La Provincia vuole migliorare la qualità e la quantità della fauna ittica: primo passo è la ristrutturazione dell’incubatoio

Diventerà la culla dei nuovi carpioni

29/09/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Eugenio Cipriani

L’acquisto di una motovedet­ta, l’incremento del servizio di vig­i­lan­za e la mes­sa in fun­zione dell’incubatoio di sono i tre nuovi ele­men­ti por­tan­ti dell’attività di tutela del­la fau­na itti­ca del Gar­da oper­a­to dall’assessorato all’ecologia ed all’ambiente. «Sul piano squisi­ta­mente tec­ni­co», ha spie­ga­to l’assessore Camil­lo Pilati , «il nos­tro inten­to è di ampli­are e miglio­rare rispet­ti­va­mente quan­tità e qual­ità dei ripopo­la­men­ti itti­ci nel Gar­da con mate­ri­ale autoctono prove­niente da cep­pi locali, con un occhio par­ti­co­lare di riguar­do per il . Cer­ta­mente ci sarà bisog­no di un inves­ti­men­to con­sid­erev­ole di denaro per ottenere questo scopo e, par­al­le­la­mente, occor­rerà atten­dere qualche tem­po, dici­amo almeno un paio di anni, per vedere risul­tati con­creti. Ma l’impegno c’è e la volon­tà di portare a com­pi­men­to il prog­et­to, anche. Ed è pro­prio in vista del recu­pero e dell’incremento soprat­tut­to del car­pi­one, specie pre­sente al mon­do uni­ca­mente nel Gar­da, che la Provin­cia ha acquis­ta­to l’impianto ittio­geni­co di Bar­dolino, inizial­mente di pro­pri­età dell’Esav e poi di Vene­to Agri­coltura. «In esso l’Amministrazione provin­ciale», spie­ga l’ittiologo del­la Provin­cia Ivano Con­for­ti­ni, «a par­tire dal prossi­mo anno effettuerà la pro­duzione di avan­not­ti e novel­lame delle specie carat­ter­is­tiche del e, nel­lo stes­so tem­po, effettuerà esper­i­men­ti ripro­dut­tivi nei con­fron­ti soprat­tut­to del car­pi­one e del­la tro­ta lacus­tre, entrambe specie in forte rar­efazione. Non ver­ran­no tut­tavia trascu­rate anche altre specie impor­tan­ti, quali il luc­cio e il pesce per­si­co, specie per­al­tro molto apprez­zate dai pesca­tori pro­fes­sion­isti e, nat­u­ral­mente, dai buongus­tai». L’intera pro­duzione sarà des­ti­na­ta nat­u­ral­mente al ripopo­la­men­to del lago di Gar­da, attual­mente effet­tua­to con mate­ri­ale acquis­ta­to da ditte pri­vate. Per il rag­giung­i­men­to di tali obi­et­tivi si dovrà anz­i­tut­to pro­cedere alla ristrut­turazione dell’immobile e alla costruzione ex-novo dell’incubatoio (impianto idrauli­co, vasche, etc…) e del lab­o­ra­to­rio. La ges­tione sarà a cari­co dell’Amministrazione, nei modi che ver­ran­no defin­i­ti in tem­pi bre­vi, men­tre per l’attività di ricer­ca, gli esper­ti riten­gono che potrà essere con­ve­niente riv­ol­ger­si a strut­ture pub­bliche spe­cial­iz­zate, quali le , fer­mo restando comunque il coor­di­na­men­to da parte del­la provin­cia. Sem­pre per la ges­tione, inoltre, la Provin­cia non esclude even­tu­ali con­ven­zioni con enti pri­vati comunque dep­u­tati alla ricer­ca. «La strut­tura, inoltre», ha sot­to­lin­eato l’assessore Pilati , «potrà acquisire una fun­zione didat­ti­co-cul­tur­ale ipo­tiz­zan­do mag­a­ri inizial­mente per un giorno alla set­ti­mana. Ma non è tut­to: si potrà poi des­tinare un locale dell’impianto quale ritro­vo per la piani­fi­cazione dell’attività del­la vig­i­lan­za e, per­ché no, lo stes­so potrà anche rap­p­re­sentare un pun­to di rifer­i­men­to infor­ma­ti­vo per quan­ti, pesca­tori e non, sono oggi costret­ti a recar­si pres­so gli uffi­ci di Verona». Insom­ma, le idee sull’utilizzo dell’impianto sono numerose. Si trat­ta di capire anz­i­tut­to quali sono quelle imme­di­ata­mente real­iz­z­abili e quali invece quelle che neces­si­tano di una scan­sione nel tem­po. Ma a rispon­dere a ques­ta doman­da uno stu­dio di fat­tibil­ità, già in atto, offrirà presto tut­ti gli ele­men­ti, anche quel­li eco­nomi­ci, su cui lavo­rare. Euge­nio Cipriani