Invasione di mountain bike per la corsa della due volte campionessa olimpica Paola Pezzo. Alberghi pieni e gara trasmessa sui più importanti canali televisivi Trenta stand, centinaia di corridori, curiosi e nessun intasamento

Granfondo, manna per il lago

23/04/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Garda

Una vera e pro­pria cit­tadel­la del­la moun­tain — bike. Il cen­tro lacus­tre è sta­to inva­so domeni­ca da qua­si trem­i­la bik­ers per la terza edi­zione del­la Gran­fon­do Pao­la Pez­zo, occa­sione per vedere in riva al lago una for­ni­ta e curiosa «fiera» ded­i­ca­ta alla popo­lare bici­clet­ta. Qua­si trenta gli stand allesti­ti lun­go cor­so Regi­na Ade­laide e nel­la sec­on­daria via San Francesco dove han­no trova­to spazio i camper dei vari team.Percorso diven­ta­to nat­u­rale col­lega­men­to tra la zona di parten­za, all’estrem­ità nord del paese di fian­co al molo di attrac­co del­la , e quel­lo di arri­vo, ad inizio del cen­tro abi­ta­to prove­nen­do dal­la passeg­gia­ta che col­le­ga Bar­dolino a Gar­da. Un lun­go­la­go pre­so d’as­salto da cor­ri­dori, esper­ti del set­tore, appas­sion­ati del­la moun­tain bike ma soprat­tut­to curiosi dap­pri­ma cul­lati, poi coin­volti infine trasci­nati dal­l’on­da lun­ga dei bik­ers arrivati a capo­lin­ea dopo aver las­ci­a­to alle spalle 37 chilometri pas­san­do per Albisano San Zeno di Mon­tagna e Coster­mano. Per­cor­so «pro­tet­to» dai volon­tari del­la Croce bian­ca che han­no effet­tua­to 56 med­icazioni (un ciclista è frat­tura­to una spal­la) e immer­so nel verde con viste moz­zafi­a­to sul Benà­co maci­na­to da molti con­cor­ren­ti con gli occhi fis­si sul tubo­lare del­la bici. Ma non per tut­ti. C’è chi ha prefer­i­to, sep­pur con tan­to di pet­torale in vista, la gita fuori por­ta taglian­do il tra­guar­do a pomerig­gio inoltra­to come nel caso degli ulti­mi due giun­ti sot­to lo striscione finale dopo qua­si cinque ore dal­la parten­za. Anche per loro non è man­ca­to l’au­to­grafo e la foto con la solare Pao­la Pez­zo, a fine ser­a­ta con il pol­so più che le gambe indolen­zite. «Odd­io sono par­ti­ta con il numero uno ma la mia non è sta­ta una vera e pro­pria gara. Nes­suna fuga, ansia del risul­ta­to ma solo una cor­sa lib­era da stress, con il piacere di ammi­rare il pae­sag­gio cir­costante e con­trol­lare un per­cor­so a det­ta degli stes­si parte­ci­pan­ti più flu­i­do, meno stret­to, sen­za intasa­men­ti. Il ter­ri­to­rio garde­sano d’al­tronde si pres­ta», con­clude la due volte cam­pi­ones­sa olimpi­oni­ca «alle gare di moun­tain bike. Non bisogna però cor­rere dietro a numeri d’iscit­ti supe­ri­ore alle trem­i­la unità: si creereb­bero solo inutili ingorghi». Sod­dis­fat­to e non pote­va cer­to essere altri­men­ti il pri­mo cit­tadi­no nonchè asses­sore provin­ciale al tur­is­mo Davide Bendinel­li. A lui, in tenu­ta sporti­va, il com­pi­to di dare il via alla grande ker­messe sporti­va che ha vis­to giun­gere sulle sponde del Benà­co comi­tive di aman­ti delle due ruote prove­ni­en­ti da tut­ta la Peniso­la, Sicil­ia com­pre­sa, e dal­l’es­tero. «E’ una man­i­fes­tazione che trascende l’even­to ago­nis­ti­co e crea un indot­to eco­nom­i­co non indif­fer­ente per Gar­da con alberghi pieni per un fine set­ti­mana in un peri­o­do piat­to del­la sta­gione tur­is­ti­ca. C’è poi il ritorno d’im­mag­ine con le riprese tele­vise del­la gara trasmesse sui più impor­tan­ti canali sportivi». Chissà se tra queste passerà anche quel­la del­l’im­provvi­do e male­d­u­ca­to ciclista che a metà mat­ti­na incu­rante di tut­ti ha gira­to le spalle alla piaz­za e al por­to ha deciso di con­tribuire all’in­nalza­men­to dei liv­el­li del lago.

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