El Guera” in un libro e per beneficenza

Di Sergio Bazerla

Peschiera. “El Guera” una vita di battaglie è il tito­lo del libro che rac­con­ta una intera esisten­za di Guer­ri­no Salan­di­ni, classe 1942, spas­ti­co, ma con un cor­ag­gio da super­leone. Ed il libro è fres­chissi­mo di stam­pa, real­iz­za­to da Zetadue srl per inizia­ti­va e cura del Comi­ta­to del Capi­tel di Cav­al­caselle.

Ed a scri­vere per El Guera è sta­to un ami­co di lun­ga data, Francesco Gia­r­di­na, ex diri­gente ban­car­io, da anni volon­tario pres­so la Nos­tra Casa di San Benedet­to di Lugana dove El Guera ha la sua sec­on­da casa, ovvero con gli ami­ci di Don Bruno Pozzetti ci vive, opera, lavo­ra e per­ché no tiene anche ” ban­co”: Per capir­ci fa l’in­trat­ten­i­tore.

E’ sta­to bel­lis­si­mo, anzi stu­pen­da­mente mer­av­iglioso  scri­vere sot­to det­tatu­ra de El Guera — spie­ga Francesco Gia­r­di­na- in quan­to mi sono sen­ti­to un Ghost writer. Per dirla in ital­iano una sor­ta di scrit­tore fan­tas­ma.”

Guer­ri­no Salan­di­ni, per tut­ti El Guera, è nato nel lon­tano 1942, in piena guer­ra mon­di­ale, in un soleg­gia­to luglio, in quel di Pon­ti sul Min­cio, poco dis­tante da Peschiera ma nel­la provin­cia man­to­vana.  La madre ben presto si accorge che qualche cosa non va nel bam­bi­no. Dopo dieci mesi la sen­ten­za: spas­ti­co da trau­ma da par­to. Era infat­ti venu­to alla luce con l’aiu­to del forcipe.

Da qui inizia la sto­ria duris­si­ma e trag­i­ca di Guer­ri­no che fra ospedali, inter­ven­ti chirur­gi­ci, ci pas­sa tut­ta la fan­ci­ullez­za e la giovinez­za. Ma non mol­la mai. Va perfi­no alla visi­ta di leva dove alcu­ni cre­de­vano che El Guera sim­u­lasse la sua tremen­da malat­tia. Ma la trage­dia pù grande si abbat­te su di lui a ven­ti anni. Era novem­bre del 1962 quan­do  partì per il Cot­tolen­go. Divenne il “cartel­li­na­to” numero 105. Perse ogni iden­tità. “Per for­tu­na sen­za tat­u­ag­gio — sot­to­lin­ea con dis­gus­to Salan­di­ni — per­ché ero diven­ta­to un numero! Pazzesco! Ed a ques­ta situ­azione non mi vol­li mai adattare.”

che anco­ra frul­lano nel­la tes­ta e che rat­tris­tano El Guera, fuor di misura.

Ma un giorni, a metà anni 60,a Salan­di­ni viene offer­to un lavoro. Impazz­i­va dal­la gioia, scrive nel suo libro. In una impre­sa di erogazione di gaso­lio.  L’avven­tu­ra dura fino al 1978 quan­do la schiena inizia a dare brut­ti seg­nali. Ma la vita de El Guera non si fer­ma , come con­tin­ua a ver­gare nelle pagine del suo libro rosso di ricor­di e di vita vis­su­ta. Nel 1979 conosce Don Bruno Pozzetti, reduce da una forte espe­rien­za mis­sion­ar­ia a Teresina , in Brasile. Don Bruno fa subito ami­cizia e con l’ausilio di Luca Mazzi, assis­tente sociale, cer­ca di orga­niz­zare una asso­ci­azione per i meno for­tu­nati. E l’ot­to gen­naio 1982 nasce l’as­so­ci­azione La Nos­tra Casa con El Guera che rico­pre la car­i­ca di vicepres­i­dente. “la sfor­tu­na mi ha sem­pre segui­to — sog­giunge Guer­ri­no — ma io non ho mai chi­na­to il capo. Ho sem­pre cer­ca­to di rea­gire e di essere uomo, il più pos­si­bile nor­male. Ho fat­to nuo­to, ho gio­ca­to alle boc­ce, non ne par­liamo delle carte. Ho avu­to anche qualche bel­la ami­cizia fem­minile. Non ho mai volu­to essere ” poveri­no”, ma un essere umano nor­male con qualche pic­co­la dif­fi­coltà. Il mio non è un roman­zo e nem­meno un rac­con­to, sono ricor­di pre­sen­ti, cer­cati, emer­si chi­ac­chieran­do. Una vita da spas­ti­co rac­con­ta­ta con grin­ta. Quel­lo si.”

I fon­di rac­colti dal­la ven­di­ta del libro di Guer­ri­no saran­no tut­ti des­ti­nati a La Nos­tra Casa.

Ser­gio Baz­er­la