Bagno di folla a Solferino per il Capo dello Stato Il Presidente, sui luoghi della battaglia, lancia un appello agli italiani

Ciampi: un tricolore in ogni casa

05/11/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

MANTOVA. Il pres­i­dente del­la Repub­bli­ca Car­lo Azeglio Ciampi ha vis­i­ta­to ieri Solferi­no e San Mar­ti­no del­la Battaglia per cel­e­brare, nei luoghi stori­ci del Risorg­i­men­to, la gior­na­ta del­l’u­nità nazionale e il 140º anniver­sario del­l’indipen­den­za ital­iana. E a San Mar­ti­no, nel bres­ciano, dove ha tenu­to il dis­cor­so uffi­ciale trasmes­so in diret­ta tele­vi­si­va, ha riv­olto un acco­ra­to appel­lo agli ital­iani: «In ogni famiglia ci sia un tri­col­ore, ves­sil­lo di una lib­ertà con­quis­ta­ta da un popo­lo che si riconosce uni­to nei prin­cipi di fratel­lan­za, uguaglian­za e gius­tizia».——————————————————————————– SAN MARTINO DELLA BATTAGLIA. Sven­toli il Tri­col­ore in ogni famiglia «per tes­ti­mo­ni­are i sen­ti­men­ti che ci unis­cono, fin dai giorni del Risorg­i­men­to». E’ l’ap­pel­lo che il pres­i­dente del­la Repub­bli­ca Car­lo Azeglio Ciampi ha riv­olto ieri agli ital­iani dal di San Mar­ti­no, nel giorno del­l’u­nità nazionale cadu­to, quest’an­no, nel 140º anniver­sario del­l’indipen­den­za ital­iana. E pro­prio per questo il Capo del­lo Sta­to ha volu­to cel­e­brare la ricor­ren­za nelle terre lom­barde dove fu com­bat­tuta «una delle battaglie che han­no fonda­to la Nazione e dai cui orrori è nata la Croce Rossa».Ciampi ha par­la­to in diret­ta Tv per 10 minu­ti, davan­ti al museo del­la battaglia. «Gli ide­ali del Risorg­i­men­to han­no trova­to real­iz­zazione piena nel­la Cos­ti­tuzione repub­bli­cana» ha sot­to­lin­eato con forza. La gente ha applau­di­to quan­do Ciampi, citan­do la pri­ma parte del­la Cos­ti­tuzione dove sono inser­i­ti «i dirit­ti fon­da­men­tali del­la per­sona e del cit­tadi­no», ha det­to: «Non è un caso che i padri cos­tituen­ti», come sim­bo­lo dei val­ori fon­da­men­tali su cui si basa la Repub­bli­ca, abbiano indi­ca­to «all’ar­ti­co­lo 12, il tri­col­ore». Che non è «sem­plice inseg­na di Sta­to» ha pun­tu­al­iz­za­to, ma il «ves­sil­lo di una lib­ertà con­quis­ta­ta da un popo­lo che si riconosce uni­to nei prin­cipi di fratel­lan­za, di uguaglian­za e di gius­tizia». Di qui l’in­vi­to ad adop­erasi «per­chè in ogni famiglia, in ogni casa ci sia un tri­col­ore». Il pen­siero del pres­i­dente è anda­to al «fiore del­la gioven­tù piemon­tese, raf­forza­ta da tante par­ti d’I­talia, che si immolò per la lib­ertà e l’indipen­den­za ital­iana, insieme a migli­a­ia di sol­dati france­si». Tra Solferi­no e San Mar­ti­no morirono anche migli­a­ia di aus­triaci, «gli avver­sari di allo­ra coi quali oggi abbi­amo isti­tuzioni comu­ni»; e pro­prio per questo Ciampi, a Solferi­no, poco pri­ma ave­va reso omag­gio anche al sacrario degli aus­tro-ungari­ci. Ha ricorda­to i tan­ti gio­vani che han­no com­bat­tut­to per l’I­talia uni­ta e la lib­ertà; ha cita­to i Mar­tiri di Belfiore, gon­fian­do il cuore dei man­to­vani già al lavoro per le cel­e­brazioni del 150º anniver­sario, in pro­gram­ma nel 2002, e che potreb­bero cul­minare con la visi­ta del capo del­lo Sta­to. «Anche mio non­no mater­no partì volon­tario, gio­vanis­si­mo, in quel­l’e­serci­to piemon­tese» ha ricorda­to, citan­do i tan­ti patri­oti «cor­ag­giosi e mai vio­len­ti per­chè ave­vano ide­ali»; e «se il movi­men­to per la lib­ertà ital­iana non fu mai nazion­al­is­ti­co, la ragione va ricer­ca­ta nel bagaglio cul­tur­ale e morale di quei gio­vani, tan­ti stu­den­ti uni­ver­si­tari», ali­men­ta­to da scrit­tori e pen­satori come Fos­co­lo, Leop­ar­di, Man­zoni, Guer­razzi, Pel­li­co e Cat­ta­neo. Ciampi ha elo­gia­to anche la classe diri­gente di allo­ra, «ones­ta e dis­in­teras­sa­ta»: «La Patria nacque pri­ma nei loro cuori che sui campi di battaglia e in par­la­men­to». Ha con­clu­so esor­tan­do i ragazzi d’og­gi a stu­di­are «le sto­rie del­la gioven­tù d’al­lo­ra» e ricor­dan­do l’eu­ropeis­mo del­l’I­talia, «uno dei trat­ti più speci­fi­ci del nos­tro Risorg­i­men­to». Non per nul­la «il nos­tro inno nazionale ricor­da la lot­ta per la lib­ertà del popo­lo polacco».ONOMASTICOGli auguri­di Pina e Lal­laIl pres­i­dente del­l’As­so­ci­azione San Mar­ti­no e Solferi­no, Fon­dri­eschi, dal pal­co ave­va augu­ra­to a Ciampi buon ono­mas­ti­co, nel giorno di San Car­lo. Un gesto ripetu­to da due sorelle di Desen­zano, Pina e Lal­la, venute per ved­er­lo con nipoti­no al segui­to. Sono, infat­ti, rius­cite ad atti­rare l’at­ten­zione di Ciampi, dopo il suo dis­cor­so, escla­man­do «Auguri, pres­i­dente!». Ciampi è anda­to ver­so di loro ed ha stret­to la mano ad entrambe. Quan­do il capo del­lo Sta­to ha las­ci­a­to San Mar­ti­no per Ghe­di, dal cui aero­por­to mil­itare ha fat­to rien­tro a Roma, le due sorelle sta­vano anco­ra tele­fo­nan­do ai par­en­ti a casa: «E’ anda­ta benissimo!».

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