Si parte quest’anno con la ristrutturazione dell’edificio che sarà trasformato in biblioteca e spazio associativo Palazzo. Sono previsti tre stralci di lavori. Il primo comprende anche la sistemazione del tetto In quelle stanze dormì Napoleone

Guarienti, tocca alla facciata

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Di Luca Delpozzo
Alessandro Foroni

È pro­gram­ma­to per il 2005 un pri­mo inter­ven­to su palaz­zo Guar­i­en­ti che dovrebbe diventare, nel giro di qualche anno, sede del­la e spazio per le asso­ci­azioni, per un cos­to di 1 mil­ione e 963.È700 euro. Lo affer­ma il vicesin­da­co ed asses­sore ai lavori pub­bli­ci, Gio­van­ni Piz­za­miglio: «È un’opera impor­tante ed eco­nomi­ca­mente impeg­na­ti­va per la quali ci sforz­er­e­mo di indi­vid­uare con­tribu­ti dal­la Regione, dal Min­is­tero e dagli isti­tu­ti di cred­i­to, per­ché le nos­tre risorse sono lim­i­tate e il pat­to di sta­bil­ità non ci per­me­tte di ottenere mutui. Quin­di il Comune farà da bat­tistra­da e lavor­ere­mo per stral­ci, inizian­do da un pri­mo finanzi­a­men­to di 320mila euro per sis­temare il tet­to e la fac­cia­ta. Poi cercher­e­mo di atti­vare un sec­on­do stral­cio per il 2006, di 750mila euro (ala sud) e infine nel 2007 il ter­zo sul cor­po cen­trale per una cifra qua­si equiv­a­lente». Prog­et­tista dell’opera è l’architetto Arturo San­dri­ni, conosci­u­to per il restau­ro del­la Gran Guardia oltrechè per quel­lo dei castel­li di Sal­iz­zole, Bevilac­qua e Mon­to­rio, che ha già redat­to un prog­et­to pre­lim­inare. Plaude all’iniziativa anche Ste­fano Bertoli, espo­nente del grup­po di mino­ran­za «Un prog­et­to per Valeg­gio»: «Palaz­zo Guar­i­en­ti deve essere ripor­ta­to a un pieno uti­liz­zo per la comu­nità valeg­giana, in modo da far­lo riv­i­vere e non solo per il suo val­ore stori­co. Ser­vono infat­ti spazi per le asso­ci­azioni e soprat­tut­to serve una sede deg­na per la bib­liote­ca che adesso è costret­ta in spazi inadeguati (un ex-negozio di abbiglia­men­to, ndr) per un Comune delle nos­tre dimen­sioni». La bib­liote­ca rimase a palaz­zo Guar­i­en­ti fino al 1995, da dove fu «sfrat­ta­ta» per las­ciar pos­to agli uffi­ci comu­nali durante la ristrut­turazione del palaz­zo munic­i­pale. Negli anni suc­ces­sivi l’ex-sindaco Faus­to Sachet­to, dichiarò che non era pos­si­bile inter­venire per­ché era aper­to con la Sovrin­ten­den­za un con­tenzioso per il prece­dente recu­pero degli anni Ottan­ta (allo­ra il sin­da­co era Luciano Ter­leth) dal quale era­no sta­ti rica­vati la bib­liote­ca e la sala civi­ca. «Ora la sala civi­ca ver­rà sman­tel­la­ta», dichiara Piz­za­miglio, «per las­cia­re più spazio alla bib­liote­ca che ver­rebbe col­lo­ca­ta su due piani. Uno spazio per riu­nioni o pic­coli con­cer­ti potrebbe invece essere quel­lo del­la grande sala al pri­mo piano». Per ser­ate dove si preve­da un mag­gior afflus­so di per­sone rimar­rebbe invece, per quat­tro-cinque giorni al mese, la sala annes­sa al vec­chio ospedale che è sta­ta appal­ta­ta con la casa di riposo e che non dispone di una buona acus­ti­ca. Per Ezio Oran­do, con­sigliere de «La Car­avel­la» l’Amministrazione dovrebbe ten­er pre­sente anche un prob­le­ma di spazi per i suoi uffi­ci: «Per­ché non spostare lì la polizia munic­i­pale che invece pare vogliano con­finare all’ex-macello, in una zona fuori mano per la cit­tad­i­nan­za?, pro­pone. Alessan­dro Foroni Valeg­gio. Palaz­zo Guar­i­en­ti, chiam­a­to dai valeg­giani anche «Palaz­zo del Patri­o­ta», fu real­iz­za­to da un architet­to veronese del Set­te­cen­to, Piero Ceroni, ed è noto per aver ospi­ta­to Napoleone nel 1796. È pro­prio una lapi­de sul­la fac­cia­ta del­la strut­tura a ricor­dare come, la sera del 30 Mag­gio 1796, Napoleone Bona­parte fu qua­si cat­tura­to da un grup­po di cav­a­lieri aus­triaci, arrivati tar­di­va­mente a dar man forte al pro­prio eserci­to. «Napoleone Bona­parte il 30 mag­gio 1796 minac­cia­to dagli Aus­triaci d’estremo peri­co­lo», è scrit­to sul­la lapi­de, «esce non vis­to da questo Palaz­zo, chia­ma alle armi i sol­dati di Masse­na e volti in fuga i nemi­ci, qui nova­mente, alber­ga securo». Si nar­ra che Bona­parte saltò a cav­al­lo sen­za esser­si infi­la­to la sec­on­da calzatu­ra. Palaz­zo Guar­i­en­ti, sede del­la scuo­la media dal 1933 al 1971, fu sogget­to ad alcu­ni inter­ven­ti nel pri­mo Nove­cen­to e negli anni Ottan­ta, ma prob­a­bil­mente anche nel dopoguer­ra quan­do venne acquisi­to dal Comune. (a.f.)

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