Arco e Riva mettono in bilancio 400 milioni e lanciano un sos a Trento

Elettrodotto interrato? Sì, a tutti i costi

03/02/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
cad.

Pas­so deci­si­vo per l’in­ter­ra­men­to del­l’elet­trodot­to da 132 KW tra la cen­trale del Ponale e la cab­i­na di trasfor­mazione del Cre­tac­cio, vici­no a S.Giorgio. Le ammin­is­trazioni comu­nali di Arco e Riva han­no inser­i­to nel loro bilan­cio di pre­vi­sione del cor­rente anno i costi (attorno a 400 mil­ioni a tes­ta) per la posa dei cavi elet­tri­ci. Non tut­to l’im­por­to, ma la «som­ma aggiun­ti­va» per la posa dei cavi sot­ter­ranei rispet­to ai pre­ven­tivi del­l’Enel rel­a­tivi ai cavi aerei. Per abbat­tere ancor di più la spe­sa, i lavori avver­ran­no con­tem­po­ranea­mente agli immi­nen­ti lavori del­la cir­con­va­l­lazione ovest bena­cense. La futu­ra stra­da par­tirà all’im­boc­co del­la , accan­to alla cen­trale, per pas­sare per il Varone, Ceole, via S.Andrea e finire in via S.Caterina. Da qui gli scavi pros­eguiran­no fino al Cre­tac­cio lun­go i viot­toli di cam­pagna. L’inizia­ti­va ver­rà illus­tra­ta mart­edì pomerig­gio in Provin­cia dai due sin­daci, Mal­ossi­ni e Verone­si, agli asses­sori Pin­ter e Berasi ed ai diri­gen­ti del set­tore. Vi sarà anche l’asses­sore arcense all’am­bi­ente Miori che è sta­to uno dei prin­ci­pali pro­mo­tori del prog­et­to per elim­inare defin­i­ti­va­mente rischi con­sis­ten­ti per la salute dai campi elet­tro­mag­neti­ci emes­si dal megaelet­trodot­to. Dal­l’in­con­tro gli ammin­is­tra­tori arcensi e rivani atten­dono risposte con­crete, ossia la certez­za di ottenere un sostanzioso con­trib­u­to e, pos­si­bil­mente, l’in­tero rim­bor­so mul­ti­m­il­ionario del­la spe­sa. Se andrà buca, i due comu­ni non demor­der­an­no. Si faran­no cari­co dei lavori d’in­ter­ra­men­to dei cavi ritenu­ti indis­pens­abili per la sal­va­guardia ambi­en­tale. Sono cer­ti di avere l’u­nanime con­sen­so del­la gente.

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