dal min­is­tero e in fase di reg­is­trazione alla Corte dei con­ti, che atten­de­va il cam­bio di sta­tus da mil­itare a civile. E il gov­er­no riconosce che «la soci­età Cat­ul­lo spa è l’unico sogget­to già legit­ti­ma­to a pre­sentare istan­za di con­ces­sione per la ges­tione degli aero­por­ti di Verona e Brescia».Martedì 25 Novem­bre 2008 PROVINCIA Pag­i­na 39LAPPELLO. I por­tav­oce delle asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste difendono la neces­sità, dopo 35 anni di atte­sa, di isti­tuir­lo in seno all’ente mon­tano

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