Questa sera al via la tradizionale manifestazione

Comincia la Festa dell’Anitra Capolaterra ritorna all’antico

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Di Luca Delpozzo
Enrico Dugoni

La «Fes­ta dell’Anitra», tradizionale man­i­fes­tazione popo­lare desen­zanese, sta per aprire i bat­ten­ti gra­zie al lavoro costante degli ottan­ta volon­tari dell’oratorio di Cap­o­later­ra, cap­i­ta­nati da Flavio Falap­pi, che si sono impeg­nati per alle­stire al meglio la grande fes­ta. Si inizia oggi e si va avan­ti fino a domeni­ca in piaz­za Garibal­di a Desen­zano, in occa­sione del­la ricor­ren­za di San Gio­vani, ed è orga­niz­za­ta dal­la par­roc­chia di S. Giuseppe Lavo­ra­tore con il patrocinio del Comune, asses­so­ra­to al Tur­is­mo. Per quel­la che è da sem­pre la più gen­uina man­i­fes­tazione popo­lare del quartiere «alto» di Desen­zano, saran­no tre giorni inten­si di alle­gria, con musi­ca, sport, giochi di soci­età, cul­tura, con­cer­ti, dove gli abi­tan­ti di Cap­o­later­ra si ritro­ver­an­no a fare fes­ta uni­ti a molti tur­isti. Le ser­ate saran­no alli­etate da uno stand gas­tro­nom­i­co che offre il meglio del­la cuci­na nos­trana, dal­lo spiedo alle grigli­ate miste, pri­mi piat­ti, polen­ta e gor­gonzo­la, tut­to annaf­fi­a­to con del buon di casa nos­tra: , Lugana e . Il pro­gram­ma: stasera alle 20.30 brin­disi di aper­tu­ra. Alle 21 con­cer­to del­la Ban­da cit­tad­i­na. Domani alle 21 bal­lo lis­cio in piaz­za; nel cor­so del­la gior­na­ta saran­no di sce­na il 5° tor­neo di Cal­cet­to «M. Man­frin» ed il 4° tor­neo di Boc­ce. Sarà allesti­to uno spazio con giochi per ragazzi ed è sta­ta orga­niz­za­ta anche un’estemporanea di pit­tura per bam­bi­ni. Domeni­ca è pre­vista la finale dei tornei sportivi e dei giochi per ragazzi, alle 21.30 con­cer­to clas­si­co degli allievi del­la Scuo­la di Gavar­do. Per chi anco­ra non lo sa, è oppor­tuno cogliere l’occasione per ricor­dare che la Fes­ta dell’Anatra trae orig­ine da un fat­to accadu­to nel 1800. Era usan­za che i mez­zadri delle cam­pagne offris­sero ai loro padroni con­tribu­ti in natu­ra. Nar­ra la tradizione che, un giorno, un con­tadi­no di Vac­caro­lo che sta­va por­tan­do la più bel­la ana­tra al padrone, decise di ribel­lar­si. Le tagliò le zampe e le legò alla maniglia del por­tone padronale, ripor­tan­dola a casa. L’atto restò impuni­to e l’anno dopo su tut­ti i por­toni padronali com­parvero zampe d’anatra. A metà dell’800 e fino al sec­o­lo scor­so, del resto, attorno a piaz­za Garibal­di era tut­ta cam­pagna e si tene­va un mer­ca­to di bes­ti­ame. Tra i pla­tani e i pali che delin­ea­vano la piaz­za, con le corde si crea­vano recin­ti per il bestiame.

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