Le critiche di Forza Italia al documento

«È un Piano regolatore senza idee per il futuro»

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

«Questo piano rego­la­tore, tenu­to nascos­to qua­si fos­se il ter­zo mis­tero di Fati­ma, una vol­ta sve­la­to non con­vince, non si intravvede attra­ver­so la sua anal­isi un prog­et­to di cit­tà proi­et­ta­ta nel futuro: è un piano povero di idee, min­i­mal­ista». E’ il duro com­men­to di Tom­ma­so Gia­rdi­no, espo­nente desen­zanese di Forza Italia e anche «di quel­la parte del­la CdL non rap­p­re­sen­ta­ta in con­siglio comu­nale», sul Prg adot­ta­to mart­edì scor­so. Gia­rdi­no, nel­la sua lun­ga e puntigliosa relazione, sostiene che «la giun­ta di cen­trosin­is­tra ha scel­to di riem­pire i pochi lot­ti liberi esisten­ti nel ter­ri­to­rio in maniera pun­tiforme come se Desen­zano fos­se una cit­tà affet­ta da mor­bil­lo e, anche se da un pun­to di vista del­la prog­et­tazione urban­is­ti­ca, è risul­ta­to essere un otti­mo eser­cizio pro­fes­sion­ale, di fat­to questo si tra­duce in una visione asfit­ti­ca del ter­ri­to­rio a causa dell’incapacità polit­i­ca di pro­durre idee nuove». Insom­ma, per il por­tav­oce del­la CdL, «è un Piano rego­la­tore che sicu­ra­mente non sod­dis­fa le ambizioni di una cit­tà che aspi­ra ad essere la cap­i­tale del Gar­da, sen­za idee che pos­sano com­portare una rior­ga­niz­zazione urban­is­ti­ca ed un’armonica cuci­tu­ra di Desen­zano alle sue frazioni». Gia­rdi­no si chiede, inoltre, «come mai non siano sta­ti fat­ti sforzi od avvi­ate inizia­tive atte a con­tenere i costi edilizi ormai divenu­ti insosteni­bili per evitare l’emorragia di gio­vani cop­pie ver­so altre local­ità e la cresci­ta delle sec­onde case». Analoghe osser­vazioni ven­gono mosse anche «sulle aree arti­gianali delle quali il nuo­vo piano prevede un net­to incre­men­to sen­za, forse, uno stu­dio di mer­ca­to». E anco­ra, «questo Piano non prevede aree di espan­sione per l’insediamento di nuovi alberghi se non la con­fer­ma di quel­li esisten­ti, quin­di sarà pos­si­bile edi­fi­care in alcune aree per­iferiche poco appet­tibili e con una super­fi­cie ridot­ta che non può con­sen­tire la real­iz­zazione di strut­ture ricettive ed annesse infra­strut­ture atte a sod­dis­fare le esi­gen­ze di un tur­is­mo di qual­ità». Tom­ma­so Gia­rdi­no teme insom­ma che «il set­tore pos­sa venire oltre modo penal­iz­za­to, infat­ti gli alberghi esisten­ti sono già sot­to­posti a vin­coli per i quali è pres­soc­chè imprat­i­ca­bile real­iz­zare migliorìe». Altra crit­i­ca riguar­da «il pas­sag­gio da alberghiero a res­i­den­ziale di alcune aree come quel­la dietro l’hotel Berta o dell’ex Deo­dara di Riv­oltel­la che vede 1760 mc del­la sua esten­sione trasfor­mati in res­i­den­ziale o anco­ra come l’ex Vil­la del Sole, dove sparisce il ricetti­vo con una situ­azione anco­ra con­fusa». Restando nel set­tore abi­ta­ti­vo, il rap­p­re­sen­tante di Forza Italia si dichiara per­p­lesso sull’individuazione del piano inse­dia­ti­vo a ridos­so del­la fer­rovia «che creerà dis­a­gi ed inquina­men­to acus­ti­co per via del futuro pas­sag­gio di numerosi treni e per una car­ente .