Tra le soluzioni proposte, la realizzazione di un canale di collegamento tra l’Adige e il Mincio.
In audizione al Senato chiedono la possibilità di prelevare oltre la soglia limite

Gli agricoltori vogliono più acqua

03/03/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Pietro Gorlani

L’abbondante piog­gia cadu­ta nelle ultime 48 ore (l’equivalente di un turno irriguo) ha solo fat­to slittare l’emergenza sic­c­ità delle cam­pagne del bas­so Gar­da e del Man­to­vano, ma la situ­azione del lago di Gar­da res­ta più che critica.Il liv­el­lo del mag­giore lago ital­iano ha toc­ca­to il suo min­i­mo stori­co sta­gionale (47 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co) e l’estate si annun­cia ugual­mente crit­i­ca. Per questo i 4 con­sorzi irrigui man­to­vani che attin­gono acqua dal Min­cio in usci­ta dal lago ieri a Roma han­no chiesto alla com­mis­sione Ambi­ente del Sen­a­to mis­ure d’emergenza: innanz­i­tut­to la pos­si­bil­ità di svasare acqua dal lago fino a ‑0,5 sopra lo zero idro­met­ri­co qualo­ra a luglio per­durasse la situ­azione di siccità.Ipotesi che fa storcere il naso alla , inten­zion­a­ta a sal­va­guardare la salute del lago e il com­par­to tur­is­ti­co: «I liv­el­li di rego­lazione mas­si­mi e min­i­mi han­no ormai 40 anni e andreb­bero riv­isti — com­men­ta Pier­lu­cio Cere­sa, diret­tore gen­erale del­la comu­nità del Gar­da — poichè sono ormai notevol­mente mutate le con­dizioni ambi­en­tali, urban­is­tiche, eco­nomiche delle comu­nità rivierasche».La stes­sa comu­nità del Gar­da, per volon­tà del suo pres­i­dente Aventi­no Frau, da tem­po si è fat­ta pro­motrice per risol­vere i prob­le­mi di crisi idri­ca che da 5 anni attanagliano il lago: nel­la riu­nione di ven­erdì scor­so alla pre­sen­za degli enti locali, del­la provin­cia autono­ma di Tren­to e dei con­sorzi irrigui si era val­u­ta­ta anche l’ipotesi di ridurre ulte­ri­or­mente la por­ta­ta d’acqua del Min­cio e di un even­tuale abban­dono delle col­ture di riso (che uti­liz­zano il 25% del­la por­ta­ta) solo a fronte di una com­pen­sazione eco­nom­i­ca degli agricoltori.«Ma fon­di gov­er­na­tivi per com­pen­sare l’abbandono dell’irrigazione delle nos­tre col­ture non ci sono — spie­ga il pres­i­dente del con­sorzio del Min­cio, Mas­si­mo Loren­zi — per questo abbi­amo chiesto la misura d’emergenza di scen­dere sot­to lo zero idro­met­ri­co, fino a ‑0.5 cm. La com­mis­sione del Sen­a­to ha dato la sua disponi­biltà a val­utare seri­amente una serie di inter­ven­ti a breve e a lun­go ter­mine per miglio­rare e garan­tire l’utilizzo irrigu alle cam­pagne del bas­so Gar­da e del Man­to­vano. Per questo nelle prossime set­ti­mane effettuer­an­no un sopral­lu­o­go nelle province di Bres­cia e Mantova».I ver­ti­ci del­la Comu­nità del Gar­da, Frau e Cere­sa, ricor­dano le mis­ure già adot­tate: «Negli ulti­mi 8 mesi la por­ta­ta in usci­ta nel Min­cio è sta­ta ridot­ta al min­i­mo vitale di 15 metri cubi/secondo, ma oggi ci man­ca uguale­mente mez­zo metro di lago. Le ragioni sono facil­mente intu­ibili: inver­no e pri­mav­era sic­c­i­tosi, anticipo di un mese del­la sta­gione irigua, assen­za di neve in quo­ta e man­ca­to dis­ge­lo, mag­giore evap­o­razione del lago dovu­ta al caldo».Per questo ven­erdì scor­so la stes­sa comu­nità del Gar­da ave­va con­vo­ca­to un ver­tice per ragionare sulle pos­si­bili soluzioni a breve e a medio termine.Tra le soluzioni prospet­tate per i prossi­mi anni, appare la più dras­ti­ca (e senza’altro la meno gra­di­ta ai riv­ieraschi) si sta val­u­tan­do l’apertura del­la gal­le­ria Mori-Tor­bole (in ter­ri­to­rio trenti­no, a monte del Gar­da) per garan­tire mag­gior afflus­so di acqua al lago (lo scol­ma­tore sot­ter­ra­neo real­iz­za­to negli anni Trenta, lun­go 10 chilometri, è in gra­do di portare fino a 500 metri cubi al sec­on­do). Altra ipote­si appog­gia­ta anche dai con­sorzi irrigui è il col­lega­men­to flu­viale tra l’Adige ed il Min­cio (a valle del lago, nel ter­ri­to­rio di Valeg­gio) per con­vogliare le abbon­dan­ti portare del fiume vene­to nel cor­so d’acqua lombardo.Due prog­et­ti dis­cus­si anche ieri nel­la com­mis­sione Sen­a­to, dove i con­sorzi man­to­vani han­no richiesto ingen­ti risorse per il miglio­ra­men­to infra­strut­turale delle tec­niche irrigue: rifaci­men­to delle canaline di scor­ri­men­to ed finanzi­a­men­to dell’irriguazione a piog­gia, più cos­tosa, ma in gra­do di risparmi­are fino al 60% di acqua.

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