Ho cercato l’armonia”: Grande festa al Vittoriale per l’inaugurazione di nuove opere di arte contemporanea nel parco

07/03/2017 in Attualità
Di Redazione

Il gia­rdi­no del a Gar­done Riv­iera — “Par­co più bel­lo d’Italia” nel 2012 — è diven­ta­to negli anni un en plein air gra­zie alle don­azioni di gran­di artisti come Mim­mo Pal­adi­no, Arnal­do Pomodoro, Velas­co Vitali e Mario Bot­ta. In occa­sione del­la fes­ta del Vit­to­ri­ale dell’11 mar­zo, inti­to­la­ta “Ho cer­ca­to l’armonia”, il par­co dan­nun­ziano si arric­chisce di  nuove opere.

Nel libro Di me a me stes­so si sco­pre che l’armonia cer­ca­ta da d’Annunzio era quel­la fra spir­i­to e natu­ra, e che il Poeta ammise di non aver­la trova­ta. Tro­vò sem­pre, invece, quel­la fra natu­ra e bellez­za, e il Vit­to­ri­ale ne è la pro­va. Per ren­dere omag­gio a quell’armonia, insieme al Mae­stro Ugo Riva è sta­to ideato un per­cor­so di scul­ture d’arte con­tem­po­ranea nel par­co dan­nun­ziano, diven­ta­to ormai esso stes­so un per­cor­so di bellez­za e di scop­er­ta.

Ugo Riva, Giro­lamo Ciul­la, Fed­eri­co Sev­eri­no, Michela Benaglia, Dario Tironi e Cesare Inz­er­il­lo sono gli artisti le cui opere — scul­ture, fotografie e bas­so­rilievi —  ren­der­an­no ancor  più prezioso il Vit­to­ri­ale degli Ital­iani. Con queste nuove don­azioni, il par­co dan­nun­ziano diven­ta a tut­ti gli effet­ti un vero e pro­prio museo ded­i­ca­to alle scul­ture dell’arte con­tem­po­ranea ital­iana.

Quel­lo stes­so giorno pren­derà il via  il prog­et­to di col­lab­o­razione tra la Fon­dazione Vit­to­ri­ale degli Ital­iani e il grup­po Vidal: ver­ran­no dis­poste  nel­la Prio­r­ia alcune  essen­ze spe­ciali ded­i­cate a d’An­nun­zio. Rose, gar­de­nie e Acqua Nun­tia: queste le pro­fu­mazioni delle essen­ze stu­di­ate dal­la sapien­za di Mavive Spa — azien­da stor­i­ca del­la pro­fume­ria ital­iana, del­la famiglia Vidal — che ver­ran­no ambi­en­tate con i col­lau­dati sis­te­mi di dif­fu­sori a ciclo con­tin­uo. Il prog­et­to nasce dal­la volon­tà di ren­dere  la dimo­ra dan­nun­ziana sem­pre più sim­i­le a quan­do era vis­su­ta dal Vate: in molti doc­u­men­ti stori­ci infat­ti viene rac­con­ta­to che d’An­nun­zio ama­va far pro­fu­mare (e molto spes­so lo face­va per­sonal­mente) tutte le stanze del­la Prio­r­ia con pro­fu­mi e fiori.

Così il Pres­i­dente del Vit­to­ri­ale degli Ital­iani : “Se il Par­co si arric­chisce di opere d’arte, per un omag­gio a d’An­nun­zio e un dono ai vis­i­ta­tori, la Casa deve — per gli stes­si motivi — essere il più pos­si­bile uguale a quan­do ci vive­va il Poeta: per questo sarà sem­pre pro­fu­ma­ta, come la ama­va lui. Ricor­do e inno­vazione, due prin­cipi che con­vive­vano nel Vate, e che il Vit­to­ri­ale rispet­ta”.

Nel 1909, nel lab­o­ra­to­rio di Luca Com­e­rio, d’Annunzio assis­te­va per la pri­ma vol­ta a una proiezione: è un fram­men­to in cui Dafne si trasfor­ma in un ramo. L’attrazione per il cin­e­ma diven­ta inevitabile e imme­di­a­ta. Alla luce di questo affasci­nante e impor­tante legame viene aper­ta al pub­bli­co in ques­ta occa­sione anche la nuo­va Salet­ta Cin­e­matografo, all’interno del prog­et­to “d’Annunzio dig­i­tale”. Nel­la sala cin­e­matografi­ca più pic­co­la del mon­do, dota­ta di una sola poltronci­na, i vis­i­ta­tori potran­no scegliere di vedere alcu­ni  fil­mati trat­ti dalle pel­li­cole di pro­pri­età del Vate e fino­ra con­ser­vate negli archivi. Questi fil­mati — che ritrag­gono d’Annunzio, la Duse, la Bac­cara, vari sce­nari del Vit­to­ri­ale dell’epoca — e alcu­ni film (come Anna ed Elis­a­bet­ta, 1933) sono sta­ti dig­i­tal­iz­za­ti in col­lab­o­razione con la Soci­età Brick e resi fruibili per questo prog­et­to.


Di segui­to i det­tagli delle opere che saran­no inau­gu­rate:

- “Tregua” (bron­zo, 1986) e “Ani­ta la rossa” (ter­ra­cot­ta poli­cro­ma, 1989) di Ugo Riva

- Opere sen­za tito­lo (due bas­so­rilievi 2016) e “Colon­na con tem­pio” di Giro­lamo Ciul­la (scul­tura in traverti­no 1996)

- “28 feb­braio 1938” di Cesare Inz­er­il­lo (tec­ni­ca mista 2017)

- Sen­za tito­lo di Dario Tironi (leg­no, schi­u­ma poli­ure­tan­i­ca, ogget­ti, resina, ver­nice acril­i­ca, 2017)

- “Il silen­zio” di Fed­eri­co Sev­eri­no, (ter­ra­cot­ta poli­cro­ma sati­na­ta, 2017)

“Divinità fem­minile” di Michela Benaglia, (acciaio inox spec­chi­ante, 2015)