Dopo il recupero dell’escavatore finito nel lago i volontari e le forze dell’ordine al lavoro nella notte per evitare l’inquinamento.
Per rimettere in funzione la piattaforma ci vorrà ancora qualche giorno

Chiazze d’olio in acqua subito arginate

19/04/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Pros­eguono i lavori di recu­pero del­la piattafor­ma affon­da­ta mart­edì mat­ti­na nelle acque anti­s­tan­ti il porto.Nella sera di mart­edì era sta­ta ripor­ta­ta a riva la rus­pa per metà sopro­fon­da­ta insieme alla piattafor­ma gal­leg­giante, men­tre per tut­ta la gior­na­ta di ieri, con tan­to di lun­go­la­go gremi­to di curiosi, sono pros­e­gui­te le oper­azioni di recu­pero del­la chi­at­ta. Si trat­ta di una piattafor­ma di 19 metri di lunghez­za e 9 di larghez­za dal peso di cir­ca 600 quintali.Per il recu­pero del­la rus­pa, un Cater­pil­lar, era sta­ta mes­sa in pie­di un’operazione spet­ta­co­lare, che ave­va richiesto l’intervento di grossi mezzi attrez­za­ti, in par­ti­co­lare una gru dalle dimen­sioni eccezion­ali, larga tre metri e lun­ga 18, accom­pa­g­na­ta da quat­tro autoar­ti­co­lati del­la dit­ta San­toni di Tren­to. I mezzi eccezion­ali sono sta­ti scor­tati mart­edì pomerig­gio, con autor­iz­zazione del­la Prefet­tura, dal­la polizia stradale di e dal­la polizia munic­i­pale di Tor­ri, dall’uscita dell’autostrada ad Affi fino a Tor­ri, facen­do accostare tutte le auto prove­ni­en­ti dal­la cor­sia oppos­ta del­la garde­sana. Alle 19 la piaz­za por­to del paese così era piena di mezzi di inter­ven­to, camion dei vig­ili del fuo­co e del­la .I vig­ili del fuo­co han­no ripreso ieri mat­ti­na alle nove il lavoro inter­rot­to ver­so la mez­zan­otte di mart­edì dai volon­tari del­la pro­tezione civile. «Non è un inter­ven­to sem­plice, ci vor­rà del tem­po, spe­ri­amo di farcela in un paio di giorni», spie­ga il respon­s­abile del coman­do di Bar­dolino, «intan­to sti­amo svuotan­do con una motopom­pa la zat­tera che si è riem­pi­ta d’acqua, in modo da alleg­gerir­la e far­la venire a gal­la». Per for­tu­na già mart­edì sera intorno alle 21 era sta­ta trat­ta a ter­ra la rus­pa affon­da­ta insieme alla piattafor­ma, che veni­va uti­liz­za­ta per la posa in acqua di grossi pali di leg­no nec­es­sari alla costruzione di un pon­tile-ter­raz­za al servizio dell’hotel Al Por­to. Ieri alle 12 era­no sta­ti ripescati dall’acqua anche 13 pali, men­tre altri 10 dove­vano anco­ra essere recu­perati dal­la piattafor­ma. L’escavatore affonda­to era la cosa più pre­oc­cu­pante «Per­ché», spie­ga il coman­dante del­la polizia munic­i­pale Domeni­co Ten­ca, «si com­in­ci­a­va a seg­nalare la pre­sen­za in acqua di chi­azze di idro­car­buri, ma sopratut­to il dif­fonder­si di olio che fuo­rius­ci­va dal motore del­la gru. Così abbi­amo richiesto un ulte­ri­ore inter­ven­to del­la pro­tezione civile provin­ciale che, coor­di­na­ta dall’ingegner Arman­do Loren­zi­ni, è inter­venu­ta ver­so le 21,30 con il grup­po di Castel­n­uo­vo del Gar­da. I volon­tari, con mol­ta disponi­bil­ità, han­no lavo­ra­to fino intorno alla mez­zan­otte per la posa in acqua di sal­s­ic­ciot­ti in mate­ri­ale spe­cial­iz­za­to nell’assorbire idro­car­buri e oli».La piattafor­ma invece non ave­va gaso­lio a bor­do, come pre­cisa la squadra nau­ti­ca dei di Tor­ri: «Si trat­ta di una chi­at­ta esente da idro­car­buri e car­bu­ran­ti, con un sis­tema idrauli­co di pompe sig­illa­to, a pres­sione. Men­tre la gru ha un ser­ba­toio da 15 litri che però era ormai vuo­to». Il sin­da­co, , ringrazia quan­ti sono inter­venu­ti: «La vicen­da è sta­ta risol­ta con maes­tria; l’escavatore, che era la cosa che pote­va creare grossi prob­le­mi, è sta­to trat­to a riva subito dopo l’arrivo dei mezzi eccezion­ali. Infat­ti pri­ma si era ten­ta­to con delle gru nor­mali, ma queste non rius­ci­vano a soll­e­vare il peso dell’escavatore, così si è dovu­ti aspettare l’arrivo del grosso mez­zo da Tren­to. Ringrazio quin­di le forze dell’ordine, i vig­ili del fuo­co e la pro­tezione civile di Tor­ri, che sono sta­ti tut­ti puntuali».Forse però la pun­tu­al­ità non è sta­ta l’aspetto prin­ci­pale, con­sid­er­a­to che la chi­at­ta ha inizia­to ad affon­dare nel­la notte tra lunedì e mart­edì ed i pri­mi inter­ven­ti sono avvenu­ti nel tar­do pomerig­gio di mart­edì. «Questo per­ché», spie­ga Ten­ca, «subito non si è avu­to la percezione del­la por­ta­ta del prob­le­ma. Poi la piattafor­ma ha inizia­to ad affon­dare sem­pre più, così intorno alle 15 abbi­amo aller­ta­to vig­ili del fuo­co e pro­tezione civile». La dit­ta che sta svol­gen­do i lavori del pon­tile è la Brai­do Sub di Tren­to e la chi­at­ta e l’escavatore era­no a noleg­gio dal­la dit­ta Coges srl di Bagho­lo San Vito, in provin­cia di Mantova.