Die perle am Gardasee: immagini del lago di Garda negli anni venti

11/03/2016 in Attualità, Mostre
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Di Luigi Del Pozzo

Lago di Gar­da, anni Ven­ti. Un anon­i­mo tur­ista tedesco com­pie un viag­gio sul Gar­da e ne ripor­ta un del­i­ca­to rac­con­to in un breve film pri­va­to, che si fa, a qua­si un sec­o­lo di dis­tan­za, doc­u­men­to stori­co. Il tur­ista imprezio­sisce il suo rac­con­to filmi­co con note bian­co su nero, in pieno stile del cin­e­ma muto di quegli anni. Riva del Gar­da, «Die Per­le am Gar­dasee», è descrit­ta con min­uzia di par­ti­co­lari.

Parte dalle sug­ges­tioni evo­cate dal­l’omon­i­mo fil­ma­to, per dipa­nar­si lun­go un per­cor­so fotografi­co attra­ver­so le prin­ci­pali local­ità del lago di Gar­da, la mostra Die Per­le am Gar­dasee. Immag­i­ni del lago di Gar­da negli anni Ven­ti, con la quale il MAG pros­egue il suo pluri­en­nale prog­et­to espos­i­ti­vo ded­i­ca­to alla stor­i­ca del pae­sag­gio garde­sano.

Nel video Riva — Die Per­le am Gar­dasee (sec­on­da metà anni Ven­ti, 35mm, 6′) si scorge una Riva cura­ta, affol­la­ta. Si intu­isce il fer­men­to del­la ricostruzione, palese nel­lo sca­vo che porterà, pochi anni dopo, alla costru­izione dell’imponente Cen­trale del Ponale. Alcu­ni del­i­cati pas­sag­gi fan­no sor­rid­ere lo spet­ta­tore: la peri­colosa ver­ti­cale di un bam­bi­no su un para­pet­to, il bim­bo che si mette in posa davan­ti alla fan­fara per far­si ripren­dere. Tor­bole, descrit­ta come «vil­lag­gio di pesca­tori», appare come un grup­po di case affac­ciate sul lago, con barche in costruzione e lavandaie al lavoro, inter­rotte dall’anonimo autore che fa notare loro la pre­sen­za di una macchi­na da pre­sa.

Le immag­i­ni esposte sono invece una serie di foto­car­to­line del­la Dit­ta A. Pan­di­ni di G. De Lucia di Bres­cia, di pro­pri­età, così come il fil­ma­to, del collezion­ista rivano Umber­to Tor­boli. Atti­va tra 1920 e 1935, la dit­ta pro­dusse e dif­fuse numerose car­to­line del Gar­da e del bres­ciano. Fotografi famosi, tra i quali il rivano Sil­vio Pozzi­ni di cui due opere sono in mostra (rispet­ti­va­mente la n. 634, Lago di Gar­da — e la n. 167, Lago di Gar­da — Riva — Panora­ma), vendet­tero i pro­pri lavori per la pro­duzione di car­to­line alla dit­ta Pan­di­ni.

Alcune di queste immag­i­ni han­no il sapore tipi­co del­la ricer­ca pae­sag­gis­ti­ca dei vedutisti otto­cen­teschi, degli stes­si dip­in­ti cui le prime fotografie di pae­sag­gio si ispi­rarono. Altre, invece, rompono palese­mente con ques­ta tradizione, pre­sen­tan­do scor­ci più con­tem­po­ranei e tal­vol­ta inusu­ali: i tavoli­ni di un ris­torante, un piroscafo attrac­ca­to che fa scen­dere i passeg­geri, la lin­gua di ter­ra di Sirmione che si insin­ua ver­so il lago, com­ple­ta­mente spoglia di edi­fi­ci.

Le immag­i­ni coprono un las­so di tem­po che incor­ni­cia gli anni Ven­ti: dall’epoca prece­dente alle architet­ture di Gian­car­lo Maroni in una Riva del Gar­da da ricostru­ire, fino alle gran­di infra­strut­ture stradali dei pri­mi anni Trenta. Emerge da questi scat­ti un pae­sag­gio – anche urbano – carat­ter­iz­za­to dal­la volon­tà di rin­no­va­men­to, dal­la tim­i­da ripresa eco­nom­i­ca e tur­is­ti­ca, da un con­testo infra­strut­turale in rapi­do cam­bi­a­men­to.

La mostra è corre­da­ta da un cat­a­l­o­go che include immag­i­ni e sug­ges­tioni e con­tiene un dvd con il fil­ma­to  Riva — Die Per­le am Gar­dasee, in ven­di­ta nei book­shop del MAG.

 

 

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