Il presidente a Solferino e San Martino: recuperare i valori del Risorgimento

Ciampi: «Un Tricolore in ogni famiglia».

Di Luca Delpozzo
Marzio Breda

Car­lo Azeglio Ciampi rac­con­ta sem­pre che quan­do vede sven­to­lare la bandiera o sente suonare l’inno di Mameli, gli «tre­mano le gambe». E spie­ga che la sua azione di ped­a­gogia civile pun­ta, un pas­so dopo l’altro, a rian­i­mare del­lo stes­so orgoglio patri­ot­ti­co tut­ti gli ital­iani, trop­po incli­ni alla depres­sione per man­can­za di autosti­ma. Ora imprime un nuo­vo scat­to a ques­ta polit­i­ca del­la memo­ria. Con un appel­lo che, per il can­dore e lo slan­cio, va ben oltre la fun­zione d’ufficio: «Adope­ri­amo­ci per­ché in ogni famiglia, in ogni casa ci sia un tri­col­ore per tes­ti­mo­ni­are i sen­ti­men­ti che ci unis­cono, fin dai giorni del Risorg­i­men­to». Sono parole che ricor­dano quelle pro­nun­ci­ate anni fa da Lucia Mas­sarot­to, la veneziana che sfidò i raduni padani espo­nen­do appun­to il ves­sil­lo nazionale come una sor­ta di anti­do­to davan­ti alle inseg­ne del car­roc­cio, riceven­done in cam­bio aspre invet­tive. Sta­vol­ta davan­ti al capo del­lo Sta­to non c’è l’ombra di una con­tes­tazione, a Solferi­no e San Mar­ti­no, e dunque nel medes­i­mo Nord che sog­na­va di «lib­er­ar­si». Solo la curiosa assen­za dei leghisti (man­cano sia quel­li assur­ti a incar­ichi di gov­er­no, come il min­istro Bossi e il capogrup­po alla Cam­era Cè, e man­cano pure i peones locali), rimar­ca­ta come un «affron­to» dall’Ulivo. E c’è poi qualche edu­ca­to cartel­lo del «Gar­da Social Forum», che insiste per il «no alle guerre», e allude ovvi­a­mente all’Afghanistan. Quin­di: tut­ti, o qua­si, d’accordo sug­li onori alla Patria, nel 140° anniver­sario dell’indipendenza. E d’accordo anche nel recu­pero dei val­ori, a par­tire da quel­li del Risorg­i­men­to che pro­prio nel­la battaglia com­bat­tuta qui seg­nò l’inizio del­la deca­den­za per l’impero asbur­gi­co dell’Austria. Ciampi ripen­sa ai gio­vani di allo­ra, vis­i­tan­do il sacrario, e nel trac­cia­rne l’identikit mostra una nos­tal­gia che sem­bra un richi­amo a rifare nos­tra la ques­tione morale. Dice infat­ti che «furono una classe diri­gente ones­ta, dis­in­ter­es­sa­ta, dif­fusa in ogni cit­tà, paese, regione d’Italia». In più, aggiunge, era­no «uomi­ni con sto­rie e prove­nien­ze diverse», «pieni di pas­sione». E «tan­ti era­no stu­den­ti gui­dati dai loro pro­fes­sori», con un bagaglio cul­tur­ale che attinge­va a gente come Alfieri, Fos­co­lo, Leop­ar­di Man­zoni, Pel­li­co, Cat­ta­neo. Nomi che il pres­i­dente cita assieme a quel­li di D’Azeglio, Cavour, Garibal­di, Ric­a­s­oli, Vit­to­rio Emanuele: padri del­la patria che ha sen­ti­to evo­care spes­so in famiglia, per­ché ispi­rarono la scelta di un suo non­no mater­no, «che partì volon­tario, gio­vanis­si­mo, in quell’esercito piemon­tese». Da quel movi­men­to per la lib­ertà ital­iana, «che non fu mai gret­ta­mente nazion­al­is­ti­co», nac­quero gli ide­ali «che han­no trova­to piena real­iz­zazione nel­la Cos­ti­tuzione repub­bli­cana». Sì, pro­prio la Car­ta del 1948, che «ha inser­i­to i dirit­ti fon­da­men­tali del­la per­sona e del cit­tadi­no quale fon­da­men­to giuridi­co del­la “res pub­li­ca”…». «La pri­ma parte del­la Cos­ti­tuzione», sil­l­a­ba il capo del­lo Sta­to con il tono di chi lan­cia un moni­to, «è la definizione stes­sa di Repub­bli­ca, di un bene comune, di tut­ti e di cias­cuno». Una sen­ten­za che, accop­pi­a­ta all’invito a risco­prire il tri­col­ore come sim­bo­lo di una «lib­ertà con­quis­ta­ta da un popo­lo che si sente uni­to», suona alla stregua di una pietra tombale sulle velleità di ritoc­care, cor­reg­gere e riscri­vere quel testo anche nel­la sua pri­ma parte. Ricor­date? Fino a pochi anni fa pro­prio i leghisti, assieme ad altri aspi­ran­ti «ingeg­neri isti­tuzion­ali» del Polo, ne parla­vano con grande dis­in­voltura, prop­ug­nan­do una Cos­tituente. Insom­ma: oggi il retropen­siero di Ciampi pare sot­tin­ten­dere che il risana­men­to morale del Paese può pas­sare attra­ver­so qual­si­asi «revi­sione», tranne quella.