Sarà gettato a nord della Casa Rossa il materiale di scavo del tunnel in Gardesana

Fatta: avremo un lungolago figlio del disagio

25/02/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

L’asses­sore provin­ciale Casagran­da ha dato l’okay «politi­co» con una tele­fona­ta al sin­da­co Cesare Mal­ossi­ni. Domani quest’ul­ti­mo si incon­tr­erà con gli ingeg­neri De Col e Bor­tolot­ti per met­tere a pun­to i det­tagli. Ma è fat­ta: se dal tun­nel in Garde­sana, di cui si inizia sem­pre domani lo sca­vo, uscirà mate­ri­ale suf­fi­ciente, il lun­go­la­go D’An­nun­zio, da anni ridot­to ad una stret­ta passeg­gia­ta di sec­on­daria impor­tan­za, dovrebbe diventare un litorale «strate­gi­co», più largo di una deci­na di metri, quin­di adat­to a prog­et­ti vari di val­oriz­zazione tur­is­ti­ca (gia­r­di­ni, passeg­gia­ta, parcheg­gi, pic­cole strut­ture di servizio). L’im­por­tante è che si sia deciso che il mate­ri­ale sca­v­a­to nel tun­nel finis­ca pro­prio dove vol­e­va il Comune.Con ques­ta soluzione, infat­ti, l’am­min­is­trazione rivana coglie i due clas­si­ci pic­cioni con una fava. Da una parte si toglie la rogna (e scusate se è poco) di avere per quat­tro mesi 50 camion al giorno che attra­ver­sano la cit­tà in anda­ta e ritorno (ques­ta è la sti­ma del mate­ri­ale prel­e­va­to dal­la pan­cia del­la mon­tagna). Dal­l’al­tra si prepara una piattafor­ma di ter­ra lun­ga almeno un centi­naio di metri su cui inve­stire (e Mat­teot­ti ha oppor­tu­na­mente già mes­so in bilan­cio 500 mil­ioni, even­tual­mente da rimpin­guare) per dis­eg­nare ex novo un trat­to di cos­ta che dopo la costruzione del­la Cen­trale (anni Trenta) era inesora­bil­mente scadu­to dal pun­to di vista del­l’at­trat­ti­va tur­is­ti­ca. Nat­u­ra­mente il Comune non si sta muoven­do alla cieca. I rilievi con l’e­coscan­daglio dei vig­ili del fuo­co (fat­ti in set­ti­mana) e le mappe del­l’ingeg­n­er Luciano Rigat­ti (che anche come sub è esper­to di quei fon­dali) han­no per­me­s­so di sta­bilire che la parte da coprire ha una pro­fon­dità mas­si­ma di 28 metri. Uno zoc­co­lo, dunque, sun­terà sicu­ra­mente dal­l’ac­qua del lago, che non potrà inghiot­tir­si tut­to il mate­ri­ale. Anche le imp­rese Colli­ni e Oberosler, impeg­nate con lo sca­vo del­la gal­le­ria, han­no dato il loro assen­so all’­op­er­azione. Quin­di, nei prossi­mi giorni (dopo l’ul­ti­mo deci­si­vo esame del mate­ri­ale: ma è cer­to che si trat­ta di dolo­mia, eco­logi­ca­mente otti­ma) i pri­mi scarichi di camion dovreb­bero iniziare a par­tire, grosso modo, dal­la Casa Rossa, dove sarà rica­va­ta un’ altra «area di cantiere».