Il direttore del Poma illustra il piano e i tagli per l'Alto mantovano

Confermata la chiusura di ostetricia

Di Luca Delpozzo
Marilena Russo

Giovedì sera si è tenu­to l’in­con­tro volu­to dal sin­da­co, nel quale il dot­tor Colom­bo ha spie­ga­to i risul­tati del­l’anal­isi fat­ta sul­la situ­azione del­l’azien­da ospedaliera Poma e le pro­poste per il suo risana­men­to. La perdi­ta men­sile di 10 mil­iar­di, impone di ripen­sare il mod­el­lo orga­niz­za­ti­vo e di cen­tral­iz­zare il con­trol­lo sul­la spe­sa con l’is­ti­tuzione dei dipartimenti.L’analisi ha evi­den­zi­a­to che attual­mente gli ospedali sono gui­dati dal­la strut­tura del­l’of­fer­ta: i sei ospedali han­no oggi le quat­tro spe­cial­iz­zazioni di base (med­i­c­i­na, chirur­gia, orto­pe­dia, gine­colo­gia-oste­tri­cia), che non sono in gra­do di rispon­dere alla muta­ta doman­da di cura, che deve invece guidare la rior­ga­niz­zazione. Per il dot­tor Colom­bo, man­can­do le con­dizioni per­ché gli ospedali diventi­no cen­tri di eccel­len­za in gra­do di esaurire l’in­tero ambito delle prestazioni san­i­tarie, l’u­ni­ca pos­si­bil­ità per non ved­er­li trasfor­mati in res­i­den­ze socio-assis­ten­ziali è tentare di recu­per­ar­li attra­ver­so una spe­cial­iz­zazione all’in­ter­no del mod­el­lo dipar­ti­men­tale, che garan­tis­ca con­dizioni di sicurez­za e qual­ità del­la prestazione. Per l’Al­to Man­to­vano, ciò si tra­duce nel­la pro­pos­ta di chi­ud­ere il pun­to nascite di Cas­tiglione, poten­zian­do quel­lo di Aso­la, e di trasferire al S. Pel­le­gri­no l’or­to­pe­dia, data la pre­sen­za in questo ospedale del­la rian­i­mazione e di una radi­olo­gia attrez­za­ta per la riso­nan­za magnetica.Il tut­to con un inves­ti­men­to di cir­ca 25 mil­iar­di nei due ospedali. Le moti­vazioni che han­no fat­to propen­dere per man­tenere in vita il pun­to nascite di Aso­la sono state spie­gate dal dot­tor Colom­bo: «A guidare le scelte sono da una parte le leg­gi in vig­ore, che impedis­cono di man­tenere un pun­to nascite che effet­tua meno di 500 par­ti l’an­no, ed è questo il caso di Cas­tiglione; dal­l’al­tro il fat­to che comunque, anche venen­do a man­care l’oste­tri­cia al S. Pel­le­gri­no, la doman­da locale può essere sod­dis­fat­ta dal­l’Ospedale di Desen­zano. Per Vol­ta Man­to­vana è pro­pos­ta una sper­i­men­tazione di ges­tione mista pub­bli­co-pri­va­to: l’o­bi­et­ti­vo, attra­ver­so un inves­ti­men­to di 8 mil­iar­di, è di accen­tu­are la sua vocazione riabil­i­ta­ti­va, man­te­nen­do però, data la pre­sen­za di sale oper­a­to­rie, la chirur­gia diurna.