Il sindaco di Toscolano Maderno avverte: non permetterà più l’uso della strada alternativa. Faustini (Comunità montana) scrive al ministro: «Situazione drammatica»

Elena, ultimatum per la «Gardesana»

24/11/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

La «Garde­sana» ha l’aria di essere un pugile alle corde, al quale non sono più con­sen­ti­ti errori. Dopo la frana di lunedì, infat­ti, una soluzione per il tran­si­to dei veicoli fra Toscolano e Gargnano era sta­ta trova­ta con la devi­azione ver­so Ceci­na o Gaino, da dove è pos­si­bile pros­eguire in direzione del golf, uscen­do a Bogli­a­co. Ebbene, dovesse ver­i­fi­car­si un’analo­ga situ­azione, ques­ta soluzione non sarà più prat­i­ca­bile. Lo ha comu­ni­ca­to, ieri, il sin­da­co di Toscolano Mader­no, Pao­lo Ele­na, annun­cian­do provved­i­men­ti sec­on­do i quali le vie Golf, Ceci­na e Gaino non potran­no più essere con­sid­er­ate «come alter­na­tive alla Garde­sana, come è accadu­to nel­la gior­na­ta di mart­edì». In caso di inter­ruzione del­la statale, «la da Bogli­a­co ver­so Toscolano attra­ver­so via Golf, Ceci­na e Gaino ver­rà con­sen­ti­ta ai soli res­i­den­ti nelle frazioni stesse». Le moti­vazioni? «Garan­tire l’in­co­lu­mità dei res­i­den­ti ed evitare, come suc­ces­so, dan­ni a strade non in gra­do di sop­portare mas­s­ic­ci flus­si veico­lari». Un ulti­ma­tum, quel­lo di Ele­na, un invi­to a trovare una soluzione in fret­ta. La stra­da, nel frat­tem­po, è sta­ta intera­mente ria­per­ta. Ma res­ta la minac­cia. Nem­meno Bruno Faus­ti­ni, pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana Par­co alto Gar­da, è ten­ero. Ha scrit­to a Ner­io Nesi, min­istro dei Lavori pub­bli­ci, a Rober­to Formigo­ni, pres­i­dente del­la Regione e ad Alber­to Cav­al­li, pres­i­dente del­la Provin­cia, definen­do «dram­mat­i­ca» la situ­azione del­la via­bil­ità altog­a­rde­sana, al pun­to che «ogni inizia­ti­va appare essere comunque in grave ritar­do». Tre le direzioni da seguire, a com­in­cia­re da inter­ven­ti strut­turali per met­tere in sicurez­za la stra­da. Serve una legge del Par­la­men­to «che non avrà un cos­to infe­ri­ore ai 500–600 mil­iar­di». Neces­si­ta quin­di «raf­forzare e col­le­gare tutte quelle vie interne che rap­p­re­sen­tano una alter­na­ti­va capace di non iso­lare com­ple­ta­mente le popo­lazioni garde­sane: Bogli­a­co-Ceci­na-Toscolano, Gar­done-Morgna­ga-Bar­bara­no, Limone-Tremo­sine, Tremo­sine-Tig­nale». Infine, in con­sid­er­azione di ral­len­ta­men­ti, code, inquina­men­to nei pae­si a lago, è nec­es­sario prevedere che la Garde­sana «nel rispet­to del suo trac­cia­to orig­i­nario, pos­sa scor­rere per alcu­ni trat­ti inter­ra­ta, in cor­rispon­den­za dei cen­tri abi­tati». Un mes­sag­gio Faus­ti­ni lo ind­i­riz­za anche ai par­la­men­tari bres­ciani, per­ché si fac­ciano cari­co di una pro­pos­ta di legge che preve­da una spe­sa di 50 mil­iar­di all’an­no, quale rata per pagare un mutuo di 600 mil­iar­di: la cifra nec­es­saria per risol­vere il prob­le­ma-Garde­sana. Il dub­bio di Faus­ti­ni è che sia «l’e­si­gu­i­tà del­la popo­lazione res­i­dente nel ter­ri­to­rio del­l’Al­to Gar­da bres­ciano il moti­vo che ha, ad oggi, fre­na­to ogni inizia­ti­va polit­i­ca». La let­tera segue la pre­sa di posizione di altri ammin­is­tra­tori locali e oper­a­tori eco­nomi­ci. Se ne trae, in com­p­lesso, la sen­sazione di una Garde­sana dis­as­tra­ta e qua­si dimen­ti­ca­ta, di cui le recen­ti frane paiono solo la più recente tes­ti­mo­ni­an­za. Aumen­ta, nel frat­tem­po, il numero di chi chiede mis­ure strut­turali e defin­i­tive, smet­ten­do di ricor­rere a pal­lia­tivi. È parere dif­fu­so, infat­ti, che i rime­di ordi­nari — comunque cos­tosi — risulti­no provvi­den­ziali per tam­ponare l’e­si­gen­za del momen­to, rin­vian­do però la soluzione com­p­lessi­va del prob­le­ma, specie nel trat­to di 28 chilometri da Gargnano a Riva, aper­to al traf­fi­co nel 1931, quan­do l’in­cro­cia­r­si di due vet­ture cos­ti­tu­i­va un even­to. Le frane di questi giorni han­no ripor­ta­to il prob­le­ma in pri­mo piano, ma si trat­ta di un tema ormai ricor­rente. Nel feb­braio ’99 l’en­nes­i­ma frana ave­va iso­la­to Limone dal Trenti­no. Lo smot­ta­men­to, in quel caso, ave­va provo­ca­to anche una vit­ti­ma. Ma l’emergenza è ormai quo­tid­i­ana: bas­ta un tem­po­rale a far pre­cip­itare ter­ric­cio e pietrame sul­la stra­da, con le solite riper­cus­sioni sul traf­fi­co e le ormai rit­u­ali proteste di com­mer­cianti e alber­ga­tori. Quin­di, pas­sa­ta la crisi e sis­temati alcu­ni cos­tosi rime­di (para­mas­si, reti di pro­tezione, qualche trat­to in tun­nel) il prob­le­ma viene dimen­ti­ca­to. Fino alla suc­ces­si­va emer­gen­za. Nel frat­tem­po, ieri sono pros­e­gui­ti i lavori nei tre cantieri attivi sul­la «Garde­sana». Tra Toscolano e Bogli­a­co l’opera di puli­tu­ra è ormai com­ple­ta­ta, anche se l’Anas, per sicurez­za, ha col­lo­ca­to dei cartel­li che invi­tano all’at­ten­zione. A For­bisi­cle pros­eguono i lavori già pro­gram­mati di dis­gag­gio e bonifi­ca del­la parete. L’o­rario di chiusura va dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 16.30. Lavori anche a sud di Limone, con i roc­cia­tori impeg­nati a sten­dere reti e teli di pro­tezione a 150 metri di altez­za sul­la stra­da. Sono indis­pens­abili per non muo­vere e provo­care la con­seguente cadu­ta del ghi­aione soprastante.

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