Siccità. Benaco al suo minimo storico: toccata la quota-limite di 15 cm sullo zero idrometrico Da oggi niente acqua al Mincio: non accadeva dal 1953

Garda a secco, chiuse le dighe

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Di Luca Delpozzo
Valentino Rodolfi

Più bas­so di così non si può: rag­giun­ta la quo­ta-lim­ite di 15 cen­timetri sul­lo zero idro­met­ri­co, da oggi a mez­zo­giorno il ver­rà «blinda­to» per impedire un ulte­ri­ore abbas­sa­men­to dei liv­el­li. Non suc­cede­va dal 1953. Per la pri­ma vol­ta dopo mez­zo sec­o­lo sarà chiusa per sic­c­ità la diga di Salionze, las­cian­do al fiume Min­cio appe­na un min­i­mo vitale di 10/15 metri cubi d’acqua al sec­on­do con­tro gli attuali 45: prati­ca­mente un rigag­no­lo, per­chè il lago ha già dato pro­prio tut­to quel­lo che pote­va. Sig­nori, si chi­ude. I tec­ni­ci del Con­sorzio del Min­cio sono ormai obbli­gati alla «chiusura delle derivazioni», una misura dras­ti­ca che era nell’aria già dall’altroieri, e che oggi ver­rà mes­sa in atto su ordine dell’Aipo, l’Azienda inter­re­gionale per il fiume Po. Per­chè la «quo­ta 15» rag­giun­ta in questi giorni è, per legge, un lim­ite inval­i­ca­bile. Ieri si era già risal­i­ti a quo­ta 16 (dopo i 15 di mart­edì), ma non bas­ta per far rien­trare l’emergenza. «Il lim­ite di 15 cen­timetri — spie­gano i tec­ni­ci del Con­sorzio — è fis­sato da una cir­co­lare del 1965 del Min­is­tero dei lavori pub­bli­ci: allo­ra venne cal­co­la­to, e il val­ore è tutt’ora vali­do, che sot­to quo­ta 15 si ver­i­fichi una situ­azione insosteni­bile per il Gar­da. Pos­sono essser­ci gravi prob­le­mi alla e ai por­ti, oltre a incon­ve­ni­en­ti esteti­ci per l’affioramento di alghe, tuba­ture fog­nar­ie som­merse, cat­tivi odori e detur­pa­men­to delle spi­agge con gravi ricadute sul tur­is­mo, set­tore chi­ave dell’economia locale. Purtrop­po il val­ore lim­ite è sta­to rag­giun­to». E’ la nav­igazione sul lago che pre­oc­cu­pa. «Già due set­ti­mane fa abbi­amo riti­ra­to dal servizio gli alis­cafi, sos­tituen­doli con cata­ma­rani — spie­ga l’ingegner Mar­cel­lo Cop­po­la, diret­tore del­la -. Per il resto tut­to rego­lare, gli attrac­chi dei bat­tel­li sono agi­bili e per ora rius­ci­amo a nav­i­gare. Ma la chiusura del­la diga del Min­cio è, almeno per noi, una buona notizia». Del resto, bas­ta passeg­gia­re sulle spi­agge del bas­so lago per vedere con­fer­mate le val­u­tazioni degli addet­ti ai lavori. Ci sono aspet­ti pit­toreschi. A Sirmione, al lido delle Bionde, il noleg­gia­tore di ped­alò ha dovu­to sospendere l’attività: le acque si sono riti­rate di 50 metri e i natan­ti sono incagliati sull’arido fon­dale roc­cioso. In fon­do alla peniso­la si arri­va a pie­di asciut­ti sulle spi­aggette delle Grotte e di pun­ta Grò: l’anno scor­so ci si anda­va con le braghe arro­to­late al ginoc­chio. A Desen­zano sono proibiti i tradizion­ali tuffi dal pon­tile Fel­trinel­li: «Acqua bas­sa, vieta­to tuf­far­si», avverte un cartel­lo col­lo­ca­to saba­to scor­so dopo che un ragaz­zo ha bat­tuto la tes­ta sul fon­dale. A poche decine di metri dal pon­tile, affio­ra la grossa con­dot­ta del­la pre­sa dell’acquedotto. Qua e là, la sec­ca ha smascher­a­to anche i tubi degli ulti­mi scarichi abu­sivi. «Fu pro­prio durante l’ultima grande sec­ca, nel 1985, che facem­mo la pri­ma map­patu­ra degli scarichi abu­sivi — ricor­da il dot­tor Ange­lo Benedet­ti, diret­tore del­la Asl di Salò -. Non fu dif­fi­cile indi­vid­uare i tubi com­par­si alla luce del sole». Ora, a propos­i­to, è spon­ta­neo doman­dare se il lago così bas­so bas­so fac­cia male alla salubrità delle acque, pro­prio in relazione agli scarichi. Stra­no ma vero, è pro­prio il con­trario. L’acqua è poca, ma al di là delle apparen­ze (fanghiglia, alghe in sec­ca) è più puli­ta che mai. Spie­ga Benedet­ti: «Meno piove, minore è il ris­chio di sver­sa­men­ti di acque reflue e fog­nar­ie nel lago. Basti pen­sare che quest’anno solo in cinque spi­agge sono insor­ti prob­le­mi di bal­ne­abil­ità, con­tro i quindi­ci casi del­la scor­sa estate, che fu molto piovosa. E’ infat­ti nel caso di for­ti tem­po­rali che entra­no in fun­zione valv­ole di sfo­go e scol­ma­tori. Ma se non piove mai, i tubi non han­no prob­le­mi di por­ta­ta e il lago viene risparmi­a­to». Sot­to con­trol­lo, per ora, anche la situ­azione delle alghe: le ultime anal­isi indi­cano un con­tenu­to di 400 mila cel­lule algali per litro d’acqua, con­tro un lim­ite di legge di 5 mil­ioni. Ma l’Asl avverte: «Le alghe pro­lif­er­a­no di nor­ma in autun­no, tra otto­bre e novem­bre. Se per quel peri­o­do il lago non sarà sal­i­to, allo­ra potrem­mo avere prob­le­mi molto seri». Molti acque­dot­ti, Desen­zano in tes­ta, pes­cano infat­ti dal lago l’acqua, che viene poi depu­ra­ta per il con­sumo domes­ti­co. Ma se si supera la con­cen­trazione di alghe, scat­tano prob­le­mi san­i­tari. Con il ris­chio di dover chi­ud­ere, dopo le dighe, anche i rubinetti.

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