Dopo la sentenza del Tar il sindaco precisa

Elena: «Assistenza ai disabili Noi facciamo già il possibile»

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Di Luca Delpozzo
Elisabetta Nicoli

Si chia­ma «Casa del Sole», diverse famiglie dell’area garde­sana la conoscono bene e apprez­zano il suo servizio, volto al recu­pero e al poten­zi­a­men­to di capac­ità e atti­tu­di­ni da parte dei gio­vanis­si­mi por­ta­tori di hand­i­cap. Pec­ca­to che questo cen­tro diurno così vali­do, che pun­ta allo svilup­po armon­i­co del­la per­son­al­ità sec­on­do i cri­teri del «meto­do glob­ale», si tro­vi a notev­ole dis­tan­za dalle case dei pic­coli uten­ti. La «Casa del Sole» ha la sua bel­la sede nel verde di Cur­ta­tone, in provin­cia di Man­to­va. Pur di avvaler­si del suo servizio educa­ti­vo, le famiglie affrontano il dis­a­gio dei trasporti e alcu­ni Comu­ni si fan­no cari­co dei rel­a­tivi costi. Non si trat­ta di cifre lievi, se il ragaz­zo abi­ta a Ser­le o Toscolano. Oltre alla tar­if­fa del pul­mi­no che attende al mat­ti­no i suoi gio­vani cli­en­ti a Lona­to, sul­la base di una con­ven­zione tra Comu­ni, bisogna cal­co­lare anche la spe­sa e il dis­a­gio del viag­gio da casa al luo­go di ritro­vo. I risul­tati ottenu­ti sot­to il pro­fi­lo educa­ti­vo inducono comunque le famiglie ad affrontare il prob­le­ma del­la dis­tan­za. «Mi dicono che mia figlia pote­va finire le scuole qui a Ser­le, che c’è il Cen­tro socio-educa­ti­vo, ma la Casa del Sole mi sem­bra­va più adat­ta — dice ad esem­pio la sig­no­ra Marisa Benedet­ti Cav­agna -: so che mia figlia ha delle capac­ità, vole­vo dar­le qual­cosa di più per­chè potesse esprimer­si e là ho trova­to un ambi­ente eccezionale. Da Ser­le a Lona­to la por­ti­amo a nos­tre spese, per il pul­mi­no il Comune ha antic­i­pa­to 5 mil­ioni e 800 mila lire, ma adesso ci chiede un rim­bor­so. Noi abbi­amo l’assegno di accom­pa­g­na­men­to, ma le spese sono tante». Una recente sen­ten­za del Tar di Bres­cia si rifà alle numerose dis­po­sizioni di legge in mate­ria di assis­ten­za sco­las­ti­ca per gli alun­ni dis­abili. «È indub­bia la pre­sen­za, nell’ambito dell’ordinamento, di un prin­ci­pio di ordine gen­erale che tende ad assi­cu­rare a tut­ti i sogget­ti por­ta­tori di hand­i­cap l’eliminazione di ogni imped­i­men­to al rag­giung­i­men­to di un liv­el­lo di vita e di inser­i­men­to sociale sod­dis­facente, in gra­do di atten­uare le dif­fi­coltà insite nel­la par­ti­co­lare con­dizione in cui si trovano le per­sone dis­abili», si dice al riguar­do. Il servizio di trasporto gra­tu­ito da casa a scuo­la è esplici­ta­mente pre­vis­to sia dal­la legge 118 del ’71, sia dal­la legge 104 del ’92, sia dal­la legge 31 dell’80. Se per il bilan­cio del Comune la spe­sa è trop­po onerosa, l’Amministrazione pub­bli­ca dovrà pre­sentare il caso alla Regione e sarà ques­ta a val­utare l’opportunità di un con­trib­u­to stra­or­di­nario. Così si è espres­so di recente il Tar su un ricor­so pre­sen­ta­to dal­la sig­no­ra Luisa Val­tor­ta che ha la res­i­den­za nel Comune di Toscolano. La «Casa del Sole», con­ven­zion­a­ta con l’Asl di Bres­cia, è apprez­za­ta anche dagli oper­a­tori socio-san­i­tari