Incontro interregionale convocato d’urgenza dopo l’ulteriore riduzione del deflusso dalla diga di Salionze

Commissione del Senatoal capezzale del lago

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Men­tre il lago è ai min­i­mi stori­ci e pro­prio l’altro ieri la diga di Salionze è sta­ta ulte­ri­or­mente «chiusa», arri­va da Roma sul Gar­da la Com­mis­sione ambi­ente del Sen­a­to, che oggi alle 18,30 sarà in munici­pio a Peschiera dopo aver effet­tua­to, alle 17,45, un sopral­lu­o­go alla diga «nell’ambito dell’indagine conosc­i­ti­va sul bilan­cio com­p­lessi­vo del baci­no Po, per appro­fondire in modo par­ti­co­lare la situ­azione del Garda».La comu­ni­cazione è arriva­ta ieri mat­ti­na, «urgente tramite fax», dal­la Prefet­tura di Verona, Uffi­cio del Gov­er­no, ed è sta­ta spedi­ta al sin­da­co che, dal 2001 al 2006, è sta­to mem­bro del­la stes­sa. La mis­si­va, siglata dal prefet­to Italia For­tu­nati, è sta­ta spedi­ta anche ai rispet­tivi diret­tori delle Autorità inter­re­gion­ali dei fiu­mi Po’ di Par­ma e Man­to­va e al respon­s­abile manovra­tore del­la Diga di Salionze, rego­la­tore del liv­el­lo del Gar­da, che ieri era 8 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co di Peschiera.Il sopral­lu­o­go, in un momen­to di forte caren­za idri­ca, è sta­to sol­lecita­to da tut­ti i sin­daci del­la Riv­iera degli Olivi, ma già Chin­car­i­ni in pas­sato ave­va por­ta­to all’attenzione del Gov­er­no la ques­tione dell’ «ambi­ente- Gar­da». Inoltre, a fine giug­no a Pon­ti sul Min­cio, ave­va caldeg­gia­to la fir­ma di una con­ven­zione tra le province di Bres­cia, Man­to­va, Verona e il suo Comune per una ges­tione inte­gra­ta del­la risor­sa idri­ca «che potesse riqual­i­fi­care e risanare il sis­tema Gar­da-Min­cio, con­trol­lare la depu­razione, i liv­el­li del lago e per­me­t­tere anche di pulire sponde del lago e dra­gare por­ti», ricorda.Spiega il sin­da­co: «Negli anni scor­si si era inizia­to uno stu­dio sul­la caren­za idri­ca nel Gar­da. Spero che questo incon­tro sul pos­to pos­sa servire a ripren­der­lo seri­amente», dice il sin­da­co, aus­pi­can­do che il con­fron­to abbia ris­volti imme­diati e con­creti: «A pre­scindere dal cli­ma che cam­bia, mi aspet­to che la riu­nione ser­va a far capire a tut­ti i pre­sen­ti che, non poten­do noi mutare gli even­ti nat­u­rali, è l’uomo a dover cam­biare i suoi comportamenti».Nel caso del Gar­da e dei suoi liv­el­li idri­ci «i prob­le­mi non esiste­vano pri­ma degli anni Cinquan­ta, quan­do fu costru­i­ta la diga di Salionze (per il deflus­so d’acqua dal Gar­da al Min­cio)». Con­tin­ua: «Com­pren­do le ragioni dell’Enel e le esi­gen­ze dell’agricoltura e dei con­sorzi irrigui, ma l’ecosistema Gar­da deve vivere in modo nat­u­rale. E noi dob­bi­amo lavo­rare, garan­tire spi­agge pulite che invogli­no i tur­isti a fer­mar­si a Peschiera; e la deve pot­er garan­tire il servizio sen­za intoppi».Chincarini con­tin­ua: «Fino a trent’anni fa era lo Sta­to, tramite il Genio Civile, a effet­tuare il dra­gag­gio», dice. «Da quan­do vi ha rin­un­ci­a­to il lavoro non è più sta­to fat­to, ma è fon­da­men­tale dato che i liv­el­li dipen­dono anche dal­la gran quan­tità di sab­bia e fan­go deposi­tatisi sul fon­do». E con­tin­ua: «Chiedi­amo che siano fat­te serie con­sid­er­azioni sui modi di ges­tione del­la diga e di pot­er pro­cedere al dra­gag­gio dei por­ti, come in Lom­bar­dia, dove l’Agenzia regionale per l’Ambiente con­sente alla Regione di oper­are in modo più efficiente».[FIRMA]

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