La notorietà internazionale della penisola attenua i segnali di crisi

Gardone, riposano i più famosi. Sirmione confida sulle Terme

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Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Alto lago o bas­so lago, il tur­is­mo è appun­to ques­tione di alti e bassi, e il non è cer­ta­mente alta sta­gione. La situ­azione di Desen­zano fa notizia, per­ché negli scor­si anni la cit­tà di Sant’Angela si era sem­pre dis­tin­ta con i suoi alberghi aper­ti sot­to Natale. Il fat­to che quest’anno chi­u­dano qua­si tut­ti diven­ta un caso. Ma è un po’ tut­to il Gar­da ad accusare l’accentuata sta­gion­al­ità dei flus­si tur­is­ti­ci: da Sirmione a Limone pas­san­do per Salò e Gar­done Riv­iera, si incon­tra­no numerose saraci­nesche abbas­sate in un Natale che di sicuro non passerà alla sto­ria per un boom di pre­sen­ze. La con­fer­ma d’altra parte del­la pru­den­za con la quale in questo Natale gli ital­iani met­tono mano al portafoglio. A Limone , cap­i­tale indis­cus­sa del tur­is­mo garde­sano, gli alberghi aper­ti sono anche sta­vol­ta rel­a­ti­va­mente pochi: resterà chiu­so fino a mar­zo per esem­pio il Gar­de­nia, l’hotel di pro­pri­età del pres­i­dente del­la locale asso­ci­azione alber­ga­tori, Gian­fran­co Mon­tag­no­li. Chiu­so anche l’Imperial, ma è un assente gius­ti­fi­ca­to per i lavori di ristrut­turazione. «Per il resto ­ spie­gano al Gar­de­nia ­ sono aper­ti per Natale solo gli alberghi che per tradizione lavo­ra­no da sem­pre in questo peri­o­do: l’Hotel Limone, forse il Leonar­do e il Roy­al con pochi altri». Scen­den­do un po’ più a sud, gli alberghi chiusi han­no nomi alti­so­nan­ti: niente Natale per il Grand hotel di Gar­done Riv­iera e per il Grand Hotel Fasano, cioè luoghi che han­no fat­to la sto­ria del tur­is­mo del e che anco­ra oggi sono un emble­ma di qual­ità esclu­si­va; ma non nel peri­o­do natal­izio. Le cose non van­no molto diver­sa­mente a Salò , dove si con­tano molte defezioni e poche eccezioni. Resterà aper­ta fino a San­to Ste­fano la Con­ca d¹Oro, ma solo come ris­torante e non come alber­go. E soprat­tut­to, sen­za aper­tu­ra per : «Gli hotel dove si può trovare una stan­za a Salò, di ques­ta sta­gione, si con­tano sulle dita di una mano ­ spie­gano alla Con­ca d¹oro -. È impro­prio par­lare di tradizione, ma qui le cose van­no così da sem­pre». Dopo San­to Ste­fano dovrebbe riaprire l’hotel Com­mer­cio, chiu­so da un mese e mez­zo anch’esso per lavori di ristrut­turazione, andan­do a unir­si a pochi altri eser­cizi per inter­cettare i pochi tur­isti di San Sil­ve­stro. E più vici­no a Desen­zano? La pietra di paragone obbli­ga­ta è Sirmione , che a sua vol­ta quest’inverno bril­la per l’assenza qua­si totale di inizia­tive di richi­amo o di intrat­ten­i­men­to. La scommes­sa tur­is­ti­ca è sul nome e sul­la celebrità del luo­go; su cui non pochi alber­ga­tori han­no deciso comunque di puntare. «Noi siamo chiusi a Natale e aprire­mo a Capo­dan­no per accogliere grup­pi di nos­tri cli­en­ti abit­u­ali e affezionati» spie­gano all’hotel Olivi, den­tro le mura scaligere. Eppure qui in cen­tro stori­co rester­an­no aper­ti numerosi hotel, tra cui il e il Fonte Boio­la (for­ti del­la loro, offer­ta ter­male, che non conosce sta­gion­al­ità nonos­tante la crisi7 e altri anco­ra come il Flaminia, il Pace, il Serenel­la che aprirà a Capo­dan­no. Il tut­to nonos­tante l’assenza di inizia­tive, che non aiu­ta ma nem­meno dan­neg­gia chi ha tradizione e clien­tela consolidata».

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