In Trentino interrogazione sugli ordigni nel Garda

«Chiarezza sulle bombe»

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo

Il Gar­da chiede chiarez­za sulle bombe sgan­ci­ate nel lago il 16 aprile 1999, in piena guer­ra del Koso­vo, da un F15 del­la Nato in dif­fi­coltà. I sei ordig­ni, tre a gui­da laser e tre a grap­po­lo, non sono anco­ra sta­ti trovati, mal­gra­do le ricerche avvi­ate un anno e mez­zo fa. Sul­la vicen­da, che ha sus­ci­ta­to polemiche e richi­este di chiari­men­ti a non finire, inter­viene ora anche la Lega Nord del­la Provin­cia di Tren­to con un’interrogazione al pres­i­dente Loren­zo Del­lai. In buona sostan­za la Lega chiede alla Giun­ta provin­ciale trenti­na cosa inten­da fare per affrontare e risol­vere il prob­le­ma. È l’ennesima richi­es­ta di ver­ità su una vicen­da dis­sem­i­na­ta da incog­nite. Una ver­ità che oggi, men­tre infu­ria la polem­i­ca lega­ta all’utilizzo mil­itare dell’uranio impov­er­i­to, viene invo­ca­ta con forza da tut­ti i garde­sani. La Lega Nord trenti­na, in par­ti­co­lare, chiede di sapere «se sia sta­ta com­ple­ta­ta l’opera di recu­pero degli ordig­ni ines­plosi e di bonifi­ca dei fon­dali del ; se siano state effet­tuate delle anal­isi per accertare la pre­sen­za di iso­topi radioat­tivi (addi­tivi a base di uranio impov­er­i­to o altro) sug­li ordig­ni rin­venu­ti e quali siano i risul­tati di tali anal­isi; se la per­ma­nen­za degli ordig­ni abbia provo­ca­to dan­ni all’ambiente lacus­tre, ovvero abbia pregiu­di­ca­to la sicurez­za delle acque». Del­la ques­tione, che è tra l’altro ogget­to di un’indagine avvi­a­ta dal procu­ra­tore di Bres­cia Gian­car­lo Tar­qui­ni, si era­no occu­pate giorni fa anche le Seg­reterie bres­ciane, tren­tine e verone­si di Rifon­dazione comu­nista, pre­sen­tan­do un doppio espos­to (alla mag­i­s­tratu­ra mil­itare ed alla mag­i­s­tratu­ra civile). Ma sul­la natu­ra delle bombe, sgan­ci­ate in un pun­to impre­cisato del Gar­da, per il momen­to è anco­ra ste­so un fit­to velo di mistero.

Parole chiave: