Larino chiama il paese del lago Arriva un camion di solidarietà

Cibo, vestiario e materiali didattici per i terremotati

17/12/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Lazise

Lar­i­no chia­ma Lazise. Un col­lega­men­to fra le popo­lazioni ter­re­mo­tate del Molise con Lazise e il movi­men­ta­to ed atti­vo grup­po dei ris­tora­tori lacisien­si. L’altro ieri pro­prio a Lar­i­no, nel­la chiesa par­roc­chiale del­la zona ter­re­mo­ta­ta, è avvenu­ta la con­seg­na dei mate­ri­ali rac­colti a Lazise. Attori il pres­i­dente dell’associazione ris­tora­tori Sante Pasquali ed il par­ro­co di Lar­i­no don Anto­nio. Con la comu­nità di Lar­i­no è sta­ta quin­di pre­sente, in maniera tan­gi­bile e diret­ta, anche la comu­nità di Lazise e di Pas­tren­go, attra­ver­so Sante Pasquali­ni e Ser­gio Bertol­di ed alcu­ni volon­tari degli del­la del bas­so lago. Sono state con­seg­nate cop­erte, scia­rpe, guan­ti, calze, abbiglia­men­to inti­mo, giac­coni, scarpe, mate­ri­ale didat­ti­co, pan­no­li­ni, pas­ta, ali­men­ti in scat­o­la ed altro mate­ri­ale non deperi­bile. A ques­ta inizia­ti­va pro­mossa dall’associazione ris­tora­tori Lazise han­no ader­i­to, oltre agli alpi­ni, l’, la San Mar­ti­no in Calle, l’associazione alber­ga­tori, i campeg­gia­tori, Calze­do­nia, il calza­tu­rifi­cio Olip, Corsi­ni srl, Mar­tinel­li con­fezioni di San­drà, un’anonima sig­no­ra del­la stes­sa local­ità, Nuo­va Gupra ed altri pri­vati. Han­no ader­i­to all’iniziativa anche i ris­tora­tori e la par­roc­chia di Pas­tren­go. «L’idea è scat­ta­ta dal­la nobiltà d’animo di Fer­ri Maria Tere­sa, conosci­u­ta da tut­ti come Sonia, ris­tora­trice di Lazise per offrire una set­ti­mana di pasti cal­di» spie­ga il pres­i­dente dell’associazione ris­tora­tori Sante Pasquali­ni in quel­la ter­ra mar­to­ri­a­ta dal ter­re­mo­to. Tut­to in stret­ta col­lab­o­razione con la Pro­tezione civile di Verona. «Vis­to che l’emergenza pasti» con­tin­ua Pasquali­ni «è ces­sa­ta, abbi­amo cre­du­to oppor­tuno avviare una inizia­ti­va di rac­col­ta di mate­ri­ali nec­es­sari al sos­ten­ta­men­to di quel­la gente. E noi abbi­amo volu­to che i nos­tri sforzi fos­sero tan­gi­bili e diret­ti, ovvero con­seg­nare il mate­ri­ale diret­ta­mente. Abbi­amo con­tat­ta­to il par­ro­co e ci siamo subito mes­si in moto». «Non abbi­amo avu­to alcu­na dif­fi­coltà a rac­cogliere i mate­ri­ali di pri­ma neces­sità» spie­ga anco­ra Pasquali­ni «per­ché la gen­erosità del­la nos­tra gente è grande ed imme­di­a­ta. E pro­prio per questo abbi­amo volu­to essere pre­sen­ti in pri­ma per­sona a Lar­i­no, per un gesto vivo di uman­ità e di fratellanza».

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