Fonte Tavina: una bellissima storia di impresa. Un’eccellenza bresciana fatta di coraggio e di passione

02/08/2017 in Attualità
Di Luigi Del Pozzo

Con la pre­sen­za di , pres­i­dente Asso­ci­azione Indus­tri­ali bres­ciani, Ad ed il figlio Ste­fano, han­no di fat­to, con una con­feren­za stam­pa, dato avvio al nuo­vo sta­bil­i­men­to Tavina. Una real­iz­zazione che ha vis­to Azien­da e respon­s­abili impeg­nati una deci­na di anni: 9 anni per le “tradizion­ali nazion­ali” pratiche buro­cratiche e 280 giorni lavo­ra­tivi per la real­iz­zazione del­la nuo­vis­si­ma strut­tura. 28 mil­ioni il cos­to totale del­l’in­tera realtà ed una pre­sen­za di inno­v­a­tivi sis­te­mi che mette l’azien­da di Salò, con i suoi oltre 190 mil­ioni di bottiglie/anno nei ver­ti­ci nazion­ali e fra i prin­ci­pali esporta­tori nel mon­do di acque min­er­ali ital­iane con un costante trend in cresci­ta sia di pro­duzione che di commercializzazione

L’Ac­qua Min­erale Nat­u­rale Tavina è sta­ta riconosci­u­ta ed autor­iz­za­ta dal Min­is­tero del­la salute nel 1967 ed è pre­sente sul mer­ca­to dal 1968, ma i suoi effet­ti salu­tari sono conosciu­ti dal XVI sec­o­lo come doc­u­men­ta­to dal­lo stori­co Grat­taro­lo che nel­la sua “His­to­ria del­la Riv­iera” del 1599 decanta le salu­bri acque che sgorgano copiose da un antro mer­av­iglioso delle colline moreniche che cir­con­dano Salò.

La denom­i­nazione Tavina ha orig­ine da una leggen­da di ninfe acquatiche e di antiche divinità can­ta­ta da G. Miglio nel libro “La colti­vazione degli orti” del 1564: la nin­fa Tavina era la più bel­la tra le ninfe che dimora­vano in uno dei rus­cel­li che scen­dono “dal­la col­li­na che abbrac­cia a sud il gol­fo di Salò”.

Ed anco­ra oggi l’Ac­qua Min­erale Tavina sgor­ga nat­u­rale in un ambi­ente ameno e rilas­sante, carat­ter­iz­za­to da una dif­fusa cop­er­tu­ra boschi­va e da con­dizioni ambi­en­tali che ren­dono ragione dei req­ui­si­ti di nat­u­rale purez­za delle falde.

 

Tavina viene fon­da­ta nel 1967 dal Cav. Amos Tono­li, inizian­do a pro­durre nel 1968 con bot­tiglie in vetro in casse di leg­no, impianto di 3000 bottiglie/h.

La pri­ma con­seg­na venne fat­ta in omag­gio al Pic­co­lo Cot­tolen­go Don Ori­one di Milano. Il Cav. Amos Tono­li era lega­to da ami­cizia con il San­to Lui­gi Ori­one; ami­cizia nata negli anni 30 quan­do 2 suoi fratel­li par­tirono per l’Ar­genti­na come mis­sion­ari e la restarono per 50 anni.

Nel 1970 Tavina fu tra le prime aziende ital­iane a pas­sare dalle casse in leg­no a quelle in plastica.

Nel 1985 è tra le prime tre aziende ital­iane ad imbot­tigliare in bot­tiglie in PVC pro­ducen­dole diret­ta­mente in stabilimento.

Nel 1990 sos­ti­tu­isce la pro­duzione di bot­tiglie in PVC, ed istal­la un impianto di imbot­tiglia­men­to in PET (poli­etileneteref­ta­la­to) ritenu­to più ido­neo per l’ac­qua minerale.

Nel 1997 Tavina inizia le prime esportazioni ver­so la Ger­ma­nia e l’Austria.

Suc­ces­si­va­mente le ven­dite si espan­dono in altri pae­si esteri e in pochi anni la pre­sen­za di Tavina rag­giunge tut­ti e 5 i con­ti­nen­ti. Sem­pre negli anni 90 Tavina è tra le prime aziende in Italia ad intro­durre nel­la pro­pria gam­ma di prodot­ti la bot­tiglia per­son­al­iz­za­ta per ris­torazione da 0.750 mi e negli stes­si anni è la pri­ma in Italia a com­mer­cial­iz­zare la bot­tiglia da un litro a tap­po a vite e dopo poco tem­po anche la mez­zo litro. Tavina imbot­tiglia attual­mente 4 marchi diver­si riconosciu­ti dal Min­is­tero del­la Salute che sono Tavina, Lin­da, Alle­gra e Novel­la con carat­ter­is­tiche e qual­ità salien­ti diverse le una dalle altre. La Tavina è in pos­ses­so delle cer­ti­fi­cazioni sec­on­do le norme FSSC22000 (Schema inter­nazionale di cer­ti­fi­cazione per la sicurez­za agroal­i­menta­re) e Kosch­er (richi­es­ta dalle comu­nità ebraiche).0

L’area dove attual­mente opera la soci­età Tavina SPA, ver­rà ricon­ver­ti­ta in modo più con­sono e più inte­gra­to nel ter­ri­to­rio locale rispet­to all’at­tuale uti­liz­zo indus­tri­ale che, attual­mente vis­to le dimen­sioni assunte non ha più ragion d’essere in tal luo­go. Tale sito ver­rà ricon­ver­ti­to in un’area con des­ti­nazione Immo­bil­iare e nel­lo speci­fi­co è pre­vis­to un prog­et­to che com­prende una zona ded­i­ca­ta all’al­berghiero una zona ded­i­ca­ta a res­i­den­za per anziani e il restante a res­i­den­ze per prime e/o sec­onde case di qual­ità medio alta. Il tut­to inser­i­to all’in­ter­no sia di verde pri­va­to che di verde pub­bli­co (quest’ul­ti­mo per cir­ca 40.000 mt) per effet­to di una ces­sione al comune di parte del­l’area interessata.

Lo sta­bil­i­men­to è dota­to di 2 nuove linee di imbot­tiglia­men­to pet da 31.000 bottiglie/h sup­por­t­ate da un mag­a­zz­i­no auto­mati­co ver­ti­cale con capac­ità di 11.000 posti pal­lets e di una lin­ea di imbot­tiglia­men­to bot­tiglie in vetro da 45.000 bottiglie/h. Gli impianti istal­lati han­no tec­nolo­gie di nuo­vis­si­ma gen­er­azione e sono inter­con­nes­si fra loro gra­zie ad un soft­ware che con­trol­la e orga­niz­za tutte le fasi di pro­duzione, stoccag­gio del prodot­to fini­to e spedizione.

Gra­zie a tali inno­vazioni tec­no­logiche il nuo­vo sta­bil­i­men­to di Tavina Spa è sta­to real­iz­za­to appli­can­do tut­ti i prin­cipi del­l’In­dus­tria 4.0. Con tale nuo­vo sito pro­dut­ti­vo di mod­er­na con­cezione si può arrivare al rad­doppio del­la capac­ità pro­dut­ti­va attuale (cir­ca 400.000.000 bottiglie).