Grandissimo concerto di Uto Ughi a Riva del Garda

Di Luigi Del Pozzo

Oltre 700 per­sone, tra cui oltre un centi­naio era­no gio­vani musicisti, han­no segui­to un gran­dis­si­mo con­cer­to, all’auditorium del­la chiesa di San Giuseppe a Riva del Gar­da: quel­lo con cui il mae­stro , accom­pa­g­na­to da «I Filar­moni­ci di Roma», ha con­clu­so nel­la ser­a­ta di saba­to 6 set­tem­bre la pri­ma edi­zione del fes­ti­val «Note dal Gar­da». Con pezzi di asso­lu­to, stra­or­di­nario vir­tu­o­sis­mo che han­no incan­ta­to la platea, com­plice anche la buona acus­ti­ca, molto apprez­za­ta dal mae­stro.

L’obiettivo del­la «pri­ma» del nuo­vo fes­ti­val era ambizioso, dif­fi­cile, dall’esito per niente scon­ta­to; una vera e pro­pria sfi­da: creare una serie di con­cer­ti di altissi­mo liv­el­lo, con per­cor­so tem­ati­co itin­er­ante, in sug­ges­tive loca­tion del lago di Gar­da, con pro­tag­o­nista la musi­ca clas­si­ca. In un Paese in cui – è lo stes­so mae­stro Uto Ughi a dir­lo, da anni – la scuo­la non fa abbas­tan­za per creare la sen­si­bil­ità, la famil­iar­ità e il gus­to ad una delle muse più affasci­nan­ti, mis­te­riose, alte. Con il ris­chio, che sta diven­tan­do una dram­mat­i­ca realtà, del pro­gres­si­vo invec­chi­a­men­to del pub­bli­co, e prospet­tive ben poco rosee per i prossi­mi decen­ni. Un proces­so che ha cause pro­fonde, strut­turali, lega­to com’è all’evoluzione del­la soci­età con­tem­po­ranea del con­sumo e del mer­ca­to, ma che in Italia – patria del­la cul­tura e del­la musi­ca – appare come una con­trad­dizione stri­dente. Ma a Riva del Gar­da, saba­to, ad aiutare c’era un nome, Uto Ughi, che in tut­to il mon­do è una certez­za. Uno dei vio­lin­isti più accred­i­tati e amati. Così, l’auditorium del­la chiesa di San Giuseppe saba­to si è riem­pi­to oltre le più rosee pre­vi­sioni. E il mae­stro ha rip­a­ga­to il pub­bli­co con un con­cer­to di altissi­mo liv­el­lo, con­clu­so a gran­dis­si­ma richi­es­ta con un applau­di­tis­si­mo bis (la «Rid­da dei fol­let­ti» di Bazz­i­ni).

Alla tap­pa rivana del  fes­ti­val, la terza — dopo la pri­ma a Gargnano (mer­coledì 3 set­tem­bre) e la sec­on­da a Limone sul Gar­da (il giorno seguente) – il pro­gram­ma (diver­so per ognuna delle tre ser­ate) ha pro­pos­to l’aper­tu­ra con Wolf­gang Amedeus Mozart e la sin­fo­nia in la mag­giore n 29 «k 201» per Orches­tra (alle­gro, mod­er­a­to, andante min­uet­to, alle­gro con spir­i­to); a seguire Tom­ma­so Vitali e la sua ciac­cona in sol minore (la ciac­cona è una for­ma musi­cale lega­ta all’omon­i­ma dan­za cinque­cen­tesca, di orig­ine spag­no­la) e quin­di l’«Havanaise» di Camille Saint-Saëns; poi Uto Ughi e «I Filar­moni­ci di Roma» han­no ese­gui­to un’al­tra ciac­cona, quel­la di Lui­gi Boc­cheri­ni, alla quale han­no fat­to sègui­to il con­cer­to in Sol di Wolf­gang Amadeus Mozart, «Med­i­ta­tion» op. 42 n. 1 di Pyotr Ilych Tchaikovsky; e la fan­ta­sia sui temi del­la Car­men di Bizet scrit­ta dal com­pos­i­tore e grande vio­lin­ista spag­no­lo Pablo de Sarsate.

«È sta­ta una gran­dis­si­ma sod­dis­fazione – dice il sin­da­co – aver  potu­to tenere fede in modo così limpi­do al nome che la nos­tra cit­tà ha in tema di musi­ca: Riva del Gar­da è la pri­ma cit­tà del Trenti­no ad aver avu­to un nucleo di quel­lo che oggi è un rino­ma­to ; una cit­tà che ospi­ta ogni anno impor­tan­ti, pres­ti­giose man­i­fes­tazioni musi­cali, tra cui ad esem­pio Musi­ca Riva Fes­ti­val, ma anche tante altre. Una cit­tà che ama la musi­ca, e che ospi­ta tan­tis­si­mi tur­isti del Nord Europa che qui si sentono a casa anche per questo: per la cul­tura aper­ta, inter­nazionale. E per la musi­ca. Una cit­tà che nell’anno sco­las­ti­co 2015–2016 avrà una sezione di musi­ca al liceo Maf­fei, anche questo un pres­ti­gioso riconosci­men­to che fa del­la nos­tra cit­tà una pic­co­la patria musi­cale trenti­na, con il per­cor­so di stu­di com­ple­to, dalle medie fino al Con­ser­va­to­rio, ma anche dal­la Scuo­la musi­cale Alto Gar­da alle bande e ai cori. Il mae­stro Uto Ughi mi ha con­fer­ma­to di  essere sta­to molto sod­dis­fat­to dell’appuntamento di Riva del Gar­da, e di aver apprez­za­to tan­tis­si­mo non solo l’acustica dell’auditorium, comunque un ele­men­to di notev­ole rilie­vo, e spes­so un prob­le­ma di non poco con­to, ma anche la pre­sen­za di gio­vani e la loro vivac­ità. Infine un ele­men­to più ter­ra-ter­ra, ma cer­to di una sua impor­tan­za: un sim­i­le numero di pre­sen­za ci ha per­me­s­so di recu­per­are in gran­dis­si­ma parte il cos­to del­la man­i­fes­tazione».

A propos­i­to di gio­vani, il mae­stro li ha volu­ti incon­trare, come sua tradizione, in un appun­ta­men­to ded­i­ca­to del fes­ti­val; è suc­ces­so ven­erdì 5 set­tem­bre pro­prio a Riva del Gar­da, nel­la sede del Con­ser­va­to­rio, in un incon­tro in for­ma di dial­o­go – col­lo­qui­an­do con il gior­nal­ista, scrit­tore, musi­col­o­go e con­dut­tore radio­fon­i­co Arman­do Torno – volu­to per sti­mo­lare l’interesse per la musi­ca clas­si­ca. Un incon­tro al quale han­no pre­so parte cir­ca 150 per­sone, cir­ca la metà gio­vani stu­den­ti, gli altri appas­sion­ati di musi­ca e musicisti.

Va anche det­to che Uto Ughi e «I Filar­moni­ci di Roma» cos­ti­tu­is­cono un sodal­izio artis­ti­co già col­lauda­to, e cer­to capace di creare veri e pro­pri even­ti musi­cali. La nuo­va pro­pos­ta, il fes­ti­val «Note dal Gar­da», è un’inizia­ti­va del­l’as­so­ci­azione cul­tur­ale Arturo Toscani­ni di Sav­igliano, con la direzione artis­ti­ca del­lo stes­so mae­stro Uto Ughi, in col­lab­o­razione con i Comu­ni di Gargnano sul Gar­da, Limone sul Gar­da e Riva del Gar­da.