Nel mirino il progetto per la costruzione di una darsena privata. Soprintendenza contro i lavori, il Comune: «Tutto regolare»

E’ battaglia al Belvedere

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Di Luca Delpozzo
m.to.

Ad essere sod­dis­fat­ti del­l’e­si­to del­la vicen­da del­la darse­na pri­va­ta in costruzione nel­la local­ità Belvedere, nei parag­gi del por­to dema­niale Tor­chio di Maner­ba, saran­no sicu­ra­mente gli ambi­en­tal­isti che fan­no capo al Comi­ta­to par­co delle colline moreniche che, gius­to una set­ti­mana fa, ave­vano lan­ci­a­to da Desen­zano un gri­do d’al­larme «sul peri­co­lo di nuove costruzioni por­tu­ali e del pro­gres­si­vo sban­ca­men­to del litorale garde­sano». È dei giorni scor­si, infat­ti, la notizia sec­on­do la quale la Soprint­en­den­za ai beni artis­ti­ci ed ambi­en­tali ha inoltra­to ai di Maner­ba una denun­cia per pre­sun­ta vio­lazione edilizia con l’ipote­si di un dan­no ambi­en­tale nei con­fron­ti del­la soci­età «Edilquat­tro» di Maner­ba che ha real­iz­za­to per con­to del cantiere e rimes­sag­gio nau­ti­co «Rol­li Sport» una darse­na da 15 posti bar­ca, in un pun­to dove si trovano alcu­ni campeg­gi. La zona è di pre­gio ambi­en­tale indis­cutibile, poco sposta­ta si tro­va l’Iso­la dei Conigli. Come pri­mo obi­et­ti­vo la Soprint­en­den­za pun­ta al seque­stro caute­lare del cantiere. La battaglia ingag­gia­ta dal­l’organo min­is­te­ri­ale per bloc­care la costruzione risale ad un anno fa ed ora ha reg­is­tra­to un sig­ni­fica­ti­vo riconosci­men­to, meglio dire un suc­ces­so. Il Con­siglio di Sta­to ha infat­ti accolto le sue ragioni annul­lan­do l’au­tor­iz­zazione ed altri atti con­ces­sori rilas­ciati a suo tem­po dal Comune di Maner­ba e da altri uffi­ci pub­bli­ci, rib­al­tan­do l’iniziale deci­sione pre­sa dal Tar di Bres­cia che era sta­ta favorev­ole alla «Edilquat­tro». Nel tem­po inter­cor­so tra l’or­di­nan­za di sospen­sione e la sen­ten­za del Con­siglio di Sta­to il cantiere non si è fer­ma­to. A far muo­vere la Soprint­en­den­za sarebbe sta­ta la ripresa dei lavori che non sarebbe sta­ta gius­ti­fi­ca­ta dal­la «mes­sa in sicurez­za», come sosten­gono i costrut­tori. «Invece — repli­ca il sin­da­co — il Comune è asso­lu­ta­mente a pos­to. Non appe­na abbi­amo appre­so del­la sen­ten­za del Con­siglio di Sta­to abbi­amo emes­so un’or­di­nan­za di sospen­sione dei lavori, e l’Edilquat­tro vi ha adem­pi­u­to. I lavori cui si riferisce la soprint­en­den­za non sono altro che un canale per lo sco­lo d’ac­qua al fine di evitare la putre­fazione del­la zona: l’ac­qua stag­nante dove­va insom­ma avere uno sfo­go. Altro che pros­e­cuzione di lavori… Poi, va osser­va­to che l’im­pre­sa ha seg­nala­to cor­ret­ta­mente questo lavoro». L’au­torità giudiziaria, intan­to, sta proce­den­do all’indagine, il Comune ha mes­so a dis­po­sizione dei Cara­binieri tut­to il carteg­gio. Inoltre, quan­do venne pre­sen­ta­ta la doman­da del­la «Rol­li Sport» di con­ces­sione del­l’area dema­niale la Con­feren­za dei Servizi l’ac­colse sen­za obiezioni con l’ec­cezione del­la Soprint­en­den­za che ravvisò uno sban­ca­men­to di roc­cia, un dan­no alla spi­ag­gia nat­u­rale, una costruzione por­tuale di «forte impat­to ambientale».

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