del nos­tro ter­ri­to­rio. «Il viag­gio è fati­coso, ma quan­do i nos­tri ragazzi arrivano lì otten­gono gran­di miglio­ra­men­ti, abbi­amo vis­to risul­tati incred­i­bili», dice la sig­no­ra Val­tor­ta che insieme ad altri gen­i­tori ha cre­ato l’associazione «Con noi e dopo di noi». Un modo per ridurre costi e fatiche del viag­gio ci sarebbe: «Sti­amo lot­tan­do per avere una sezione stac­ca­ta fra Lona­to e Desen­zano e per­chè i nos­tri ragazzi pos­sano con­tin­uare ad essere segui­ti con lo stes­so meto­do anche dopo i 18 anni: sono queste le sfide per il futuro». Per il pre­sente però restano casi come quel­lo del­la famiglia di Ser­le, che si tro­va ad affrontare un peso di non poco con­to, per il pri­mo anno di fre­quen­za alla «Casa del Sole». Solo per gli anni suc­ces­sivi, il Comune si è impeg­na­to a coprire la spe­sa di trasporto. «La Regione non ha mai rispos­to» Il Comune dove­va atti­var­si «al fine di pre­dis­porre le mis­ure più oppor­tune per risol­vere le dif­fi­coltà», dice la sen­ten­za del Tar riguar­do al servizio di trasporto di un pic­co­lo dis­abile da Toscolano alla «Casa del Sole». Atti­var­si vol­e­va dire in questo caso chia­mare in causa la Regione, per­chè la richi­es­ta anda­va al di là delle risorse di bilan­cio. Ma «alla Regione una richi­es­ta di con­tribu­ti era già sta­ta avan­za­ta nel ’98 e non ha mai rispos­to», dice il sin­da­co Pao­lo Ele­na che, entran­do in car­i­ca nel dicem­bre di quell’anno dopo la vit­to­ria elet­torale del­la lista civi­ca, si è trova­to ad ered­itare la ges­tione del­la verten­za aper­ta nel ’95 dal­la sig­no­ra Luisa Val­tor­ta nei con­fron­ti dell’Amministrazione allo­ra in car­i­ca. «Più volte il Comune ha dis­pos­to delle sovven­zioni e ripetu­ta­mente abbi­amo chiesto, così come si fa abit­ual­mente, che fos­se doc­u­men­ta­ta la situ­azione eco­nom­i­ca e pat­ri­mo­ni­ale. Ques­ta doc­u­men­tazione non è mai per­venu­ta. Con un’ordinanza del 18 giug­no ’99, il Tar ave­va del resto respin­to la richi­es­ta di sospen­sione del provved­i­men­to di diniego del trasporto sco­las­ti­co». I prob­le­mi di bilan­cio mes­si avan­ti dal­la prece­dente Ammin­is­trazione val­go­no anche per gli ammin­is­tra­tori odierni: «Mi sarei com­por­ta­to allo stes­so modo di chi mi ha pre­ce­du­to — dice il sin­da­co Ele­na -. Non cer­to per una posizione pre­con­cetta, ma per­chè bisogna provvedere alle numerose esi­gen­ze del­la comu­nità. Per i servizi in cam­po sociale il Comune spende più di un mil­iar­do: rim­bor­si­amo i tick­et sulle med­i­cine, ridu­ci­amo l’Ici sul­la pri­ma casa, assi­cu­ri­amo il doposcuo­la a 6 mila lire al mese. Abbi­amo deciso di aumentare gli inter­ven­ti a favore del cen­tro di Mader­no, abbi­amo incor­ag­gia­to l’apertura di un com­p­lesso per il sog­giorno degli hand­i­cap­pati nell’ex hotel Bris­tol a cura dell’Istituto di Sospiro. Anche nei con­fron­ti di questo caso il Comune ha dimostra­to la sua buona fede asseg­nan­do con­tribu­ti, ma sem­pre si chiede una com­parte­ci­pazione ai costi in base al 740: lo si fa per gli asili come per i ricov­eri: ogni caso è diverso».

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